"Calmatevi!", un libro contro l'ansia cronica

Articolo pubblicato il 26 marzo 2012
Articolo pubblicato il 26 marzo 2012
A salvarci dall'isterismo mediatico e dai tormentoni catastrofici ci pensa la giornalista di Amburgo Silke Burmester, con il suo nuovo libro "Calmatevi!". Ma, nel tentativo di esorcizzare il panico collettivo, crea lei stessa un nuovo trend.

È sicuro che il mondo finirà. Moriremo tutti. Di influenza aviaria o suina, a causa della nube islandese, soli e abbandonati. Il capo non invierà le condoglianze perché quel lavoro lo avremo già perduto da tempo. Qualche banca avrà razionalizzato i posti o affidato i vostri compiti a dei lavoratori rumeni ancora bambini . In sintesi? Da spararsi.

Silke Burmester (2012, Kiepenheuer und Witsch)Come? Non lo sapevate? Non leggete i giornali? Non guardate i tg? Non navigate su internet? C’è tutto! Perfino un libro! Il saggio di Silke Burmester, “Calmatevi!” (“Beruhigt euch!”).

Probabile come l’arrivo degli alieni

Di tutto il libro, solo il titolo ricorda un pamphlet polemico: nello stile di Stéphane HesselIndignatevi”, si fa appello alla resistenza nazionale. Contro i “maestri dell’arte gonfiabile”, contro le news minuto per minuto. In capitoli brevi e concisi la Burmester non si lascia sfuggire nessun tormentone dei media: dalla crisi finanziaria al culto di Steve Jobs, dalla paura del batterio killer escherichia coli alla manie di bellezza. In 32 pagine la giornalista di Amburgo ha raccolto il male dei tormentoni mediatici degli anni passati. Una secchiata di ironia, una vagonata di satira - pronto il rimprovero ai media. Così la gente legge e il titolo si rivela accattivante. Ma ad ogni esagerazione segue sempre un segnale di cessato allarme.

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Chi legge questo libro, guardando negli occhi il pericolo, riesce a salvarsi dalla pazzia imperversante. L’effetto finale: le cose potevano andare peggio. Ci saranno ancora dei bambini nel mondo che non parleranno il cinese mandarino. Anche senza Ipad la vita andrà avanti. La catastrofe è probabile quanto l’arrivo degli alieni sulla Terra. Niente di nuovo, ma anche nulla di rassicurante.

E l’ansia non passa

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Questa sensazione opprimente che il mondo sia diventato inquietante e bizzarro resta dopo la lettura del libro e non scompare nemmeno dopo essersi gustati una buona tazza di tè (suggerimento dell’autrice). L’angoscia non se ne va facilmente. Si vorrebbe invece inveire perfino contro il manifesto rosato.

Il libro risulta contraddittorio: l’autrice flagella l’eccesso di informazione, citando allo stesso tempo tutte le catastrofi possibili di questo mondo. Accusa i media di esagerazione, ma offre lei stessa scenari apocalittici. La terza guerra mondiale per la Germania dopo l’ennesima bancarotta è un insulso cinismo, se si pensa a quanti giovani già temono davvero di perdere il lavoro. O se si pensa a quanto abbiano paura delle catastrofi naturali che potrebbero aspettarli in futuro. Non c’era bisogno di una parodia della parodia.

Secondo la Burmester esiste una soluzione per convivere con l'isterismo e l'ansia: “non prendere tutto sul serio. Spegnere la tv ogni qualvolta si senta parlare di apocalisse […] Non ci si deve far prendere sempre dal panico”. Facile! Il messaggio della Burmester è chiaro! La si legge bene. È addirittura un tantino divertente. E poi torna tutto come prima. La prossima crisi arriverà puntuale.

Foto: gentile concessione di © Kiepenheuer und Witsch