Böhmermann vs. Erdogan: qual è il limite della satira?

Articolo pubblicato il 18 aprile 2016
Articolo pubblicato il 18 aprile 2016

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 È stato un video satirico trasmesso dalla televisione pubblica tedesca NDR la pietra dello scandalo. La poesia recitata in tv dal comico tedesco Jan Böhmermann ha causato non solo la convocazione dell'ambasciatore tedesco in Turchia, ma soprattutto la rabbia di Ankara. Il presidente turco Erdoğan ha fornito una sua opinione personale sul mondo della satira. Come verrà risolta la questione?

Böhmermann alimenta l'odio

«Böhmermann dovrà ora assumersi le responsbilità,» afferma il quotidiano liberale tedesco di economia e finanza Handelsblatt,  in seguito alla posizione personale assunta dal presidente turco contro la satira: «Jan Böhmermann non ha esposto nulla, ma, attraverso un attacco mirato, ha dato origine ad una provocazione artificiale [...]. Pagliacci tristi come Böhmermann accrescono il disincanto nei confronti della politica, così come amano condannarla. Per i fan di Böhmermann, che si trovano principalmente in rete, i nemici sono ancora una volta lo stupido governo tedesco, il sistema marcio, ma anche la televisione pubblica tedesca, che nel frattempo ha cancellato il controverso video dalla sua libreria multimediale. L'unico vincitore è ironicamente Böhmermann, campione di meta-livelli di comprensione. Così facendo, alimenta semplicemente l'odio. Böhmermann non è la vittima, bensì il carnefice. Se la satira può tutto, perchè non prendersi le responsabilità per i danni causati, Sig. Böhmermann?»

Handelsblatt Germania 13/04/2016

La reazione del governo tedesco (Tilo Jung)

Non bisogna esagerare con la satira stupida

L'editorialista turco Mehmet Y. Yılmaz, nel quotidiano conservatore Hürriyet, giudica negativamente la poesia di Böhmermann e suggerisce ad Ankara di evitare reazioni esagerate: «Mai prima d'ora abbiamo assistito ad una satira politica fatta ad un livello così basso [...].  Come spettatore, la mia intelligenza è stata insultata [...]. E questo stupido programma ha giustamente provocato delle reazioni in Turchia [...]. Tuttavia, il vice primo ministro turco Numan Kurtulmuş si è spinto ad affermare che questo sia un grave reato contro l'umanità. Vorrei richiamare l'attenzione sulla contraddizione secondo la quale un Governo, che è l'amico più vicino al presidente sudanese Omar al-Baschir, ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l'umanità, definisca uno stupido programma satirico proprio crimine contro l'umanità. Se il signor Kurtulmuş desidera che le sue parole vengano prese sul serio, dovrebbe sceglierle con più cautela».

Hürriyet Turchia 13/04/2016

L'ipocrisia della Merkel sulla libertà di stampa

Dopo l'attacco contro Charlie Hebdo l'anno scorso, la cancelliera Angela Merkel difendeva la libertà di stampa. La denuncia nei confronti di Böhmermann mostra quanto questo suo impegno sia incostante, scrive Zsolt Bayer, editorialista del quotidiano ungherese di destra Magyar Hírlap: «Dopo l'attacco a Charlie Hebdo la stampa e la libertà di espressione rappresentavano i più importanti valori europei e prendersi gioco dei sentimenti più sacri di cristiani e musulmani presenti in Europa era ritenuto un diritto per Charlie Hebdo. La libertà di stampa sta sopra la sensibilità dei credenti […]. Per la Merkel, che adesso si trova in una posizione decisamente ipocrita, quei valori si adattavano al mero interesse politico. Oggi, tuttavia, l'interesse politico è cambiato: prostrarsi a Erdoğan». 

Magyar Hírlap Ungheria Articolo del 13/04/2016

Böhmermann provoca deliberatamente le autorità

La versione della Cancelliera Merkel, che definisce Böhmermann un «diffamatore» e autore di un «testo deliberatamente dannoso», è solo una parte della verità. Le oscenità presenti nella poesia, sono un mezzo per ottenere un fine, afferma il quotidiano di sinistra liberale austriaco Der Standard: «Böhmermann provoca apertamente le autorità tedesche e in particolar modo Angela Merkel. Perchè nessuno dei commentatori ha dato a questo fatto l'attenzione che merita. Böhmermann non ce l'aveva con Erdoğan, ma piuttosto con i limiti imposti alla libertà di espressione. Mentre i commentatori criticavano esclusivamente la dura scelta delle parole, quasi nessuno prestava attenzione a come la poesia è stata introdotta: a Bömermann non interessa Erdoğan, ma vuole mostrare i limiti della libertà di espressione. Con il moderatore Ralf Kabelka ha discusso fino a che punto la satira può spingersi. Critiche ingiuriose finalizzate solo a calunniare sono da evitare, questo è chiaro a tutti. Böhmermann ha recitato una poesia che è un chiaro esempio di critica beffarda, ma ha rifiutato l'applauso degli spettatori. Un testo del genere, ha intimato, non dovrebbe mai essere recitato in Germania: è proibito».

Der Standard Austria 8/04/2016

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