Bitcoin: addio Euro?

Articolo pubblicato il 05 novembre 2013
Articolo pubblicato il 05 novembre 2013

Bitcoin è una nuova moneta virtuale che non dipende da nessuna banca centrale né dal Sistema monetario internazionale. Eppure, ha tutte le caratteristiche di un mezzo di pagamento: è relativamente scarsa, ha un valore ed è sicura. Oggi è la valuta virtuale a maggiore circolazione nel mondo.

Se è la prima volta che leggete la parola Bitcoin, siate felici. Fate parte di quei pochi fortunati che, tra un paio di anni, potranno dire: "Io l'ho scoperta quando ancora non era mainstream". Se invece ne siete già a conoscenza e non siete né hacker né nerd, è possibile che abbiamo sottovalutato l'espansione del fenomeno.

Dietro a ogni valuta si nasconde un sistema bancario che ne controlla, regola e stabilisce il valore. Ma che cosa c'è dietro al Bitcoin? Tutto e niente. Siamo di fronte a una moneta che non ha bisogno che di una manciata di bit, per garantirne il valore, la sicurezza e, allo stesso tempo, l'anonimato delle transizioni. Se non ci sono banche, chi emette i Bitcoin, e da dove prendono il valore?

Bitcoin è una nuova moneta virtuale con un potenziale straordinario. O meglio, una divisa elettronica, dato che l'unico pezzo di carta dove la vedrete se lo vorrete, sarà quello che produrrà la vostra stampante. Fino a qui, forse, niente di incredibile. Dopotutto, ormai usiamo euro "virtuali" anche per ordinare una scopa online e si potrebbe dire che, in generale, sono sempre meno i pagamenti fatti con i cari vecchi contanti.

Una miniera d'oro?

Il sistema Bitcoin funziona attraverso un protocollo aperto di codici sviluppato nel 2008 da un collettivo di crittografi che operano sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Questo sistema è stato pensato in modo tale che non si potranno mai raggiungere più di 21 milioni di Bitcoin in circolazione per il mondo. Si calcola che questa cifra si raggiungerà nell'anno 2140, quindi prendetevela pure con calma. Questo dà alla moneta un margine di crescita costante e stabile, rendendone difficile l'inflazione. Ma ciò che dà valore reale è il metodo di creazione della moneta. Incredibilmente, sono proprio gli utenti, attraverso una rete di nodi P2P (come quelli utilizzati nelle applicazioni di download, tipo BitTorrent), a essere incaricati di emettere nuove unità.

Il nome del processo, decisamente appropriato, è "miniera", siccome il sistema funziona attraverso blocchi di codice crittato, la cui decifrazione dipende dalla collaborazione di una rete di utenti che hanno bisogno di un tempo considerevole e di grandi risorse di hardware per liberarli. L'utente che decifra il blocco ne riceve una parte di valore. Chiunque può diventare un "minatore", ma i benefici sono talmente minimi che solo i veri appassionati dell'invenzione ci si impegnano veramente.

Inoltre, l'algoritmo è pensato in modo tale che ne aumenti automaticamente la complessità all'aumento del numero dei minatori, affinché il valore intrinseco del Bitcoin rimanga costante. E siccome è possibile tracciare ogni unità dalla sua creazione, anche la verifica di autenticità è automatica, rendendo la falsificazione praticamente impossibile. Le transizioni restano registrate, ma non il nome di chi le realizza, garantendo così anche l'anonimato.

Dalla rete al ristorante

Una vota creati, i Bitcoin si conservano in un portafoglio virtuale del nostro computer, smartphone o tablet. Pronti per essere scambiati per beni o per qualsiasi altra moneta standard senza intermediari e senza banche, pagando quindi commissioni o trasferimenti ridicoli in confronto a quelli abituali. Non è poco per i tempi che corrono e le statistiche lo confermano: con 11,5 milioni di unità in circolazione – più della metà del limite totale – Bitcoin è già la moneta virtuale più grande del mondo. Infatti, il suo mercato si è raddoppiato, passando dai 1000 ai 2000 milioni di dollari negli ultimi 6 mesi.

Bitcoin ha superato molte critiche e reticenze iniziali, che la accusavano di essere una moneta creata per affari loschi e usata per ipotetiche speculazioni che avrebbero potuto creare una "bolla Bitcoin". Quest'ultima previsione potrebbe effettivamente realizzarsi perché, come è logico, il tasso di cambio con il dollaro fluttua a seconda della legge dell'offerta e della domanda, e forse è proprio questo il suo punto debole. Anche se così fosse, la crescita del mercato e la sua generalizzazione come metodo di pagamento, teoricamente dovrebbero minimizzare il rischio.

Sono sempre di più le imprese che accettano questo metodo di pagamentoWalmart, il colosso americano degli ipermercati o Baidu, meglio conosciuto come il "Google cinese", sono gli esempi più in evidenza, ma il catalogo si inizia ad allargare: dai negozi di cappelli a Londra, fino al Collegio per Avvocati di Israele, passando per i siti di incontri, i pub e i ristoranti di tutto il mondo.

Il Bitcoin diventerà un giorno la moneta mondiale? È possibile un sistema monetario che sfugga al controllo delle banche? Ancora è presto per fare un pronostico, però non c'è dubbio che questo tipo di proposta potrebbe gettare le basi per una nuova filosofia: un modo più giusto e democratico di pensare e intendere l'economia. In fin dei conti non è che un modo sofisticato di tornare alle origini. In quel tempo remoto in cui una moneta valeva il peso in oro e non quello che dicevano alcuni signori in giacca e cravatta.