Black Hawk Down, mentre l'aquila dispiega le sue ali

Articolo pubblicato il 06 marzo 2002
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Articolo pubblicato il 06 marzo 2002

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Una guerra del Bene contro il Male. Una guerra giusta contro nemici barbari e incivili. Non vi ricorda qualcosa?

Mogadiscio, 3 ottobre 1993. Durante l'operazione delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace in Somalia, dove è in corso una guerra civile, viene autorizzata una operazione militare su comando americano.

Quella che doveva essere una semplice operazione di un'ora per catturare il generale Aidid, signore della guerra a Mogadiscio, che disseminava violenza e terrore, si trasforma in un inferno: uno dei giorni più neri per l'esercito americano dai tempi della guerra del Vietnam.

Adattemento Hollywoodiano del Best seller di Mark Badwen "Black Hawk Down" mette in scena, sotto l'occhio e la benedizione del Pentagono, due ore di lunga e sanguinaria guerra, catapultando lo spettatore sul campo di battaglia in una spettacolare simulazione che sembra fatta per un videogioco.

Uscito anticipatamente negli U.S.A. per approfittare dell'effetto 11 settembre, il film, che ha ricevuto tre nominations agli Oscar, è stato apprezzato soprattutto dall'esercito americano, che ha contribuito alla realizzazione con una costante cooperazione senza precedenti.

Black Hawk Down ci presenta ancora una volta una guerra delle forze del Bene contro le forze del Male che non puo' non essere giusta.

Il nemico di turno è ancora una volta barbaro e incivile e percio' centinaia di soldati somali non sono nulla di fronte ai diciotto soldati d'elite uccisi.

Ma troviamo una minuziosa ricostruzione del Campo di Battaglia che con terrificane realismo denuncia l'orrore della guerra (e fa discutere sulla gestione delle missioni umanitarie).

Proprio ora che le forze del Bene sono tornate a combattere contro l'asse del Male.