Blue Card, Green Card: la Repubblica ceca sul mercato del lavoro

Articolo pubblicato il 20 maggio 2009
Articolo pubblicato il 20 maggio 2009

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Dal 1° febbraio 2009 in Repubblica Ceca è in vigore la prima Green Card europea per selezionare gli immigrati in entrata. Allo stesso tempo un “premio” di buona uscita per gli immigrati in esubero. Benvenuti nel mercato europeo del lavoro. E scopri la lotteria!

Il sito green-card-lottery-eu.org è con una carta verde plastificata dal design europeo che somiglia in modo sbalorditivo al suo equivalente americano. Qui i lavoratori interessati provenienti da paesi non Ue possono registrarsi online e candidarsi alla procedura per l’attribuzione di posti di lavoro nell’Unione europea. Ai link Fatherland Feeling e Choose your faith si nota però che dietro questo sito non c’è alcuna autorità ufficiale. La cooperativa artistica franco ungherese Société Réaliste di Ferenc Gróf e Jean-Baptiste Naudy dimostra con questa pagina le aspettative e le speranze di persone che cercano disperatamente un lavoro in Europa e vengono ingannati dai “parasite websites” a pagamento, come li chiamano i due artisti. La migrazione economica globale è diventata un commercio.

www.green-card-lottery-eu.org

Green Card ceca vs Blue Card europea

Per motivi simili dal 1° febbraio 2009 la Repubblica ceca ha introdotto, unica all'interno dell'Ue, una Green Card Ue, la cosiddetta Zelena karta. La legge è così recente che al momento il comunicato stampa esiste solo in ceco. Anticipa di alcuni anni il progetto dell’Unione europea di introdurre nel 2011 una Blue Card per manodopera altamente specializzata proveniente da paesi terzi. Ewa Klamt, eletta al Parlamento europeo, parla dell’applicazione parallela della Blue Card e delle iniziative dei singoli stati: «Il modello Blue Card non sostituirà i procedimenti già esistenti nei singoli paesi per l’occupazione di posti per lavoratori altamente specializzati: bensì offre ad ogni stato membro un’ulteriore possibilità, a patto che venga rispettata la direttiva per l’assunzione di lavoratori specializzati da paesi terzi. Ogni stato membro può così scegliere se attribuire esclusivamente un permesso di lavoro e soggiorno nazionale o se applicare il modello della Blue Card (con ulteriori vantaggi, come ad esempio la mobilità intereuropea). Il procedimento nazionale rimarrà comunque in vigore e non verrà sostituito a lungo termine dalla Blue Card».

(Antoine Le Roux)

A differenza di quanto accadrà con la Blue Card, solo i cittadini di 12 paesi selezionati (Australia, Montenegro, Croazia, Giappone, Canada, Corea, Nuova Zelanda, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Usa, Serbia e Ucraina) potranno trasferirsi nella Repubblica ceca. E inoltre: non si cercano solo scienziati perfettamente formati, ma anche manodopera mediamente o poco qualificata. Il punto cinque del comunicato stampa ufficiale rivela una selezione: «La Green Card (…) non viene concessa a stranieri che possano rappresentare un pericolo di tipo politico, di politica di sicurezza o di salute. Si cercano diplomi universitari, un “minimo” di formazione e “altri lavoratori”». I posti di lavoro da assegnare sono raccolti in una banca dati centrale, per la quale ci si deve registrare online, proprio come nel sito di Société Réaliste, per poter vedere le offerte di lavoro. Ma senza pagare nulla. Muratori, camerieri, collaboratori domestici, lavoratori del settore ittico e della carne, telefoniste, in alcuni casi anche programmatori, urbanisti e contabili con conoscenze linguistiche hanno delle chance. Lo stipendio dipende dalla qualifica e varia da 12mila corone (circa 450 euro) al mese per un camionista e 20mila corone (circa 736 euro) per un urbanista. Per 30 giorni il posto deve essere offerto a cechi e cittadini europei, dopodiché può essere assegnato a un cittadino di un paese non Ue. Il mercato de(jayirwin/flickr)l lavoro ceco – fatti di anziani e, in generale, con poco personale – ha bisogno urgente di manodopera, in particolare per i lavori per i quali non ci sono candidati cechi. Dopo che la Repubblica ceca ha perso per anni i suoi lavoratori, trasferitisi nei paesi Ue confinanti, la carenza di lavoratori nel settore industriale, edilizio e nella fornitura automobilistica si fa sentire negativamente. Al Ministero del Lavoro, un edificio dell’epoca socialista con sculture di lavoratori combattenti alle pareti, Jana Řihová, affascinante portavoce del Ministro del Lavoro e degli Affari sociali Petr Necas e addetta stampa della Presidenza ceca dell’Unione Europea, spiega: «La Green Card è una risposta alle sfide di un mercato del lavoro flessibile e al problema che certi lavori non vengono coperti dai lavoratori cechi o di altri paesi europei. I datori di lavoro, specialmente del settore industriale, hanno bisogno di questa manodopera. Con la Green Card è possibile assumere con condizioni agevolate».

Una buona uscita per liberare posti di lavoro

Ma con l’attuale crisi economica l’idea della Green Card è già diventato un modello vecchio ancora di poter essere introdotta. Da un lato l’industria ha bisogno di forza lavoro a poco prezzo, dall’altro la politica deve preoccuparsi degli interessi nazionali e non può “regalare” posti di lavoro. Il socialdemocratico Zdeněk Škromach teme un «afflusso incontrollato di manodopera non qualificata sul mercato del lavoro ceco», che “soffierebbe” il lavoro ai cittadini cechi. Jana Řihová conferma: «È importante dire che l’attuale crisi economica ha cambiato la situazione. Le persone che hanno perso il lavoro ora iniziano a candidarsi per lavori ai quali prima non erano interessati». La crisi economica spiega anche la politica contraddittoria che il Governo ceco sta attuando nei confronti dei lavoratori stranieri disoccupati e privi di mezzi. I vietnamiti in particolare, che da alcuni anni caratterizzano il panorama di Praga con saloni di massaggi e chioschi asiatici, sono i destinatari di una decisione del Governo in reazione alla crisi economica e alla crescente disoccupazione: viene loro offerto un biglietto aereo e 500 euro in contanti. Perché? Per impedire una piega degli stranieri verso l'illegalità e per "liberare" dei posti di lavoro. La reazione dei media cechi è stata forte, ma i politici sono rimasti decisi. Secondo Radio Praha 2000 vietnamiti avrebbero già accettato l‘offerta. Secondo il Ministero del Lavoro non ci sarebbero ancora detentori regolari della Green Card. Nel frattempo sono state presentate cinque candidature. Jana Řihová rimane tuttavia convinta dell’idea ceca: «L’introduzione della Green Card appartiene alla politica della Repubblica ceca. È una nostra invenzione!».