BULGARIA: UNA LUNGA ESTATE DI INSODDISFAZIONI

Articolo pubblicato il 27 settembre 2013
Articolo pubblicato il 27 settembre 2013

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Questa lunga estate bulgara di insoddisfazioni è uno dei capitoli più importanti della crisi socio-politica europea. La Bulgaria è nel suo terzo mese del più grande sconvolgimento sociale dalla caduta del comunismo nel 1989. I protestanti vogliono che “la mafia” esca dal sistema politico del paese. Ma che cos’è esattamente “la mafia” e da dove viene?

La scorsa estate ero in vacanza a Sofia ed un giorno mi hanno portato a fare una gita sull’Egeo, vicino la Calcidica in Grecia. Attraversato il confine della regione di Blagoevgrad, il papà della mia fidanzata ha iniziato a raccontare delle storie di businessmen locali – proprietari di autoconcessionarie, hotel, pompe di benzina, scegliete voi, con storie ambigue alle spalle: evasione fiscale, frode, abuso edilizio, riciclaggio di denaro, omicidi. Sembravano leggende metropolitane: io sono polacco e la gente dice cose simile anche in Polonia. Ma lui insisteva – "quello che vedi qui è tutta  mafia" – riferendosi all’oscura oligarchia che ogni cittadino bulgaro crede giochi un vero e proprio ruolo di comando nella scena politica del paese.

L'autunno diverso delle nazioni

Mentre mi godevo le mie vacanze, l’Assemblea Nazionale della Bulgaria era nelle mani del GERB – il partito dei Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria. La formazione di centro-destra, membro del Partito Popolare Europeo, sembrava una tipica società dirigente moderata della regione dell’Europa centro-orientale, molto simile al partito polacco Piattaforma Civica.

Molti bulgari sono convinti che tutti i partiti del sistema politico parlamentare siano parte del problema. Nel 1989 Todor Zhivkov, il  leader comunista, fu cacciato via dal suo stesso partito. Questo, a sua volta, fu rinominato Partito Socialista Bulgaro (BSP) e permise ai "democratici" di unirsi al processo politico. L’atmosfera di ambiguità ed i successivi forti governi socialisti di Zhan Videnov Sergei Stanishev portarono la gente a credere che qualcosa non andasse nella transizione bulgara. Negli ultimi 24 anni  il BSP è stata una delle maggiori forze politiche, nonostante tutti gli errori attribuitegli. I “democratici” del 1989 continuano a saltare da una parte all’altra. Nel 2006, Boiko Borisov grazie all’insoddisfazione generata dal governo di Stanishev, formò il GERB, ma neanche lui era un santo. Troppa derisione online come membro del servizio di sicurezza comunista: ha fatto da guardia del corpo personale di Zhivkov.

Il Gerb non riusciva né a mantenere le promesse sulla fine definitiva della corruzione, né a portare a termine le richieste dell’UE. C’era un risentimento crescente verso il partito, considerato anch’esso parte della “mafia”. In febbraio, Borisov ,tra le proteste contro l’aumento delle tariffe dell’energia elettrica, si dimise. A maggio la mia ragazza votò nella piccola ambasciata di Dublino per partecipare alle elezioni legislative anticipate. Con suo gran sgomento, il governo era formato dal BSP e dal turco MRF (Movimento per i diritti e le libertà), in cui numerosi membri hanno un passato comunista. A giugno decine di migliaia di persone stavano protestavano ogni giorno contro l’oscura oligarchia che li avrebbe dovuti governare. Una giovane donna diventò il simbolo delle proteste: si denudò il seno destro agitando sia la bandiera della Bulgaria che dell’Europa, come nel famoso dipinto di Eugène Delacroix "La Libertà che guida il popolo". Un lungo e tardivo sconvolgimento sociale assente dal 1989 era diventato realtà, con le proteste che entravano nel loro terzo mese di vita.

Tutti i peccati del BSP

Ciò che provocò le proteste origina proprio da alcune settimane di governo del BSP. La coalizione scelse come primo ministro Plamen Oresharski. I suoi membri continuarono una guerra lampo per arraffare capitali, rubare e mantenere i privilegi. Il magnate dei media Delyan Peevski, considerato un "Mafioso" con un passato imprenditoriale ambiguo, non aveva alcuna competenza per diventare il capo dell’agenzia di sicurezza nazionale e fu proprio la sua nomina a dare il via il 14 giugno alle proteste di massa.

Nonostante le immediate dimissioni di Peevski, la gente continuò a domandare una revisione costituzionale del sistema politico bulgaro. Il 16 giugno Oresharski nominò Boyan Chukov suo assistente per la sicurezza e gli affari esteri. Uno scandalo, perché il primo sostiene apertamente l’Unione Euroasiatica, ideata dal Cremlino. Il governo insiste per una rettifica del deficit di bilancio, che dovrebbe distruggere il delicato equilibri dell'economia bulgara. Questo per  incontrare la richiesta popolare dell'aumento dei salari, che sarebbe irrealizzabile per le finanze del paese.

Questa lunga estate bulgara di insoddisfazioni è uno dei capitoli più importanti della crisi socio-politica europea e la gente difende i propri diritti con la bandiera dell’UE. Secondo alcune voci, coloro che non condividono l’idea socialista sono licenziati dall’amministrazione pubblica. Con individui come Chukov, che mantengono il controllo sulle questioni dello stato, la riscrittura della politica estera della Bulgaria in direzione di Mosca non è impossibile. Alcuni passi sono stati già mossi per attirare il capitale dell’oligarchia russa e rilanciare un programma di energia nucleare, basato sulla tecnologia sovietica.

Tutto ciò ha ricevuto un’esigua attenzione da parte della comunità internazionale. Nonostante il commissario europeo per la giustizia, Viviane Reding, sostenne a gran voce i protestanti quando era a Sofia, i media europei, invece, sono più concentrati sugli sviluppi nel Medio Oriente. Cosa accadrebbe se la legge e la democrazia bulgare prendessero una brutta piega? Una reazione violenta di stampo autoritario è realmente possibile, a causa dell’azione incerta degli altri stati europei. La posizione dell’Unione Europea riguardo agli eventi in Bulgaria è di una benevola accettazione. Sfortunatamente, Stanishev è diventato il leader della fazione socialista nel parlamento europeo, così qualsiasi ascendente che i politici europei potrebbero avere su di lui è limitato. Il BSP non ha ancora dato alcun segnale d’allarme, ma tutto ciò di cui ha bisogno è trarre vantaggio dal caos politico in Europa.

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