Buzek sulle orme di Geremek per l'Europarlamento

Articolo pubblicato il 17 luglio 2009
Articolo pubblicato il 17 luglio 2009
Durante la sessione inaugurale il nuovo Parlamento europeo ha eletto l’ex Primo Ministro polacco Jerzy Buzek come Presidente. Buzek è il primo rappresentante dell’Europa dell’est ad occupare una carica così importante nell’Ue. Rassegna stampa europea.

Il/la presidente del Parlamento europeo, l’unica rappresentanza popolare multinazionale e legislativa del mondo, dovrebbe essere più di un mero tecnocrate, dice il quotidiano Luxemburger Wort: «[Jerzy] Buzek si è impegnato come attivista Solidarność per il pacifico superamento del totalitarismo comunista e per la libertà e i diritti umani. Al contempo negli ultimi cinque anni, in qualità di deputato europeo, ha dato prova del suo istinto politico e della sua ricerca di compromessi. Tuttavia Buzek non può fuggire dall’ombra di [Bronisław] Geremek: Per molti il polacco ebreo e francofilo morto in un incidente stradale il 13 luglio 2008, che sopravvisse agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, conobbe il terrore rosso dei tempi di Stalin e in seguito collaborò al successo del superamento della cortina di ferro, rappresenta il meglio dell’idea europea. Per questo motivo il pragmatico avveduto Buzek rappresenta già una scelta vincente».

(Articolo del 15.07.2009)

El País, Spagna: «Né Ferrari né Biscúter della politica»

Per il quotidiano liberale di sinistra El País dei compiti difficili attendono il nuovo Presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek: «Questo pilota [Jerzy Buzek] non è una Ferrari della politica, ma nemmeno una Biscúter [una piccola automobile spagnola]. Forse una Seat avanti con gli anni. Dice di voler recuperare l’entusiasmo dei cittadini nei confronti delle questioni europee. Un compito arduo se si pensa che la partecipazione al voto per il Parlamento di Strasburgo è calata di elezione in elezione. Dice che dobbiamo ascoltare gli euroscettici, di cui molti tra i nuovi membri. E ascoltare fa sempre bene, a patto di non farsi sedurre da loro».

(Articolo del 15.07.2009)

Savon Sanomat, Finlandia: «Est e ovest si sono incontrati spiritualmente»

©EPPer il quotidiano Savon Sanomat l’elezione di Jerzy Buzeks a presidente del Parlamento UE è un fatto storico. «Sono passati due decenni dalla caduta del muro di Berlino e dalla liberazione degli Stati dell’Europa occidentale dalla dipendenza sovietica e ora un polacco conquista il posto di guida dell‘Europa occidentale. I nuovi Stati membri che appartenevano al blocco orientale sono ancora arretrati economicamente rispetto a quelli occidentali. Negli scorsi anni la coesione interna all'Ue è stata messa fortemente in discussione. Il voto di martedì ha però dimostrato che est e ovest si sono incontrati spiritualmente. [...] Il sostegno dei vecchi stati membri all'elezione di Jerzy Buzek dimostra che non si pensa più al passato. Anche in Germania l’esito del voto è difficilmente percepito come una perdita di autorità, perché è stata proprio la Germania a impegnarsi per l'ampliamento dell'Unione verso est».

(Articolo del 15.07.2009)

Ouest France, Francia: «Una cortina di ferro invisibile»

(©Ewa Dryjanska/ Wikimedia)L’elezione di Jerzy Buzeks a Presidente del Parlamento europeo è simbolica, scrive il quotidiano Ouest-France. «Un polacco alla guida dei deputati europei, nel torpore estivo la notizia potrebbe passare inosservata. Ma c’è una grande simbologia dietro l’elezione a larga maggioranza di Buzeks. [...] Appena venti anni fa la Polonia anticipò di qualche mese la caduta del muro di Berlino e svolse le sue prime elezioni libere. [...] Nessuno avrebbe pensato che un polacco avrebbe ricoperto così in fretta uno dei tre ruoli centrali europei. Da ieri questo è realtà. Jerzy Buzek è il primo politico proveniente da uno dei dieci nuovi Stati membri a cui venga affidata una simile responsabilità. Lui ricorda che la vera integrazione richiede più tempo dell'ampliamento stesso. Come se un’invisibile cortina di ferro continuasse a dividere l’Europa. Senza voler sopravvalutare il peso del suo compito, si può comunque ritenere che la sua elezione aiuterà a rendere quotidiano il contributo dei paesi dell’Europa centrale e orientale al progetto europeo».

(Articolo del 15.07.2009)

Rzeczpospolita, Polonia: «Nessuna Europa unita, mai!»

Il quotidiano conservatore Rzeczpospolita valuta criticamente l’elezione di Jerzy Buzek a Presidente del Parlamento europeo: «L’elezione di un polacco ai vertici del Parlamento europeo dovrebbe dimostrare che l’Europa è ancora più unita e che la divisione tra est e ovest è finita. Basta però guardare alla forma e al simbolismo del [...] discorso di Jerzy Buzek a Strasburgo per accorgersi che non esiste nessuna Europa unita e mai esisterà. L’ex primo ministro della RP [Repubblica polacca] ha nominato nello stesso momento [l’ex papa] Giovanni Paolo II e Simone Veil, Presidente del Parlamento europeo tra il 1979 e 1982, in qualità di persone benemerite del vecchio continente: da un lato il papa [...] dall’altro una donna il cui obiettivo principale è stato la legalizzazione dell'aborto in Francia. Buzek ha consegnato al suo predecessore una statuetta di Santa Barbara ma contemporaneamente [...] ha citato la Rivoluzione francese, che con la religione ha avuto perlomeno un rapporto ambiguo».

(Articolo del 15.07.2009)