Cambio climatico : il punto debole dell'Africa

Articolo pubblicato il 15 aprile 2015
Articolo pubblicato il 15 aprile 2015

Malgrado tutti i problemi che si trova ad affrontare attualmente, il riscaldamento globale potrebbe essere considerato come la sfida più grande del continente africano. Ciononostante, la lotta al cambio climatico potrebbe rappresentare la soluzione a molti dei problemi che l'Africa ha da sempre dovuto affrontare; un'azione mirata è stata avviata.

Negli ultimi anni l'Africa ha finalmente fatto partire il suo motore economico. Da una parte all'altra del continente, governi e investitori privati stanno finanziando nuove industrie, e soprattutto infrastrutture - compresi porti, pondi, scuole e ospedali. Tale crescita è sia il risultato della crescita del benessere del continente che un messo per garantire che la prosperità continui.   

In ogni caso, le decisioni che stanno dietro la crescita non tengono in conto di un problema critico e a lungo termine: il cambio climatico.  Molti leader africani affermano di stare creando per il futuro del continente -infrastrutture per incentivare il commercio e i trasporti, reti di telecomunicazioni e banda larga per aumentare le connessioni internet, e strutture sanitarie e scolastiche per migliorare la qualità della vita degli africani - ma qualsiasi pensiero rivolto al futuro del continente africano deve tenere conto della costante presenza del riscaldamento globale. 

La fragilità dell'Africa

Tra tutte le zone della terra, l'Africa è la più soggetta al cambiamento climatico. Basta guardare la classifica dei primi 10 paesi che soffrono di questo problema, e non è difficile trovarvi quelli africani. Questo perché il continente possiede, in larga parte, la perfetta combinazione di un'elevata vulnerabilità ai deleteri effetti del cambiamento climatico, e non è in grado di fronteggiare eventuali casi di disastro climatico.

Naturalmente l'Africa deve affrontare problemi molto più urgenti. Circa il 30-40% della popolazione africana vive in uno stato di povertà, più del 10% è disoccupato, e sanità ed educazione continuano a rappresentare una grande preoccupazione. E' importante ricordare, però, che tutte queste considerazioni economiche e sociali sono minacciate dal cambiamento climatico. Una violenta inondazione non distruggerebbe solo le rotte commerciali e le infrastrutture industriali, ma minaccerebbe anche scuole e ospedali, e quindi conseguentemente anche la qualità della vita e la stabilità sociale. Allo stesso modo, una grave siccità minaccerebbe non solo la sicurezza alimentare del Paese, ma avrebbe effetti anche sui milioni di contadini che vivono in Africa, un continente che continua a dipendere interamente dal business dell'agricoltura. Il cambiamento climatico viene visto comunemente come qualcosa di distruttivo per l'ambiente, ma trascina nel suo cammino anche la struttura sociale, economica e politica di uno Stato.

Opportunità da non lasciarsi scappare

Se da un lato il problema rappresentato dal cambiamento climatico e dalle sue ripercussioni  sulle decisioni del continente africano esiste - e su cui scienziati e climatologi ribattono insistentemente - ce ne sono altri ancora più preoccupanti. Durante l'incontro tenutosi a febbraio in Kenya, l' Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) - il Gruppo Intergovernativo sul Cambio Climatico - ha evidenziato come la situazione climatica in Africa sia « allarmante » e che vadano presi dei provvedimenti entro il 2020.

L'occasione perfetta per intervenire si presenterà il prossimo dicembre, quando l'UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) - la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici - terrà un congresso a Parigi. In vista di questo incontro, gli africani avranno almeno un'altra possibilità di unire e stabilire gli obiettivi comuni di questa convention mondiale. La Climate South Initiative (CSI) si svolgerà a Libreville, in Gabon, alla fine di maggio. L'incontro prediligerà un approccio al cambiamento climatico basato sui risultati, insegnando agli africani i pericoli di tale cambiamento, in modo che il Paese possa presentarsi al congresso di Parigi con un piano d'azione che prenda in mano il controllo del proprio destino nella lotta al problema. 

Il cambiamento climatico rappresenta onestamente un punto debole per l'Africa. E mentre è di vitale importanza che il messaggio di un pericolo climatico giunga chiaramente e in maniera uniforme, coloro che prendono le decisioni dall'alto, devono iniziare già da ora ad operare dei sostanziali cambiamenti. Per il pianeta, questi cominceranno da Parigi; per l'Africa, dal Gabon.