Borislav Sandov: un politico (verde) controtendenza

Articolo pubblicato il 30 novembre 2015
Articolo pubblicato il 30 novembre 2015

È un politico ambientalista, attivista e scienziato. Ha organizzato una delle più grandi proteste ecologiste nella storia recente della Bulgaria. Ha denunciato una società mineraria per aver inquinato un fiume locale, dovendo affontare una causa legale. Destreggiandosi tra le molte attività, è un miracolo che abbia del tempo libero… Ne ha dedicato un po' anche a noi.

Borislav Sandov è incredibilmente influenzato dalla sua città natale, Madan, sui monti Rodopi nel sud della Bulgaria. «È grazie ad essa che attribuisco una grande importanza al valore della correttezza,» sostiene. La città fu costruita durante l'ex regime socialista, per sfruttare al meglio i giacimenti minerari vicini. Era un luogo popolato da gente proveniente da ogni angolo della Bulgaria, appartenenti a diversi credi religiosi. Tuttavia, lo stato attuale della regione non offre un bello spettacolo.

«Oggi è veramente triste vedere come la città è cambiata,» spiega. «Una volta che le attività minerarie si sono fermate, la qualità della vita si è abbassata e le persone del posto non hanno più un reddito». A volte la regressione della sua città lo pone di fronte al dubbio se debba tornare a combattere le sue battaglie a livello locale. In ogni caso, il lungo cammino nella politica e nell'attivismo su larga scale è una decisione già presa.

Essere un attivista in Bulgaria

Parlo con Borislav la sera prima del suo viaggio a Lione, per una conferenza sul clima. Non posso trattenermi dal chiedergli se trova del tempo libero anche per se stesso. La sua risposta è prevedibile: «Giusto un po'…».

Inizia a militare come attivista nel 2000. Dopo una laurea in geografia – a cui dice di dovere molto della sua visione del mondo – diventa un esperto della materia e, più tardi, un uomo politico. È stato anche il capo del partito dei verdi in Bulgaria, Zelenite, fondato nel 2008 e membro del Partito verde europeo. Spiega con orgoglio che oggi il suo movimento non ha un leader, ma i ruoli sono condivisi all'interno di una struttura orizzontale. «Allo stesso tempo,» osserva, «resto nel cuore del partito».

Gli chiedo se c'è qualcosa che lo delude riguardo lo stato attuale della politica. «Lo status quo,» risponde. «Tuttavia, questo può anche motivarmi. Alle volte sono frustrato dal fatto che le cose cambino molto lentamente e la gente non reagisca abbastanza in fretta».

Il 12 novembre di quest'anno, c'è stata una protesta enorme in Bulgaria contro la malagestione delle risorse naturali da parte degli oligarchi locali, e Borislav era uno degli organizzatori. Parla onestamente e con entusiasmo riguardo i progressi fatti nella partecipazione attiva dei suoi concittadini. Il movimento ambientalista risale ai primi dissidenti nel 2005, i quali si ponevano l'obiettivo di salvaguardare l'area di Irakli, sulle coste del mar Nero. Da allora, il movimento non ha mai smesso di crescere.

Le aspettative per la COP21

Borislav è uno dei molti giovani leader che parteciperanno alla COP21, la conferenza delle Nazioni unite sul clima che si tiene a dicembre nella città di Parigi. Gli chiedo se pensa che i cambiamenti politici e più significativi possano essere generati da summit come questo. «Sono un po' scoraggiato nell'osservare tutto il processo,» ammette.

«È un déjà-vu. Nel 2009 ero a Copenhagen e quella volta è stata una forte delusione, dopo grandi speranze non ripagate. Tuttavia, alla COP21 ci sarà una grandissima partecipazione da parte dei cittadini, la quale mi dà speranza. Sempre se questa pressione continua ad essere costante. I raduni dei grandi gruppi di attivisti sono la chiave. Si possono ottenere molti contatti. Le multinazionali sono un grande problema e quando noi, gruppi ambientalisti, ci mettiamo insieme attraverso queste reti; quando ci incontriamo e ci parliamo l'un l'altro; riusciamo a creare dei meccanismi efficaci per una controffensiva. È a quel punto che noi sappiamo come agire».

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Questo articolo fa parte del progetto #21Faces: abbiamo raccolto 21 storie di 21 giovani per raccontare un'Europa "verde", originale e innovativa in vista della COP21, la grande conferenza mondiale sul cambiamento climatico, organizzata a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.