Brexit vs Bremain: la grande attesa

Articolo pubblicato il 02 giugno 2016
Articolo pubblicato il 02 giugno 2016

A tre settimane dal referendum nel Regno Unito diminuisce il vantaggio di chi sostiene la "Bremain". Secondo un nuovo sondaggio, il divario tra i due schieramenti è sceso da 13 a 5 punti percentuali in una settimana. I commenti della stampa europea, analizzando anche i possibili scenari futuri.

"Bruxelles è troppo passiva"

La fine dell’UE, per come la immaginiamo già da decenni, potrebbe arrivare senza far rumore. Dietro le quinte si aggira il fantasma dell’ imponderabile, e questo si riflette nei comportamenti dei commissari europei riguardo la Brexit. Al momento stanno evitando qualsiasi viaggio ufficiale in Gran Bretagna, e perfino Junker non va di persona a far la corte agli inglesi. A Bruxelles pensano esplicitamente di potersi nascondere dai cittadini, nel caso in cui la posizione dei sostenitori della Brexit sull’isola risulti essere molto più che una forte presenza indipendente. Un triste risultato per il team di Junker, che si era insediato a fine 2014 con l’idea di costruire una "forte commissione politica" per far valere l’Europa anche a livello globale. [...] Gli stati dell’UE avrebbero svariati motivi per cercare di ingraziarsi Londra, ma per il momento sembra che "il Continente"rimanga indifferente.

Der Standard, Austria, 01/06/2016

"La Brexit potrebbe spaccare ulteriormente l‘Europa"

Non è ancora sicuro di come reagirà l’UE nei confronti della Gran Bretagna in seguito alla Brexit. I paesi esportatori come la Germania, i Paesi Bassi e l’Irlanda, indipendentemente da ciò che viene dichiarato durante la campagna per il referendum, si faranno comunque carico di "contenere i danni" pur di evitare che le condizioni degli scambi commerciali diventino più difficili. […] Per motivi politici la Francia potrebbe mettere un freno alle esportazioni e verrebbe probabilmente seguita anche dall’Italia, dove Matteo Renzi viene minacciato dal Movimento 5 Stelle, alleato dell’UKIP nel Parlamento Europeo. Una cosa è certa: un’Europa con uno stato in meno potrebbe cominciare a comportarsi in maniera contraddittoria, ed il tandem Francia-Germania potrebbe essere vittima indiretta di un’eventuale Brexit.”  

La Tribune, Francia, 27/05/2016

"L’UE non è meno democratica di uno stato a sè"

I sostenitori della Brexit si lamentano spesso del fatto che le istituzioni europee non sono legittimate democraticamente. L’UE è fin troppo difficile da comprendere, spesso non è trasparente, ma non è antidemocratica. Come il governo britannico, anche le istituzioni europee sono legittimate tramite una democrazia rappresentativa. Il Primo Ministro britannico è stato scelto dal suo partito e non dal popolo, ad esempio. [...] A favore della democrazia dell’UE si può dire che i commissari europei sono nominati dai governi nazionali, che sono a loro volta eletti dai rispettivi cittadini. [...] Il Parlamento Europeo viene eletto dai cittadini europei nei singoli Stati. Il Consiglio d’Europa è formato a sua volta da capi di Stato e di Governo eletti in ogni singolo paese membro. La Commissione Europea viene istituita, come già detto, dai governi nazionali e deve venir approvata dal Parlamento Europeo.

Blog EUROPP, Gran Bretagna, 31/05/2016

"Non argomentate solo con le minacce"

A circa due settimane dal referendum in Gran Bretagna coloro che si oppongono alla Brexit motivano le loro opinioni solo con la "paura" : in primis con il disastro economico che porterebbe con sè l’uscita del Regno dall’UE, poi con il disinteresse che avrebbero gli investitori arabi e cinesi , e anche con una London City abbandonata a sé stessa ed alle ritorsioni che arriverebbero da Bruxelles.  Ora, potrebbero avere assolutamente ragione, ma gli oppositori dovrebbero essere anche in grado di fornire altre argomentazioni convincenti, ad esempio l’interesse politico e culturale o il "destino comune dell’Europa", ma forse a questo non ci si crede granchè.

Diário de Notícias, Portogallo, 30/05/2016

"Brexit suona molto meglio che Bremain"

I sostenitori della Brexit sono "troppo avanti" quando si tratta di inventare nuove espressioni. "Brexit" ha molta più risonanza di "Bremain", suona come un cognome strano o la marca di un medicinale. Non è così strano perciò che il termine Bremain non abbia fatto presa. Ma d'altronde che alternative c’erano? [...] Perciò teniamoci il termine "Brexit", che ormai ha avuto talmente tanto successo che perfino i sostenitori dell’UE la usano quando  si parla di essere pro o contro la Brexit. Questa è già una vittoria per gli oppositori all’UE, perché già il solo parlare di "Brexit" è un segnale, per lo meno inconscio, che siamo pronti all’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. 

The Irish Independent, Irlanda, 30/05/2016

"E se invece gli inglesi rimanessero?"

Un David Cameron vittorioso al referendum dovrà per forza inserire l’Europa nella sua agenda politica: incrementare il mercato interno, liberare l’UE dalla tecnocrazia e conferire ai parlamenti nazionali un ruolo più attivo. Tali obiettivi sono lodevoli, però non bisogna sottovalutare la dinamica politica che ne risulterebbe: una "Bremain" potrebbe aumentare la convergenza economica tra Germania e Gran Bretagna . […] Per non lasciare nulla al caso, la Francia deve prepararsi ad un vero e proprio piano B per l’Eurozona e i 28 dell’UE. Se gli inglesi rimangono in Europa, allora i francesi saranno i primi a dover correre velocemente ai ripari.

Le Monde, Francia, 28/05/2016

Dopo il Brexit la Polonia diventerebbe più importante; Polonia 

I legami  in materia economica e di sicurezza tra la Gran Bretagna e l’UE sono talmente stretti che nemmeno una Brexit potrà cambiare le cose. C’è una vita anche dopo. [...] La Brexit non significa sicuramente la fine della Comunità europea, bensì la possibilità di ricostruirsi e rinnovarsi. La Polonia è lo stato più grande fuori dall’Eurozona e di conseguenza otterrebbe un ruolo importante all’interno dell’UE. Non interpretiamo la Brexit come una catastrofe, bensì come una possibilità di portare le nostre idee all’interno di questa trasformazione.

Rzeczpospolita, Polonia30/05/2016

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La rassegna stampa euro|topics ci mostra i temi che attraversano l'Europa, per riflettere un panorama variegato di opinioni e di idee.