Brexit: big bang linguistico?

Articolo pubblicato il 03 maggio 2017
Articolo pubblicato il 03 maggio 2017

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Mentre i capi di Stato e di governo si riuniranno questo week-end per avviare la Brexit, nell'Unione europea sorge una domanda sul suo futuro funzionamento. Con l'uscita del Regno Unito dall'UE, la lingua inglese potrebbe perdere il suo status di lingua ufficiale dell'Unione. Quali saranno le conseguenze per le istituzioni, per il loro lavoro e per i cittadini?

Nonostante a Malta in Irlanda si parli soprattutto in inglese, solo il Regno Unito l'ha scelto come lingua ufficiale nell'Unione europea. I due Paesi hanno scelto rispettivamente il maltese ed il gaelico quando sono entrati nell'UE. Sebbene l'inglese sia la lingua maggiormente utilizzata nelle istituzioni e nella bolla europea, con la Brexit non sarà più la lingua di nessuno degli Stati membri.  

La lingua franca europea

Basta una semplice passeggiata nel quartiere europeo di Bruxelles per esserne convinti: l'inglese è ovunque. Se ogni istituzione sceglie le lingue con cui lavora, l'inglese resta la lingua preferita. Dopo l’ampliamento del 1995, l'inglese è diventato la principale tra le tre lingue di lavoro della Commissione europea (francese, inglese, tedesco). Mentre nel 1997 francese e inglese erano equivalenti, con il 45% delle pagine di lavoro pubblicate in inglese contro il 40,5% in francese, da allora il divario si è accentuato. Nel 2013, l'81% dei lavori scritti della Commissione erano in inglese, solo il 4,5% era in francese e il 2% in tedesco. Al Parlamento la situazione è la stessa. Ufficialmente, l'istituzione lavora nelle 24 lingue ufficiali dell'Unione, ma l'inglese rimane la numero 1. Nel 2012, l'inglese è stato parlato per 129 ore in occasione delle sessioni plenarie, contro le 76 ore del tedesco e le 38 del francese.

Uno stravolgimento del lavoro europeo

L’Unione europea è il principale datore di lavoro mondiale di traduttori e interpreti, con circa 7000 persone che lavorano in questo ambito. Con 24 lingue ufficiali, le possibili combinazioni linguistiche sono 526, e non tutte sono facilmente realizzabili. In questo caso una lingua intermediaria, detta pivot, viene utilizzata quando una lingua minoritaria deve essere tradotta in un'altra lingua minore. Come avrete certamente immaginato, è principalmente l'inglese ad essere utilizzato in questi casi. L'impatto dell'abbandono dell'inglese da parte delle istituzioni europee sarebbe enorme sia sul lavoro delle istituzioni che sui loro funzionari. Le abitudini lavorative verrebbero stravolte, bisognerebbe assumere nuove persone in grado di lavorare con le altre lingue ufficiali ed il lavoro dei servizi di traduzione e di interpretazione verrebbe profondamente modificato sia in termini di lavoro quotidiano sia in termini di personale.

Il lavoro dell’Unione non riguarda solo le istituzioni, ma anche migliaia di imprese che le gravitano intorno nella bolla europea. Con quasi 20.000 lobbisti e 5.590 rappresentanze degli interessi, Bruxelles è la seconda città del mondo dopo Washington in termini di lobbismo. Gli scambi tra istituzioni e rappresentanze degli interessi (privati o pubblici che siano) si svolgono quasi esclusivamente in inglese. 

E i cittadini?

Sebbene tutti i documenti di lavoro delle istituzioni dovrebbero essere tradotti in tutte e 24 le lingue ufficiali dell'UE, questo accade raramente. Sono numerose le pagine del sito web del sito europa.eu disponibili solo in alcune lingue, e talvolta solo in inglese. Togliere l'inglese dalle lingue ufficiali porrebbe il problema dell'accesso da parte dei cittadini europei ai lavori delle istituzioni. Secondo un sondaggio di Eurobarometro, l'inglese è la principale lingua straniera parlata in Europa (sia per conoscenze basilari, sia per la capacità di comprendere un articolo o sostenere una discussione). Inoltre l'inglese è la sola ad essere tra le principali lingue straniere padroneggiate in tutti gli Stati membri dell’UE. Nessuna lingua sembra in grado di sostituire l’inglese in modo altrettanto efficace.

Mentre l’Unione europea deve far fronte all'ascesa dei nazionalismi e dell’euroscetticismo, deve anche aumentare le distanze con i suoi cittadini smettendo di utilizzare la lingua straniera da loro più parlata? A livello interno delle istituzioni, mentre si è in attesa dell'azione dell'UE su numerosi e complessi argomenti, non utilizzare più una lingua franca rischierebbe di rallentare il lavoro europeo.