BREAK THE CORRUPTION CHAIN

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2014
Articolo pubblicato il 11 dicembre 2014

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"Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene" P. Borsellino

9 dicembre 2014: Giornata Internazionale contro la corruzione, onorando le parole di Borsellino Bruxelles si riunisce per denunciare la criminalità organizzata.

Martedì 9 dicembre si è tenuta la Giornata Internazionale contro la corruzione, Libera Bruxelles ha voluto celebrare tale iniziativa con un evento serale aperto a tutti gli interessati, dal nome “International Anti-Corruption day. Zero corruption 100% development”, durante il quale è stato festeggiato il primo anniversario della sede di Libera a Bruxelles, aperta nel dicembre 2013.

Tra gli ospiti della serata era presente Don Luigi Ciotti, presidente e creatore di Libera, in visita a Bruxelles per un incontro al Parlamento Europeo finalizzato a presentare l’agenda di priorità per l'Europa contro la corruzione e il crimine organizzato.

La lunga lotta contro la criminalità organizzata

Dopo una breve presentazione da parte di uno dei membri di Libera sul lavoro e lo scopo dell’associazione, Don Ciotti ha sottolineato l’importanza e la necessità dell’agire comune per sconfiggere la criminalità organizzata. “La prima volta che ho parlato di tale problema alle istituzioni di Bruxelles”, spiega “fu vent’anni fa durante un incontro alla Commissione Europea, in cui mi furono dati sette minuti di tempo per parlare”. Il fine di tale discorso era quello di proporre alla Commissione una presa di coscienza sul problema delle mafie che avesse portato a un piano di azione a livello europeo. All’epoca il 96% dei commissari presenti in aula affermò che tale problema era meramente italiano, in quanto in altri stati non c’erano situazioni denunciabili sotto crimine organizzato. Oggi, a vent’anni di distanza, vent’anni passati a parlare e a portare continui contribuiti a Bruxelles sui temi di illegalità, corruzione e riciclaggio, c’è una lenta, ma pur sempre attiva, presa di coscienza su tali temi. L’Unione Europea ha infatti riconosciuto che non c’è nazione europea in cui il problema della mafia non sia esistente, in particolare, con la crisi economica, grandi somme di denaro sono state riciclate in tutta Europa ed è importante prenderne coscienza e agire affinché tutto ciò abbia fine. Il Parlamento Europeo, consapevole di tale problema, ha finalmente approvato la direttiva sulla confisca dei beni ottenuti mediante attività criminali; tale direttiva rappresenta un passo importante verso la lotta contro la mafia, ma tanto ancora dev’essere fatto secondo Don Ciotti.

Uniti per sconfiggere la mafia

Il vero problema e anche l’aspetto più amaro di tutta questa storia, continua Ciotti, è che troppe persone vedono, sentono, ma lasciano fare. Sono secoli che si parla di Camorra, ‘Ndrangheta, Cosa Nostra; già  nel 1877, ad esempio, un giornale della diocesi di Palermo denunciava in un articolo la presenza mafiosa chiamando i colpevoli per nome, colpevoli che erano tutti membri dell’alta società del tempo. Allo stesso modo nel 1900 Don Luigi Sturzo descrisse la mafia un potere “che stringe nei suoi tentacoli giustizia, polizia, amministrazione, politica” e che “ha i piedi in Sicilia ma afferra anche Roma, penetra nei gabinetti ministeriali, nei corridoi di Montecitorio viola segreti, sottrae documenti, costringe uomini, creduti fior d’onestà, ad atti disonoranti e violenti”, e allo stesso tempo profetizzò che tale fenomeno non era destinato a fermarsi a Roma, ma ad attraversare le Alpi fino a disseminarsi per tutta Europa.

Oggi è tempo di dire basta a tale fenomeno, è tempo di unire le forze per diventare forza politica, culturale e sociale che lotta contro la mafia. “Facciamo emergere le cose belle che ci sono, individuiamole, sosteniamole, incoraggiamole: è il noi che vince!” ha detto Don Ciotti riferendosi alle cooperative ed associazioni nate dai beni confiscati alle mafie, ai volontari che scelgono di dedicare le loro vacanze al lavoro in tali terreni al fine di diffondere una cultura fondata sulla legalità e giustizia, e a tutti i numerosi progetti organizzati da Libera.

Combattere la corruzione a livello nazionale ed Europeo

Dopo l’emozionante discorso di Don Ciotti, l’incontro è proseguito con un roundtable, il cui tema era “The fight against the corruption at national and European level”, moderato dalla giornalista Méabh Mc Mahon (France24). Il roundtable è iniziato con la presentazione della campagna Riparte il Futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, il cui intento è quello di una battaglia, apartitica e trasversale per combattere con mezzi nuovi il crimine organizzato e la corruzione. A tale campagna hanno aderito molti neo parlamentari eletti di tutte le diverse formazioni  politiche e recentemente è stata riconosciuta l’introduzione nel Parlamento Europeo di un intergroup "Anti-corruption and organized crime", punto essenziale dell’agenda di Riparte il Futuro presentata durante le elezioni europee. Riparte il Futuro punta inoltre al riconoscimento di un European Official day, il 21 marzo, per ricordare e commemorare la memoria delle vittime morte a causa della mafia, perché come più volte è stato ricordato dai sostenitori di Libera, se non c’è memoria non c’è futuro. Nella top list delle priorità c’è inoltre l’introduzione di una direttiva europea per tutelare i Whistleblowers, ovvero coloro che denunciano casi di corruzione cui si trovano ad assistere.

Solo attuando una lotta alla corruzione europea è infatti possibile combattere quest’ultima e trarre i risultati sperati, è importante però, come ha sottolineato Olivier Hoedeman (Corporate Europe Observatory), tenere conto e prendere le misure necessarie anche per quelle forme di corruzione legalizzata che spesso si avviano attraverso il lobbying. L’Unione Europea ha fatto progressi nella lotta contro la corruzione ma, dice Hoedeman, si ha bisogno di leggi più forti che vengano implementate in tutta Europa.

A concludere il roundtable è stata Gudrun Vande Walle, professoressa presso la University of Ghent, che ha dato una prospettiva più accademica su tale problema, focalizzandosi soprattutto sulla criminalità organizzata in Belgio.

Uno degli aspetti più significativi di questa presentazione è stato apprendere le grandi similarità tra il Belgio e l’Italia su questa questione, ulteriore prova che la mafia esiste ovunque e che oggi più che mai non abbiamo più scuse per non combatterla.

La serata si è piacevolmente conclusa con una degustazione di vini e di cibi prodotti nei territori confiscati alle mafie, accompagnata dal concerto di The GAM “Gruppe d’Action Musical”.