Calcio: capelli alla tedesca

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2010
Articolo pubblicato il 04 gennaio 2010

Rudi Völler è l'indimenticabile giocatore di calcio tedesco (nel 1987 giocò anche nella Roma ndr). Altrettanto indimenticabile è la sua pettinatura, vero culto negli anni Ottanta: il taglio di capelli alla Vokuhila, acronimo di vorne-kurz-hinten-lang (corto d’avanti e lungo dietro ndr). Una moda utile per combattere il freddo dello stadio, e che in breve tempo si è diffusa un po' in tutta Europa.

Il capelluto excursus inizia in Gran Bretagna dove il taglio di capelli, che si dice sia stato diffuso principalmente dai pescatori nel XIX secolo, viene denominato mullet “cefalo”. I pescatori proteggevano in questo modo la nuca dalla rigida brezza marina.

Gli scandinavi, in accordo con i tedeschi, lo utilizzano maggiormente in ambito sportivo. Qui senza dubbio è l’hockey su ghiaccio a farsi onore, e a dettare la moda in fatto di acconciature. Gli svedesi parlano di hockeyfrilla e i norvegesi di hockeysveis “taglio da giocatore di hockey”.

In Europa, invece, il Vokuhila rimane particolarmente fedele al calcio. L'originale pettinatura è etichettata tanto in Danimarca Bundesliga-hår, così come in Ungheria e Slovenia Bundesliga, semplicemente come Bundesligahaar: “la Nazionale tedesca”.

Poiché notoriamente nel gioco tutto è concesso, il Vokuhila viene attribuito in particolare ai giocatori di calcio tedeschi. In Francia è chiamato coiffure de footballeur allemand “pettinatura dei giocatori di calcio tedeschi”, in Italia si dice capelli alla tedesca e nei Paesi Bassi è Duitse mat “il tappeto tedesco”.

Solo i polacchi sono in fuorigioco e preferiscono prendere in giro i cechi. Qui la moda è quella di portare i capelli alla czeski pikarz “giocatori di calcio cechi”.