Bruno Bozzetto, il Walt Disney italiano 

Articolo pubblicato il 10 maggio 2017
Articolo pubblicato il 10 maggio 2017

L'animatore che ha fatto la storia del disegno italiano Bruno Bozzetto si racconta in occasione dell'uscita del documentario dedicato alla sua carriera: la semplicità dei suoi personaggi più che mai attuali ci rivela il vero male di vivere dei giovani europei, “confusi” ma non troppo

Bruno Bozzetto, 79 anni..non sembra a prima vista un giovane europeo, vero? Ma, a discapito della sua età, ha molte cose da insegnare riguardo alle nuove generazioni. Ha la mente veloce e anche la mano, quando prende la sua matita per disegnare.

Nutre una grande passione per le camminate all’aria aperta e per Miyazaki, e soprattutto ha rivoluzionato l’animazione in Italia. Mentre la generazione digitale e all’avanguardia è sempre più in cerca della perfezione della forma, che a volte fa perdere di vista la materia, Bozzetto si batte contro la dispersione dei contenuti e la confusione che ne deriva. All'ultimo Rome Comics Festival erano centinaia i giovani ragazzi in fila aspettando per un suo autografo, perché l’ideatore del famoso Signor Rossi è ancora inventore di nuovi concetti da animare.

Recentemente il cineasta Marco Bonfanti ha dedicato a quella che è una vera e propria vita all'insegna dell'animazione un documentario intitolato "Bozzetto non troppo". Proprio in occasione della proiezione della pellicola al cinema Kino di Roma, incontriamo Bozzetto su un divano rosso, tra un aperitivo e un brindisi al Pigneto. Rilassato e sornione, ci aspetta con un sorriso e la voglia di raccontarsi.

Bruno Bozzetto non punta mai il dito, ma crea personaggi che non smettono di sorprendere. Negli anni ha trattato temi legati alla politica, all’ambiente e al sociale, e oggi i suoi film sono dei cult. Sopratutto tantissime generazioni conoscono il suo omino dal grande nasone, vestito tutto di rosso e con una valigetta in mano per affrontare la vita. Quindi gli chiediamo: chi è oggi il Signor Rossi? E come vive i tempi attuali?

“Il signor Rossi è semplicemente una caricatura dei propri fatti personali” ci spiega divertito Bruno Bozzetto, o come lo chiamano gli amici intorno che lo attendono, il Maestro “l’incarnazione dell’italiano medio che va ad affrontare le problematiche medie della società di cui fa parte. Burocrazia, politica, cultura..non è poi cambiato così tanto il mondo negli ultimi 50 anni”. Il Signor Rossi ad onor del vero ha anticipato un trend più che attuale per noi dipendenti delle serie Netflix: storicamente possiamo parlare della prima serie tv non pubblicitaria (ovvero non da Carosello) che sia mai stata fatta. L’intuito di un successo garantito dettato dalla ripresentazione dello stesso personaggio, in diversi contesti ma con il solito pessimismo che gli permette di affrontare le diverse situazioni nelle maniere più comiche possibili, ma anche in un certo senso tragiche.

“Se una cosa la vedi tre volte sicuro non la ricorderai” continua il Maestro “30 volte forse inizi a rifletterci sopra... 300, 3 mila e il gioco è fatto, quella cosa è diventata famosa perchè è entrata in tutte le case, nella tua testa, ha lasciato il messaggio che doveva trasmettere e tu hai creato il tuo marchio, con cui per sempre ti associeranno. I Simpson, la serie televisiva più lunga di sempre, vi siete mai chiesti perchè sia così famosa in tutto il mondo? Perchè parla dell’uomo comune all’uomo comune. Se io parlo di noi, dei piccoli grandi fatti che ci circondano, posso parlarne per anni senza stancare mai. Le fonti miei cari non si esauriscono mai. I problemi e l’attualità non possono cambiare mai per questo motivo: anche oggi il Signor Rossi è lo stesso di allora, che deve affrontare i problemi dell’ecologia per esempio".

"Ma partiamo dall'inizio di questa storia..anche il Signor Rossi è nato per caso ma non troppo". Bruno Bozzetto si afferma con il primo cortometraggio animato Tapum! La storia delle armi, corto proiettato al Festival di Cannes. Questo lavoro non passa inosservato, lo stile di Bruno si contraddistingue per la grande semplicità dei tratti e la sua attenta osservazione del genere umano."Come la definisco io, entomologica”. E questa attenta osservazione si traduce nella messa in scena divertente e al tempo stesso disillusa degli errori, della mediocrità dell’uomo e dei tempi che vive.

Nel 1960 crea il personaggio che lo rende celebre e che è il protagonista della nostra intervista: il Signor Rossi. E' allora che nasce questo piccolo omino, entusiasta ed ingenuo, ma anche rabbioso quando le cose non vanno come vuole lui. Il Signor Rossi diventerà il traino per sette cortometraggi e tre lungometraggi, e delinea poco a poco lo stile inconfondibile e la critica ironicamente pessimista posta dall’artista.

L'analisi della società contemporanea continua con uno dei lungometraggi forse più riusciti: Vip – mio fratello super uomo.

"Il film riprende le vicende dei supereroi che erano popolari all’epoca soprattutto per 007- continua con un pizzico di ironia Bozzzetto- ed evidenzia i rischi per gli esseri umani che vengono assorbiti dalla società dei consumi, perdendo così ogni capacità di razionalità.".

Seguiranno il lungometraggio Allegro non troppo, "la mia risposta a Fantasia di Walt Disney- spiega l'autore- in cui ci siamo davvero divertiti per la realizzazione. Hanno addirittura fatto una tesi di laurea su questo film!". Poi, Sotto il ristorante cinese del 1987, che si ispira alla fantascienza di Zemeckis. Bozzetto si dedica negli anni ’80 alla divulgazione scientifica realizzando un centinaio di filmati divulgativi per Quark. Iniziano ad arrivare i riconoscimenti con il suo Mister Tao, che nel 1991 riceve l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e l’anno seguente Cavallette viene nominato al Premio Oscar.

"Mi affascina l’uomo visto nella natura- si lascia andare Bozzetto- l’uomo supponente e borioso crede di essere il dominatore, ma in realtà non conta nulla. Sta distruggendo tutto e come un tumore si sta propagando piano piano a tutti i livelli del nostro pianeta. Ed è quindi mio dovere riuscire a far divertire e possibilmente far ragionare gli altri uomini su temi attuali come questo. Facciamo parte di questa distruzione, ma mettendo nei miei disegni l’uomo al suo posto possiamo avere la possibilità di vedere il tutto da un altro punto di vista.”

Una posizione sicuramente forte ma tutt’altro che infondata, come ci tiene a sottolineare Bruno Bozzetto stesso. Ama essere aggiornato sulle problematiche globali e tenere sotto controllo le maggiori riviste scientifiche a riguardo, e sicuramente non possiamo che credere a chi ha fatto della sua casa un vero e proprio rifugio dal grigio delle città, tra campagna e animali che vivono pacificamente in una simil realtà parallela e bucolica. Beeelen per esempio è la pecora di Bruno Bozzetto, una pecora che si crede un cane e che ha letteralmente spopolato sui social network. E sono proprio i social network un altro punto saliente della vita dei giovani di oggi.

“Dei giovani ma anche non troppo” tende a precisare il Maestro “i social network sono una di quelle cose che ci cambiano letteralmente la vita, nelle piccole e grandi cose”. Sarebbe divertente vedere qualche sketch del Signor Rossi alle prese con i nuovi mezzi di comunicazione. “Su twitter hanno la possibilità di esprimersi con gli stessi caratteri sia un deficiente che un premio Nobel, ma a noi ovviamente sta l’arduo compito di filtrare. Ma con Facebook ho anche scoperto un contatto, un rapporto che non puoi certo avere pubblicando le tue vignette su un giornale. Pubblico un disegno e posso avere in tempo reale le reazioni, i commenti, dialogare seduta stante su dei contenuti reali. Sondare in maniera del tutto diretta il gusto del pubblico, avere una reazione”. I social network sono quindi uno strumento a doppia lama, che forse più di tutti contraddistingue. lo shift tra il signor Rossi di ieri e di oggi, dal Signor Rossi italiano a quello europeo.

“Credo che la responsabilità maggiore che abbiamo oggi giorno con noi stessi sia appunto come dicevamo, saper filtrare. Non siamo mai stati più confusi degli altri in passato, non sappiamo più da che parte girarci e a chi dare retta. Puoi sapere in neanche 10 minuti cosa succede dall’altra parte della terra, ma credetemi, non è sempre così positivo avere così tante informazioni senza un vero e proprio controllo. Non siamo mai stati confusi come oggi, più informazioni ti danno meno sai alla fine. Chi filtra, e come filtra? Ecco, se dovessi disegnare un Signor Rossi europeo di oggi..lo farei CONFUSO”.

Per il Maestro, l’uomo, gli istinti primordiali, non cambiano mai. Sicuramente il Signor Rossi Europeo ha delle caratteristiche ben precise, diverse da quelle di un americano, russo, australiano. Cambiare di certo il look e i baffi del Signor Rossi anni ‘60, ma il vero dilemma è saper sintetizzare le varie sfaccettature culturali e comportamentali in un unico bozzetto, appunto. Già Italia vs Europa, un cortometraggio, che è tra le prime animazioni realizzate tramite l’uso di Adobe Flash, ci fa sorridere su abitudini irriducibili fino ad oggi, ci dice molto di un ideale di perfezione comportamentale in contrasto con la continuata negligenza e perchè no, indolenza, dei concittadini europei italiani. “This film is dedicated to those who believed that italians behave the same as all other europeans” (questo film è dedicato a chi crede che gli italiani si comportino esattamente come gli altri europei ndr). Una ironia tagliente che mostra appunto situazioni comuni, dal codice della strada alla politica, dallo sport alle code per entrare in teatro, dove viene estremizzata la buona condotta dell’europeo medio in contrasto alla più colorata invettiva dei vicini italiani.

“Il mio consiglio per questa generazione? Leggere, sicuramente saper leggere di più. Sapere essere delle mosche bianche. I cellulari sono dei mezzi meravigliosi ma distraenti, ti tolgono del tempo vitale alla riflessione. Tu hai sempre in mano la possibilità di vedere, di contattare, di sentire, di stare..mezzi meravigliosi ma distruttivi che portano via tanto tempo alla lettura appunto, alla scoperta di sè. Non è un caso se il livello medio di attenzione sia calato drasticamente a 8 secondi. Abbiamo un serio problema di concentrazione. Per attirare l’attenzione in 8 secondi uno deve essere volgare, violento, diverso a tutti i costi. Non è più così tanto possibile creare qualcosa di raffinato, non ti guarderebbero più. Ecco la mia critica invece: lasciare da parte per un pò la forma, mettere da parte l’estetica, la ricerca della perfezione a tutti i costi, per ritrovare i contenuti e le proprie, reali, idee.”

Far divertire per far ragionare. Magari il tanto decantato multi-tasking che glorifica la nostra era digitale può essere un male e un bene al tempo stesso. Il sapersi fermare e anche specializzare, senza dover rincorrere quella perfezione che porta a saper fare tutto e niente, o farlo in maniera vuota, tecnica, superficiale. Per Bruno Bozzetto la risposta è nel silenzio. Non il silenzio passivo, ma l’assenza di linguaggio che porta alla fruizione più alta e globale dei contenuti. “Non ho fatto una scuola di disegno. Facendo le vignette ho scoperto il valore delle parole. Ma è molto più difficile trasmettere qualcosa senza un dialogo. Senza le parole l’unica cosa che puoi usare è la testa! Ed è così che il cittadino medio italiano del Signor Rossi su Youtube ha un picco di visualizzazioni in Germania ed Arabia Saudita..ma cosa cavolo possono vedere nei miei film in Arabia Saudita?! La risposta sta nel linguaggio universale”.

E sicuramente, i follower su instagram, snapchat o tinder, sanno molto di più di questo linguaggio universale e globalizzato di quanto ce ne possiamo realmente rendere conto.