Buona fine, buon inizio!

Articolo pubblicato il 29 dicembre 2007
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Articolo pubblicato il 29 dicembre 2007
Arrivederci al 2008, con due proposte del poeta portoghese contemporaneo Manuel Alegre – in nomen, homen – personalità importantissima della letteratura lusofona. È stato in tempi recenti protagonista della politica portoghese: si è candidato infatti come indipendente alla presidenza della Repubblica.

Le poète portuguais Manuel Alegre (Photo, bmoeiraas/Flickr)

La redazione di Palloncini di Poesia di cafebabel.com vi invita ad assaggiare due delle poesie della raccolta , pubblicata in patria nel 1983.

Babilonia

1. Voglio ascoltare ora il grande canto sotterraneo dei treni elettrici dall’interno delle parole la moltitudine che scende frettolosa nei corridoi dell’anima il sassofono lancinante nella stazione del metrò Abbiamo camminao così tanto per arrivare qui a questo paesaggio interiore desolato Lettera dei fucilati: cantavano la Marsigliese La mia generazione è nata dalla guerra e abbiamo visto crescere il fungo di Hiroshima Abbiamo vibrato tanto con Bogart a Casablanca poi abbiamo imparato a cantare Kalinka era il tempo delle certezze rotonde come cetrioli ogni anno più felici o Kolkhoze Siamo anche entrati a cavallo con il Che a l’Avana era il tempo della festa e della guerrilla la rivoluzione sarebbe stata un’avventura credevamo anche all’abolizione della morte Era il tempo in cui la storia somigliava a un treno che correva inesorabile verso la Terra Promessa Ed eccoti solo sull’aratro dei volti senza sguardi spogliati persi nel Regno del Multiplo Il dio di Delfos continua senza oracolo In Europa scende la notte e solo colui che attende vedrà l’inatteso Così parlò Eraclito 3. Puoi dire (ed è vero) che vieni da lontano hai attraversato mari e monti hai sentito l’odore della polvere e il fischio delle pallottole vestito delle tue armi errante nel deserto e a volte perso nelle strade di Babilonia Quando sei arrivato al gran lido non c’era più il battelliere e non hai visto le ombre parlanti passeggiare sul bordo dell’Ade Tenebre davanti tenebre dietro Puoi dire (ed è vero) che vieni da lontano Come il primo uomo chiedi e non sai quel che dorme sembra morto nessun battelliere tra questo lido e l’altro lido Anche se non ci sono risposte devi mantenere la domanda Colui che conosce i segreti non svelerà quello che era nascosto Il destino dell’uomo non fu rivelato Ecco quello che è necessario incidere sulla pietra a Uruk dei muri color di rosa La redazione di Palloncini di Poesia vi augura un felice e intenso 2008, sperando di ritrovarvi dall’altra parte dello schermo, a tamburellare sulla tastiera al ritmo della poesia europea contemporanea.