Bruxelles: solo sesso per noi stranieri?

Articolo pubblicato il 14 settembre 2010
Articolo pubblicato il 14 settembre 2010
«Come mai a Bruxelles tutte le mie amiche, delle più svariate nazionalità, finiscono sempre per ritrovarsi nelle situazioni sentimentali più imprevedibili? Gli uomini qui vogliono solo sesso?». L’opinione di chi si è trasferito a Bruxelles sul perché, all'estero, accasarsi sembri troppo spesso un'impresa impossibile.

Ci sono molte cose che possono essere giustificate con la frase «Bruxelles è fatta così»: l’idraulico che non arriva mai, una donna uccisa da una gigantesca cassa di legno che cade da una gru, il padrone di casa che si dimentica di pagare l’assicurazione dell’appartamento. Ora, la frase sembra essersi estesa anche ad un fenomeno in costante crescita in questa piccola città: triangoli amorosi inconciliabili capaci di sorprenderti sul più bello. È un fatto che riguarda soprattutto gli stranieri che decidono di vivere a Bruxelles.

Strane triangolazioni

È da un po’ che ragiono su questa faccenda. Come mai a Bruxelles tutte le mie amiche, delle più svariate nazionalità, finiscono sempre per ritrovarsi nelle situazioni sentimentali dai risvolti più imprevedibili? A titolo d’esempio, prendiamo in considerazione una graziosa ragazza di origini mediterranee di 27 anni. Per motivi di privacy non rivelerò nome e nazionalità. La ragazza in questione si prende un cotta per John che è fidanzato con una signorina di New York. La mia amica però ha anche un altro flirt, Jim, con cui si confida riguardo alla “ragazza di New York”. Passato un anno, Jim vorrebbe una relazione più seria con la mia amica ma la sua situazione sentimentale su Facebook rivela che lui è impegnato a sua volta con la stessa ragazza della Grande Mela. Alla mia amica non resta che chiedersi: come diavolo è possibile che si crei una situazione del genere?

Oggi sei nel mio letto e domani... si vedrà!

Un altro caso riguarda una raffinata ragazza francese di mia conoscenza, carina, simpatica, divertente e via dicendo. Lei e un ragazzo italiano si frequentavano da un po’, finché non finiscono a letto insieme, mentre fuori imperversa un temporale. All’appuntamento seguente, lui le rivela che «non è ancora pronto e che ha bisogno di più spazio». Una mattina, la mia amica esce di casa e lo vede lasciare il suo appartamento - abitano solo a qualche porta di distanza - mentre passeggia mano nella mano con una bellissima ed elegante ragazza. Si potrebbe perfino ipotizzare che lei avesse ancora addosso i vestiti della sera prima. Ahia! Come se non fosse già abbastanza, visto che erano vicini di casa, la mia amica si è dovuta fermare a fare quattro chiacchiere con loro prima di andare in ufficio. Doppio ahia! Io ho coniato una frase adatta alla situazione: più larga è la rete, minore è la possibilità che tu faccia centro. Nella pittoresca Bruxelles la rete si allarga in continuazione. Un breve sondaggio tra i miei compagni, tutti stranieri qui a Bruxelles, rivela che hanno tutti vissuto, come minimo, in due paesi, e che sono in grado di parlare, come minimo, una seconda lingua oltre a quella d’origine. La maggior parte di noi non si ferma per molto: chiunque decida di sistemarsi a Bruxelles è sempre oggetto di grande ammirazione ad ogni festa. Questa razza è solitamente anche abbastanza fortunata da trovare un belga stabile con cui mettere su casa.

Amore a distanza da Bruxelles

Per farla breve, siamo nomadi iper-globalizzati. E siamo un irrilevante 10% su 1.8 milioni di abitanti. L’esame dei fatti mi porta a pensare che, forse, in quella piccola percentuale ci sia fin troppa scelta, e concentrarsi su un solo ragazzo diventa impensabile. Ammetterò anche che è fin troppo facile avere uno spasimante in ogni porto. Loro vengono, vanno, scrivono e-mail, noi voliamo, ci baciamo, ripartiamo ed entrambi finiamo per trovare la felicità da un’altra parte. Lo stesso succede agli uomini, apparentemente.

«Possiamo avere tutti i Pablo, i Laurent, i Paul, i Pierre, i Bernard, i Giovanni e gli Andrew che vogliamo»

Prendiamo il caso del signore in Argentina che, da quando ha lasciato Bruxelles un anno fa, si dedica ad appassionanti sessioni di amore elettronico con una mia amica. C’è ovviamente un piccolo inconveniente in queste passioni a distanza. Una ragazza in loco rivendica di essere la sua fidanzata e si è premurata di fare una serie di telefonate intercontinentali fino a Bruxelles per avvertire la mia amica. «No mi corazon, non è la mia fidanzata, è pazza», ha detto il signore argentino per rassicurarla. Mmmmhh. Un’altra mia amica giornalista, invece, ha fatto recentemente il grosso errore di invaghirsi di una delle sue migliori fonti. I due vivevano insieme a Bruxelles, poi lui decide di portarsela a Praga, sua città natale, nonché una delle più romantiche d’Europa. Dopo l’ennesimo bacio sul ponte della città, confessa: «Oh, ho una fidanzata…». A quel punto solitamente l’uomo ha un momento di smarrimento e fugge.

Durante una chiacchierata domenicale tra ragazze riguardo la nostra incapacità di tenerci un uomo, ci chiediamo: siamo noi a dare i segnali sbagliati o siamo semplicemente troppo esigenti? Tre domande continuano a ripresentarsi: gli uomini a Bruxelles vogliono solo sesso? Noi vogliamo solo sesso? Perché un uomo, o una donna alla volta non sono sufficienti? Certo, non ci vediamo tutte come delle vittime. Si potrebbe quasi dire che abbiamo sviluppato una certa abilità. Perché? Perché possiamo. Possiamo avere tutti i Pablo, i Laurent, i Paul, i Pierre, i Bernard, i Giovanni e gli Andrew che vogliamo. Se siamo molto brave, possiamo anche far durare il tutto un massimo di 6-12 mesi. Poi possiamo tornarcene a casa o trasferirci da un’altra parte. Qui possiamo mettere in piedi con successo una relazione seria, oppure non riuscirci e ricadere nella nostra solita routine di temporaneo stuzzicamento da espatriati. L’unico lato negativo di tutti questi stuzzicamenti è che potresti ritrovarti ad essere un amante piena di sospetti, oppure, peggio ancora, costantemente attaccata a Facebook, in preda a continue crisi di nervi.

Foto: (cc)JLA Kliché/darkhalf.be/; (cc)coschda/flickr