Brexit: l'hanno decisa le vecchie generazioni.

Articolo pubblicato il 26 giugno 2016
Articolo pubblicato il 26 giugno 2016

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Che risveglio, è arrivata la Brexit! Il popolo ha deciso contro il lavoro di più di quarant'anni. Mi viene in mente un bambino che butta giù la torre della Lego costruita con ore di lavoro dai suoi fratellini, solo perché arrabbiato. Distruggere è sempre la via più facile. Un commento.

Ironicamente, l'unico paese che ufficialmente parla inglese, la lingua con cui gli altri europei comunicano tra loro, lascia l'Unione Europea. Inglese senza inglesi.

Ora impareremo il francese?

Scusate, certo che non c'è niente di divertente, è solo così triste.

Giovedì 23 giugno 2016: il 51,9% dei britannici ha votato per uscire dall'Europa. Per cosa?

Il Regno Unito versa 5 miliardi di euro all'U.E.. Congratulazioni, avete vinto 5 miliardi!

Questi ora saranno spesi per i controlli alle frontiere e tasse commerciali con i paesi europei. Ma dopo tutto i Britannici hanno già la loro moneta, il loro senso di guida,  le loro unità di misura, le taglie non europee, il loro tè, il Commonwealth, i propri confini naturali; ci si potrebbe chiedere se davvero possa cambiare qualcosa dopo l'uscita dall'Europa.

Ah, sì..la situazione economica. La borsa di Londra è crollata più dell'8% questa mattina, la sterlina scesa a livelli mai visti dal 1985, il Regno Unito perderà, molto probabilmente, la tripla A nel rating. E politicamente? Tutto sembra abbastanza caotico.

David Cameron si è appena dimesso. Ha azzardato puntando sul "remain".

Si potrebbe contestare che il referendum non è poi una così grande idea su questioni di competenza politica ed istituzionale. Si potrebbe augurare alla Gran bretagna di vivere una catastrofe economica per dimostrare agli altri partiti di estrema destra europei, che fine faranno se anche loro escono dall'Unione.

Per favore, evitiamo di mettere in dubbio l'utilità dei referendum.

Consultare direttamente il popolo è il modo migliore per prendere una decisione legittima e democratica. Mostra esattamente che tu raccogli ciò che semini.

Una democrazia necessita di un adeguato sistema d'informazione.

L'accesso a informazioni nascoste previene l'ignoranza, il paternalismo e le menzogne.

In democrazia ognuno ha il diritto attivo di esprimersi, ma anche quello passivo di essere informato completamente e correttamente.

Il dibattito sulla Brexit è sembrato un esperimento

cosa succede se si ignora il diritto passivo ad essere informati?

Rupert Murdoch, Nigel Farage e il sosia di Donald Trump (per i capelli!) Boris Johnson hanno vinto questa battaglia per loro stessi. Sui 50, è sicuro affermare che i loro guadagni e le loro vite avranno poche conseguenze da qualsiasi turbolenza economica dovuta all'uscita dall'Europa. Inoltre se la Brexit dovesse essere mai essere l'inizio della dissoluzione di tutta l'Unione, portando un'altra guerra in Europa tra 50 anni, permettetemi di esagerare, loro non la vivranno.

Noi, sì!

Fortunatamente l'analisi del voto ha dimostrato che chi deve vivere più a lungo gli effetti di questa decisione, ha votato per rimanere. La nostra generazione è europea, non ci importa il risultato. Non ci importano le decisioni politiche.

Per questa ragione, non speriamo in una crisi economica nel Regno Unito: ne pagheremmo tutti le conseguenze e, soprattutto, destabilizzerebbe ulteriormente la situazione politica.

Proviamo ad avere delle più larghe vedute. Questo è più che un solo paese. Stiamo combattendo i fantasmi del passato, ma invece che rappresentare un futuro unitario, ci dividiamo in pro e contro l'Europa. Ciò ci rende più deboli e fa sentire di meno la nostra voce nel mondo.

Lo scetticismo verso l'Europa può fare bene: "loro" sono seduti nei loro castelli e decidono cose che nessuno vuole. In questi giorni, stanno per privatizzare tutte le acque europee, neoliberalismo con annesse conseguenze...Chapeau! ai politi europei e alle lobby.

Si raccoglie ciò che si semina.

Ma noi che cosa vogliamo?

Libertà di circolazione, libertà per tutti, unità, pace, stabilità economica, lavoro, stato sociale?

Possiamo averli tutti. L'Unione Europea deve essere quello strumento che invece fa di tutto per non esserlo. Concludendo, l'U.E. è solo un simbolo e l'insieme delle nostre azioni è lo strumento. L'unità e la democrazia sono un costante processo che richede il lavoro e il coinvolgimento di tutti. Si raccoglie ciò che si semina.

Questo referendum ha dimostrato che la nostra voce, la voce dei giovani, non è stata alta abbastanza. I vecchi hanno deciso il futuro contro i giovani. Certo si può discutere se i governi nazionali possano offrire loro tutto ciò che hanno bisogno e desiderano, ma l'Unione potrebbe, se lavorasse nel modo giusto e come è successo già in alcuni settori, dare loro anche di più. Siamo noi. Unità, pace, libertà.

Il messaggio? Scrivete di più, fate di più, uscite e condividete il vostro pensiero.

Cambiamo l'Europa. Non dobbiamo essere invisibili e senza potere.

Noi siamo il futuro e dimostriamolo in ogni paese.

Si raccoglie ciò che si semina.