Caso Grecia: subentrano stanchezza e frustrazione

Articolo pubblicato il 27 giugno 2015
Articolo pubblicato il 27 giugno 2015

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Si, la situazione è ancora ad un punto morto. Com'é già accaduto innumerevoli volte quest'anno, la Grecia è riuscita ad accaparrarsi ieri un posto nell'agenda del Vertice europeo, insieme con il tema dell'immigrazione e la questione 'Brexit'. Durante la notte i leader dell'UE hanno ammesso la sconfitta: non si è giunti ad alcuna conclusione e, di conseguenza, la discussione è rimandata a sabato, . 

Il dibattito su una possibile soluzione per evitare la famosa uscita della Grecia dalla zona Euro è ripreso ieri sera, per l'ennesima volta, al Consiglio Europeo, nonostante i tentativi paralleli dell'Eurogruppo di giungere ad un accordo che sia concretamente realizzabile. 

Le ore diventavano sempre più lunghe mentre il tempo iniziava a rallentare, aspettando di arrivare ad una qualche conclusione sul caso Grecia. Si è giunti così al punto in cui nessuno avrebbe più potuto essere d'aiuto, al punto in cui ci si è iniziati a chiedere: se ognuno è così stanco, perchè non ammettere che ci vorrà più di una notte sia per colmare il vuoto di fiducia tra l'UE e la Grecia che per ridefinire il suo, ormai incerto, futuro in Europa? 

La piaga della Grecia in eterna difficoltà

Alle 3:00 circa di ieri, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha ammesso: “Questo non è un metodo di lavoro appropriato, né per me né per voi (…) Non amo questi metodi di lavoro che mi impediscono di riposare a sufficienza, aggiungendo che quando si è stanchi non si prendono le decisioni giuste.”

Poco prima, il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz aveva risposto ad una domanda sull'attuale frustrazione degli Stati Membri per il prolungamento dei dibattiti sulla situazione greca, sottolineando che lui comprende le persone che sono nervose, deluse, che pensano di averne abbastanza (...) è normale provare tali sentimenti.

E continua: “Dalle mie esperienze ho imparato che nei momenti più turbolenti c'è bisogno di mantenere il sangue freddo, aggiungendo che, “agire troppo velocemente quando si è sotto pressione potrebbe creare enormi effetti negativi a lungo termine.” Schulz, inoltre, ripete che il Primo Ministro Tsipras era pienamente consapevole della gravità della situazione e del difficile compito che lo aspettava, ossia il far combaciare il dovere di mantenere le promesse fatte al suo governo di sinistra con i compromessi che deve necessariamente accettare “quì, con i suoi colleghi.”

Il futuro dell'Unione economica e monetaria

La stesura del rapporto sul “Completamento dell'unione economica e monetaria Europea” è stato ieri argomento di attualità nella discussione dei leader UE sul caso Grecia. Il rapporto suggerisce di arrivare alla più completa Unione economica e monetaria (UEM) passando per due fasi: la prima, “intensificare facendo” e mettendo in atto degli standard non vincolanti. La seconda, “completare la UEM” spostandosi verso degli standard vincolanti e verso una “capacità di assorbimento dello shock”. L'ultimo punto da prendere in considerazione è, secondo Schulz, la possibilità di un futuro, profondo cambiamento degli accordi.

Ma ciò che il rapporto sulla UEM in realtà offre è il tentativo di fornire un'idea ed un percorso sicuro verso la sempre più vicina unione monetaria. Lo stesso Schulz ha riconosciuto che alcune sezioni di tale rapporto sono basate su problematiche e sfide relative alla situazione greca. La sua stesura servirà per “evitare errori commessi in passato”. Schulz conclude: “Per quanto riguarda l'accettazione di tutti i punti non sono molto ottimista, ma la strategia è intelligente (...) convincente.”

Sulla "questione greca" decide l'Eurogruppo

Dall'incontro odierno non ci si poteva aspettare di ottenere soluzioni concrete, in nessun caso. Delle proposte valide arriveranno, probabilmente, dall'Eurogruppo (cioè una riunione dei Ministri delle finanze della zona Euro) piuttosto che dal Vertice europeo. 

Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk chiarisce: “Ci troviamo d'accordo con il processo delle istituzioni e con le negoziazioni in corso. I leader hanno concordato che non c'è bisogno di convocare un altro Vertice (...) e si aspettano che sia l'Eurogruppo a concludere questo processo, durante l'incontro di sabato.”

Schulz sottolinea che i leader ellenici dovrebbero decidere in modo ragionevole sulla base dei suggerimenti ricevuti e che, comunque, il passo decisivo spetta a loro. 

Usando un'altra espressione paternalista, Schulz rimarca il fatto che il popolo greco avrebbe avuto bisogno di "prendere la mano" tésa loro dagli altri stati membri, concludendo che, “Anche se non si arrivasse ad una soluzione oggi o domani, la Grecia dovrebbe comunque intraprendere le dovute riforme per una crescita sostenibile e per l'occupazione. Dunque, il raggiungimento di un accordo isolato e a sé stante sarebbe inutile. 

Discutendo di banali dettagli relativi alle varie tipologie di accordo, i leader dell'UE, in realtà, stanno perdendo di vista le principali tematiche celate dietro l'attuale crisi economica e finanziaria greca: il bisogno di una fiducia reale e reciproca e la volontà di 'restare insieme' nel progetto dell'Unione Europea. Per alcuni ciò significa maggior integrazione. Un atteggiamento di solidarietà vera renderebbe tuttavia la discussione meno ipocrita e più produttiva.

Fallimento all'orizzonte

Schulz allude a diversi stati membri, i quali si sono offerti di giocare il ruolo di“intermediari onesti” tra Grecia, istituti finanziari internazionali e Commissione Europea. Ma con l'avvicinarsi della scadenza del 30 giugno, che significherebbe de facto la bancarotta per la Grecia, tali soluzioni sembrano essere tardive.

Schulz conclude, “mi chiedo, inoltre, quanto durerà l'accordo, dal momento che qualsiasi accordo raggiunto questa o la prossima settimana rappresenterà comunque una soluzione a breve termine”.

Restiamo in attesa della discussione dell'Eurogruppo di sabato.

(N.d.C. Secondo alcune agenzie, la Grecia ha rifiutato l'estensione di 5 mesi dell'attuale programma di salvataggio offerto dalle istituzioni creditrici al Fmi, alla BCE e all'UE. Sembra che questa vicenda proseguirà ancora..).