Camané: "Il fado, una tristezza che aiuta"

Articolo pubblicato il 24 luglio 2011
Articolo pubblicato il 24 luglio 2011

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Se in Germania la “Volksmusik” ha una reputazione quasi sospetta, il fado portoghese ha goduto nella sua madrepatria di una grande popolarità nel corso delle generazioni. Camané, figura di punta di una nuova generazione di fadisti, racconta il duro percorso di questo genere musicale.

La carriera di Carlos Manuel Moutinho Paiva dos Santos, in arte Camané, nato nei pressi di Lisbona nel 1967, comincia presto. A sette anni, rovistando nella collezione di vinili dei suoi genitori, si imbatte per la prima volta in una delle tante canzoni melanconiche. Neanche cinque anni dopo vince il suo primo concorso amatoriale. A 17 anni il lavoro dei suo sogni diventa realtà: è un cantante di fado. Alterna i concerti nei club di Lisbona alle apparizioni negli spettacoli musicali. Oggi Camané è nel suo genere uno degli interpreti di maggior successo, e rappresenta per molti stranieri l’unico accesso alla cultura portoghese.

Il fado, ambasciatore del Portogallo?

"Emozioni come l'amore, la perdita e la speranza certo esistono dappertutto" spiega il cantante, "ma cambia il modo di esprimerle,il tempo e il ritmo. Gli argentini hanno il tango, gli spagnoli il flamenco, noi portoghesi abbiamo il fado. "Fado”si può facilmente tradurre con “destino”, e la sonorità della musica è proprio questa: una voce malinconica lamenta le proprie sofferenze, accompagnata da una chitarra ritmica a sei corde e da un liuto a dodici corde simile alla “guitarra portuguesa”. Le canzoni parlano di addio, di dolore, di tristezza, ma anche di attesa e di speranza.

L'origine esatta del fado è tuttora oggetto di discussioni. Se alcuni storici ne hanno trovato i parallelismi con la musica nordafricana e lo considerano una reliquia della dominazione araba, altri lo ritengono più vicino al Lundum brasiliano e lo datano al XIX secolo. L'unica certezza è che il fado ha iniziato la sua ascesa nei bassifondi di Lisbona, nelle taverne del quartiere di Alfama e della Mouraria, veniva cantato dai marinai, dai vagabondi e dalle prostitute. Per Camané è l’origine popolare l’essenza del genere."Il fado è sempre stato un genere urbano. In un primo momento, le canzoni raccontavano la vita della gente, del popolo. Sono entrati a far parte del mondo del canto perfino i pettegolezzi di quartiere. Solo più tardi le poesie dei poeti più famosi hanno cominciato ad essere messe in musica.”

Questa tradizione si è conservata fino ad oggi. Lo spettro musicale varia dal folk dei poeti Luís de Camões e Fernando Pessoa a compositori più controversi come Manuel Alegre. La vicinanza tra musica e identità nazionale è stata per qualche tempo un ostacolo al genere stesso. Dopo aver conquistato i salotti dell'alta società nel 19°secolo e aver suscitato grande scalpore anche a livello internazionale nel 1930, il fado diventò sempre più strumento politico del dittatore António Salazar

Personalmente nutriva una grande antipatia nei confronti di quella musica "lamentosa", ma riuscì comunque a trasformarla nel simbolo della nazione portoghese, naturalmente col metodo della censura. Così il fado cominciò a farsi interprete di una visione del mondo conservatrice e della mentalità dei "poveri ma felici". L'associazione della musica al sistema fascista era così stretta che molti giovani portoghesi alla fine della dittatura, nel 1974, abbandonarono il fado. Camané ricorda bene anche quei momenti poco gloriosi: "Allora, quando a 17 anni mi esibivo nei bar, il fado era la musica dei vecchi signori. Mi guardavano male, il mio pubblico aveva 60, 70 anni o più, i miei coetanei certo non lo ascoltavano”.

In equilibrio tra tradizione e modernità

Oggi tutto è cambiato grazie anche alla versatilità caratteristica del genere. Mísia ha introdotto la strumentazione classica, la fisarmonica, il pianoforte e il violino, gruppi come A Naifa e Donna Maria mescolano il fado classico ai beat elettronici, e anche Camané abbandona sempre di più il terreno tradizionale, come membro di "Humanos" – un progetto-tributo alla leggenda del pop António Variações.

"Bisogna sempre essere in grado di riconoscere il fado come tale. La tradizione è di enorme importanza. D'altro canto, la musica deve evolvere, o non sopravviverà"

Il bilanciare tradizione e modernità sembra oggi essenziale per il suo successo, ma secondo Camané si tratta di un vero e proprio numero da equilibrista: "Bisogna sempre essere in grado di riconoscere il fado come tale. La tradizione è di enorme importanza. D'altro canto, la musica deve evolvere, o non sopravviverà. L’importante è che si sviluppi dall'interno verso l'esterno, in modo naturale, uno sviluppo del genere non si forza. L’importante nel fado è e rimane l'autenticità. "Che sia accompagnato da orchestra o da strumentazione classica, suonato negli stadi o nell’anonimato delle piccole taverne popolari, l’elemento unificante del fado è quel sentimento indefinibile all’ascolto, quella malinconia, quella tristezza, la saudade dei portoghesi.

Ma si deve stare attenti a non equipararlo alla semplice tristezza. E’ un sentimento troppo complesso, spiega Camané: "Esiste un paradosso nel fado. Se è allegro, ci fa piangere e se è triste, ci fa sorridere. Ha un forte potere nel guidare il dolore e può cambiare la vita. Nel fado ci possiamo ritrovare - come individui e come popolo. E’ il grande potere di questa musica ". Ed è grazie a questo potere che ancora oggi, nel Portogallo moderno, il fado è onnipresente.

Foto: home-page ©camane.com; testo © Camané via MySpace/ video: (cc) Youtube