Biblioteca Privata Itinerante: si barattano libri

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 14 febbraio 2015

Dal degrado al baratto dei libri. Vi raccontiamo la storia di Pietro Tramonte.

«Signorina, ha presente il film Star Trek dove c'è una porta che, una volta attraversata, ti catapulta in un altro mondo? Ecco, così è la mia biblioteca itinerante».                                                                                                                                                                     A parlare è Pietro Tramonte, circondato dai suoi libri, coppola in testa e due occhi azzurri che trasmettono una serenità che porta davvero indietro nel tempo; saluta tutti per nome, il signor Pietro, accoglie tutti come fosse davvero nella libreria di casa sua, una libreria in cui trovi di tutto, dai fumetti, ai libretti d’opera e poi libri vecchissimi e nuovissimi, riviste, opere in lingua originale e anche vecchi libri di scuola.                                                                                                                                   Inizia tutto nel 2012, quando il ragioniere, allora sessantacinquenne, si unisce alle sorti di molti italiani vicini alla pensione e diventa un "esodato". Allora, per non sprecare il tempo davanti alla tv, sceglie, «per sfruttare le origini normanne che ci accomunano», di iniziare a cercare un posto in cui portare gli oltre 5mila volumi che gli invadono la casa e trova un piccolo locale a due passi da piazza San Domenico. Ma non vuole guadagnare il signor Pietro, è contro l’idea di una libreria fatta per lucrare. Cosi, gli torna in mente la forma di commercio più antica del mondo: il baratto. Baratto di libri, scambio di storie, di parole, di pensieri. Inizialmente la sua attività stenta a decollare, chiuso come sta nel suo piccolo locale, poi, dai balconcini della piazzetta Monte Santa Rosalia, dove si è stabilito, arriva il suggerimento di metterli fuori i suoi libri. Comincia con una sedia con qualche libro sopra, poi, «come una pianta saprofita», da quella sedia nasce piano piano la libreria che ora si estende prendendo tutta la piccola stradina che forma questa oasi culturale tutta palermitana. 

Un'oasi culturale tra i vicoli di Palermo

E da quest’oasi ci sono passati proprio tutti, giovani, meno giovani, palermitani e gente da tutto il mondo; il quaderno in cui tutti gli avventori possono lasciare un pensiero è pieno di messaggi, tutti in lingue diverse, inglese, greco, spagnolo. E il signor Tramonte è pieno di aneddoti da raccontare. Racconta di una ragazza iraniana che vorrebbe vendere libri nel suo paese, dove l’essere donna e operare nell’ambito della cultura resta ancora oggi un’utopia, racconta di una coppia di Istanbul che gli invidia la libertà di scelta nei titoli dei suoi volumi, racconta di un bimbo del quartiere che gli chiede in prestito il vocabolario per il compito in classe, racconta di tante persone semplici che gli portano libri così solo per spirito di solidarietà ad una iniziativa che è entrata ormai nel cuore di tutti gli abitanti del quartiere e della città. 

Racconta Pietro Tramonte e continuerà a raccontare perché niente come la strada, come l’incontro con l’altro, come i libri, o come la cultura è fonte di vita vissuta. I libri del signor Pietro fanno tutto questo, hanno dato nuova vita a un quartiere che, a pochissimi metri dalle vetrine e dall’eleganza di via Roma, era ormai diventato casa di topi, di escrementi e di malavita. La piccola traversa che oggi ospita Garçia Lorca, Verga e anche Melissa P., pochissimo tempo fa probabilmente serviva da appoggio a qualche motorino pronto per uno scippo al vicinissimo ufficio postale. 

Il meccanismo è semplice: addentrati nei vicoletti dietro via Roma, alza lo sguardo qua e là e, prima di arrivare alla magnificenza del Pantheon di San Domenico, gira a sinistra, proprio dove vedi l’insegna azzurra “Biblioteca Privata Itinerante”, inizia a curiosare tra le copertine, tra le pagine, scegli il tuo libro, consegna quello che hai portato da casa, ma nel farlo non avere fretta, la lettura non ha fretta e, nella piccola oasi di Piazza Monte S. Rosalia, il tempo è come se si fermasse. Goditelo.