“CAPOLAVORI IN DETTAGLIO”: COME AMMIRARE LEONARDO CON UNO ZOOM DIVERSO.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 10 ottobre 2014

“La sapienza è figliola dell’esperienza”- Leonardo Da Vinci. 

Lo ha capito Renato Parascandalo che a Napoli ha allestito la mostra Capolavori in dettaglio, nella quale le opere di Leonardo vengono presentate al pubblico tramite il loro funzionamento e i segreti nascosti fra le screpolature di intonaco e pittura vengono svelati.

Nella splendida cornice del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, attraversando i corridoi immersi nella luce del sole e affacciati sul chiostro si arriva ad una sala, buia e nascosta, dove l’unica luce proviene da ogni singola opera esposta.

Nel buio, la “luce dell’arte” accompagna il visitatore in un viaggio virtuale attraverso le più famose opere di Leonardo. Si è accolti da modellini di macchine escavatrici e dal prototipo di una primordiale macchina volante, per poi perdersi nella bellezza dei disegni in matita e carboncino della collezione della Reale Biblioteca di Torino, tra cui anche l’Autoritratto di Leonardo, fino ad arrivare ad un corridoio di dipinti fra i più importanti, quali La vergine delle Rocce, L’Annunciazione, Monna Lisa e La donna con l’ermellino. L’abbraccio dei quadri trasporta il visitatore verso l’opera principale, che occupa con tutta la sua maestosa grandezza tutta la parete di fronte l’entrata: L’ultima Cena

L’atmosfera è quella di una tipica mostra, serena e tranquilla, immersa nel silenzio,  ma Capolavori in dettaglio è molto più di questo: modellini tipici delle macchine leonardiane sono affiancati da schermi e video che ne illustrano l’utilità; i dipinti non sono gli originali, ma riproduzioni che la luce retroillumina in ogni particolare, offrendo al visitatore una nuova visione delle stesse.

L’installazione che più colpisce, però, è proprio L’ultima cena, la cui proiezione delle stesse dimensioni dell’originale sulla parete principale accoglie e colpisce il visitatore appena entrato e contribuisce a trasportarlo nella serena atmosfera della mostra. Essa, però, non è altro che l’ingrandimento dello schermo di un computer posto al di sotto dell’enorme tela. Proprio quest’ultimo è uno schermo touch, che permette al visitatore non solo di ammirare l’opera, ma anche di toccarla, ingrandirla, diminuirla, focalizzare su un determinato dettaglio e, soprattutto, scoprirne i segreti attraverso vari punti di informazione. Gli impianti di ultima generazione sono frutto dell’innovazione di  Haltadefinizione®, un sistema didattico interattivo di Art-Experience. Per quanto riguarda L’ultima cena, infatti, sono state effettuate riprese in altissima definizione dell’originale nel 2007 e nel 2010, grazie alla tecnologia di acquisizione digitale LHR (Large High Resolution), approvata dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, che hanno permesso di sviluppare un’immagine digitale delle stesse dimensioni dell’originale. Inoltre, è possibile visualizzare ogni minimo dettaglio dell’opera attraverso una lente di ingrandimento virtuale utilizzando il sistema multitouch 42’’ e l’applicazione a essa connessa. Ed ecco che la secolare frase La sapienza è figliola dell’esperienza prende vita in questa mostra, dove antico e moderno si fondono, in un gioco di luci ed ombre, tecnologia e cultura che immerge il visitatore nella sapienza di Leonardo.

Un’ulteriore novità di questa singolare mostra è la coesistenza nella sala con riproduzioni e opere autentiche quali il Cristo Benedicente, dipinto su tavola secondo l’iconografia di Salvator Mundi, e un bellissimo abito damascato appartenuto a Isabella d’Aragona, donna di spiccata conoscenza nel periodo in cui è vissuta e che ha conosciuto personalmente Leonardo, avendo rapporti così frequenti con lui da aver fatto addirittura ipotizzare ai postumi che fosse lei la Monna Lisa.

Capolavori in dettaglio fa parte di  Una Mostra Impossibile di Leonardo, Raffaello e Michelangelo, insieme con  le istallazioni su Caravaggio a Castel Sant’Elmo e Raffaello a Palazzo Reale. Impossibili forse fino a qualche decennio fa, le mostre si propongono di offrire ai visitatori un nuovo modo di apprendere l’arte: sperimentandola, coniugando alla tradizionale visione e descrizione delle opere anche l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Inaugurato il 22 luglio e aperta al pubblico fino al 10 ottobre, il progetto della casa della cultura digitale nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore  è stato ideato e diretto da Renato Parascandalo con Ferdinando Bologna e  prodotto e realizzato dall’Associazione Pietrasanta Polo Culturale con il Comune di Napoli e la Rai.«L'Associazione Pietrasanta Polo Culturale - ha dichiarato il presidente Iovine - vuole rilanciare il proprio impegno per la città con un nuovo allestimento ricco di novità. Sta funzionando con enorme successo il modello di collaborazione pubblico-privato che oggi si arricchisce con un nuovo tassello che è la collaborazione con il Museo di Capodimonte, dove è stato tracciato un percorso espositivo che propone quindici dipinti ispirati a Leonardo, per andare sempre più a formare un forte polo culturale dell'arte a Napoli. Un esempio virtuoso che potrà spingere altri imprenditori a comprendere che la cultura in questo momento è la cosa più importante su cui investire, per il futuro della città e delle stesse imprese».

E' stato inoltre organizzato un ciclo di incontri serali con 20 giovani laureati e dottori di ricerca in Storia dell’arte di varie università che si sono occupati del progetto, che si proporranno di approfondire ulteriormente il frutto del proprio lavoro.