“Cafebabel Roma” partecipa alla consultazione cittadina dedicata a “Libertà d’informazione ed espressione in Europa”

Articolo pubblicato il 24 gennaio 2011
Articolo pubblicato il 24 gennaio 2011
L’evento è organizzato dall’associazione internazionale European Alternatives e si terrà a Roma il 5 Febbraio 2011 in via Marianna Dionigi 59 dalle ore 14 alle 17,30.

Questo appuntamento si inserisce in  un ciclo di incontri che European Alternatives organizzerà nel corso del 2011, nell’ambito di un vasto progetto transeuropeo che porterà migliaia di cittadini in tutta Europa a discutere di azioni comuni per difendere i propri diritti civili, come espresso nel “Programma di Stoccolma” e nella “Carta dei Diritti Fondamentali”

Nel corso dell’anno cittadini in Bulgaria, Francia, Italia, Romania, Spagna e Regno Unito discuteranno su proposte comuni riguardo a libertà d‟informazione ed espressione; diritti dei rom; diritti LGBT; diritti sociali e dei lavoratori; diritti dei migranti; legalità e lotta contro il crimine organizzato. Saranno organizzate in 18 città europee tavole rotonde partecipative in cui saranno dibattuti i problemi locali all’interno di un contesto europeo. Le discussioni saranno affrontate da gruppi di 6-7 persone fino al raggiungimento di proposte comuni per promuovere azioni concordate. Una selezione di partecipanti provenienti dagli incontri regionali avrà la possibilità di prendere parte ad un forum internazionale che raccoglierà attivisti e cittadini per discutere delle stesse tematiche in tutta Europa.

L’incontro a cui Cafebabel Roma è stato invitato a portare il suo contributo è dedicato al tema “Libertà dei media in Europa: soluzioni comuni a problemi comuni”. Le libertà di espressione e di informazione sono tra i valori fondamentali delle democrazie europee. Pur essendo garantite come valori inalienabili nelle Costituzioni di tutti i paesi membri dell’UE e nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, il pluralismo mediatico e la libertà di espressione sono minacciate continuamente in un gran numero di Paesi.

La situazione dell’Italia, dell’Ungheria e della Romania sono particolarmente preoccupanti, ma anche “bastioni” democratici come la Francia e il Regno Unito stanno sperimentando attacchi alla libertà di informazione, sotto forma di pressioni politiche sempre più forti sui giornalisti o attraverso tentativi di creare concentrazioni mediatiche troppo grandi per poter garantire pluralità.

All’incontro previsto il 5 febbraio 2011 si discuterà in particolare di come la concentrazione mediatica può essere combattuta e come il pluralismo può essere mantenuto o ripristinato a livello europeo attraverso azioni comuni; come i cittadini europei possono riunirsi in uno spazio trans-europeo per trovare soluzioni collettive a problemi comuni; come condividere esempi di “buone pratiche” che hanno portato risultati positivi in alcuni paesi, regioni o città

I lavori della consultazione saranno introdotti da Eva Simon della Hungarian Civil Liberties Union, esperta di libertà di informazione che parlerà della situazione ungherese, paese in cui una recente legge sui media dai tratti totalitari ha suscitato forti critiche da parte dell’Unione Europea, e Granville Williams, giornalista e autore di libri e di rapporti sul monopolio dei medi a in Europa, membro del Consiglio Nazionale del gruppo di riforma dei media con sede nel Regno Unito, the Campaign for Press & Broadcasting Freedom (CPBF).

I partecipanti parteciperanno ai tavoli tematici che più li attraggano:

Media representation: Come vengono rappresentate le diverse identità umane nei media, in termini di età, genere, etnia, sessualità o provenienza geografica? Come vengono recepite dai media-consumatori? Cosa succede quando gli stereotipi vengono resi naturali? Che rappresentazioni alternative si potrebbero proporre? Come?

Pressioni sui giornalisti da parte di poteri politici ed economici: Che tipo di interferenze nelle attività giornalistiche avvengono da parte di chi ha forti poteri economici o politici? Come viene usata la minaccia della denuncia per filtrare alcune informazioni? I giornalisti freelance sono più a rischio di quelli protetti dai propri gruppi? Che tipo di autorità, nazionale o europea, può o potrebbe garantire la libertà dei giornalisti?

Pluralismo e concentrazione mediatica: Quanta varietà e pluralismo è presente nell‟informazione dei media tradizionali (TV, radio, giornali)? Esistono chiari esempi di posizioni dominanti o concentrazioni di proprietà o interessi che appiattiscono l‟offerta informativa? Gli organi di informazione sono politicamente schierati o rappresentativi di determinati interessi economici?

Sfera Pubblica e contropotere: Che spazi hanno a loro disposizione i cittadini per garantire il rispetto del loro diritto a un’informazione corretta e imparziale? Quali forme di partecipazione per rendere l’informazione più direttamente collegata agli interessi del cittadino (citizen journalism, lettere ai quotidiani...)? Quanto vengono coinvolte le diverse realtà sociali esistenti (mondo dell’associazionismo e dell’impresa, movimenti sociali, terzo settore, ecc.) nella produzione dell’informazione?

Seguirà una plenaria, in cui si trarranno delle conclusioni e raccomandazioni che verranno poi tradotte e condivise con i partecipanti dei forum in Romania e Bulgaria. Dalla consultazione si trarranno proposte indirizzate a politici nazionali ed europei e si creerà un’alleanza tra cittadini e società civile che faranno campagna su questi argomenti.

Per ulteriori informazioni consultare www.euroalter.com