Buenos Aires, tra amore e architettura

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 16 ottobre 2014

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“Medianeras” è la linea di confine tra l’attuale hipsterismo dilagante (giunto dunque anche a Buenos Aires) e la commedia romantica senza troppe pretese di cambiare la vita di chi la guarda.

Il film, diretto da Gustavo Taretto, è uscito nel 2011 ma è da poco approdato nelle sale italiane.

è la storia di Martin, giovane web designer fobico ma in via di guarigione e di Mariana, giovane architetta che ha paura di prendere gli ascensori. Vivono l’uno nel palazzo di fronte all’altra e conducono vite simmetricamente parallele in cui le situazioni sembrano essere le stesse per ciascuno dei due personaggi (ovviamente interpretati da attori affascinanti che cercano di assomigliare a dei nerd disadattati): entrambi single con alle spalle una lunga storia d’amore finita male, entrambi frequentano gli stessi luoghi e negli stessi momenti ma, “in una città di tre milioni di abitanti, recita il trailer, come puoi incontrare l’amore se non sai dove trovarlo?” Forse la vera protagonista è Buenos Aires coi suoi palazzi sovrapposti, irregolari, quelli costruiti con una pianificazione urbanistica sbagliata e riflettente delle esistenze di chi la vive. Le scene più profonde e significative sono proprio quelle che mostrano le mille facce di una delle capitali del continente latinoamericano così giovane e già malato, stanco. Per il resto, la storia sembra quella di una Amèlie al maschile (la terapia fotografica? La difficoltà a relazionarsi con l’altro sesso e la creazione di un mondo a parte in cui rifugiarsi?) e scorre fin troppo lenta per raggiungere il risultato tanto atteso quanto prevedibile: “True Love will find you in the end” di Daniel Johnston è la scelta musicale azzeccata per il finale. In conclusione, questo film è al gusto zucchero filato: il sapore è buono e dolce ma troppo fievole per potertene accorgere.