Borbottii di stomaco in aula magna: mi mangio la torta?

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2011
Articolo pubblicato il 12 ottobre 2011
Torte, pizze, camembert: le lezioni di economia sono un tormento per gli stomaci degli studenti, vuoti come le casse dell’Unione Europea.

Che l’attuale situazione economica possa causare dei mal di pancia è un dato di fatto: ma perché mai gli esperti di tutta Europa, per spiegare ogni trend economico, devono risvegliare in noi poveri studenti gli spasimi della fame, con i loro diagrammi a cerchi?

In questo modo, le prelibatezze del Vecchio Continente trovano posto anche nel campo dell’economia. Noi studenti, però, abbiamo qualche difficoltà a seguire le aride teorie economiche se, poco prima della pausa pranzo, professori di diverse nazionalità si mettono a illustrarle con specialità e leccornie dei loro paesi.

In Gran Bretagna, a far venire l’acquolina in bocca agli studenti è il grafico detto pie [torta, pasticcio]. Anche i polacchi – con le loro tort – come noi tedeschi coi nostri diagrammi a torta- sognano a mezzodì di fare una corsa fino alla panetteria più vicina. I francesi, interpretando liberamente il motto secondo cui “il formaggio chiude lo stomaco”, preferiscono per le loro analisi il rotondo camembert. Grazie alla pizza, gli analisti italiani riescono a esporre, con un sostanzioso diagramma, i dati più recenti.

Queste squisitezze, e le preferenze degli europei, ci dicono forse qualcosa sui nostri rispettivi atteggiamenti rispetto all’economia? I tedeschi, i britannici e gli inglesi possono mettersi comodi, senza lasciarsi guastare l’appetito, mentre i nostri compagni meridionali hanno perso il gusto per i dolci e devono fortificarsi per i tempi difficili…

Tutto considerato, le diverse denominazioni dei diagrammi – si tratti di torte, pasticci o camembert- non fanno altro che rimandare a singoli “pezzi” e porzioni di un cerchio, e difatti gli stessi spagnoli e italiani parlano, a seconda dei gusti, anche di tarta o torta. Al giorno d’oggi, durante le lezioni di economia, le espressioni più diverse vengono buttate e rimestate nello stesso “calderone”. La ragione è che tutti, in fin dei conti, vorrebbero ricevere un pezzo della torta europea.

Illustrazione: ©Henning Studte