Caccia alla volpe e democrazia: a chi salvare la pelle?

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2005
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Articolo pubblicato il 03 febbraio 2005

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Questa settimana l’Alta Corte britannica deciderà se approvare definitivamente il divieto di caccia alla volpe. Ma c’è molto di più in gioco della vita delle volpi...

Dalla corrida spagnola alla chasse nella valle della Loira, fino al tradizionale Boxing Day Hunt (il giorno della caccia alla volpe) britannico, i cosidetti “sport cruenti” sono spesso giustificati, da chi li pratica, ricorrendo alle antiche tradizioni di cui queste pratiche sono portatrici. D’altra parte, è lo stesso utilizzo della parola “sport” a sembrare improprio: si tratta più di “rituali” tesi a dimostrare la superiorità evolutiva dell’uomo sulle bestie. Morale a parte, la maniera in cui il il divieto alla caccia alla volpe nel Regno Unito è stato gestito ha non poche implicazioni sulla democrazia parlamentare britannica.

Il Parliament Act

A differenza di quello che capita in altri Stati europei, come ad esempio in Svezia, un disegno di legge per diventare legge nel Regno Unito deve passare sia alla Camera dei Comuni (camera eletta dal popolo), sia alla Camera dei Lords (organo aristocratico di tipo non elettivo). Quest’ultima può esaminare e respingere le decisioni prese dalla Camera dei Comuni.

Un’eccezione a questa regola si ha quando

il governo invoca il Parliament Act, una norma (votata nel 1911 e ridefinita nel 1949) che sancisce la superiorità della Camera dei Comuni su quella dei Lords.

La presunta illegalità riguardante il Parliament Act è attualmente alla base della sfida legale portatata avanti dai fautori della caccia alla volpe per impedirne la probabile messa al bando. I difensori della caccia puntano il dito contro l’illegittimità del Parliament Act il quale venne riformato nel 1949 senza essere mai sottoposto al voto da parte dalla camera dei Lord. Il 28 gennaio l’Alta Corte ha respinto il loro ricorso. Tale decisione della Corte deve passare, questa settimana, al grado di appello. Il fallimento dell’ennesimo ricorso è più che probabile e il divieto potrebbe entrerare in vigore già a partire da marzo di quest’anno.

Usando il Parliament Act per far approvare la legge sul divieto di caccia, il governo ha effettivamente ignorato il processo democratico e ha usato il peso della sua maggioranza parlamentare per far proseguire il procedimento legislativo. È da notare che dalla sua modificazione nel 1949, il Parliament Act è stato usato solo quattro volte, e tre di queste sono avvenute dopo il 1997, anno di insediamento dell’attuale governo. Si tratta di un andamento preoccupante che deve far riflettere sull’utilizzo di questa procedura. Il divieto di caccia alla volpe nel Regno unito era in agenda da 5 anni, bisogna chiedersi se, attraverso la procedura di cui abbiamo detto, si sia voluto legiferare più per mostrare zelo nei confronti delle riforme piuttosto che per ragioni morali. In un processo democratico, le leggi dovrebbero essere discusse così come i provvedimenti del governo dovrebbero essere aperti alle modifiche. Gli avvenimenti in Ucraina dello scorso dicembre hanno mostrato la voglia di democrazia che c'è da parte di milioni di persone nell’Europa orientale. La maniera forzata in cui il divieto di caccia è stato approvato mostra che anche negli Stati apparentemente più maturi, la democrazia ha i suoi limiti.