BEYOND 91: alla scoperta della generazione Perestroika

Articolo pubblicato il 28 febbraio 2017
Articolo pubblicato il 28 febbraio 2017

Presto in arrivo su cafébabel il nostro nuovo progetto editoriale BEYOND 91 che esplora l'Europa nord-orientale e i paesi baltici attraverso gli occhi della “generazione Perestroika”. Ma cosa rende così speciali questi giovani? Ce lo spiegano i nostri giornalisti provenienti da Russia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Lettonia, Lituania ed Estonia.

La fotografa estone Birgit Püve

"Spero che potremo apprezzare maggiormente gli aspetti positivi della società e della vita in generale, perché ricordiamo i tempi in cui nulla era dato per scontato. Ci troviamo nel mezzo, ma far parte di entrambi i mondi, il passato e il futuro, ci dà la possibilità di trarre vantaggio da entrambi."

La giornalista bielorussa Katerina Barushka

"Non credo che la 'generazione Perestroika' sia più speciale di altre. Di certo ha le sue peculiarità. Non abbiamo eroi. Quelli sovietici erano scomparsi e gli eroi dei fumetti del 2000 non esistevano ancora negli anni '90. Cercavamo di capire come crescere da soli. È una generazione di persone che non sanno quello che vogliono, ma sanno (sappiamo) che le cose non vanno come dovrebbero. In epoca sovietica era tutto chiaro: o eri d’accordo con gli interessi dello stato o eri fregato. Ai giovani d’oggi dicono di seguire i loro sogni e di ascoltare il loro cuore, mentre noi abbiamo semplicemente imparato a sopravvivere. Abbiamo una percezione distorta di ciò che è giusto o sbagliato."

Il fotoreporter lituano Arturas Morozovas

"Credo che questa generazione dia molta importanza ai diritti umani, all'autonomia nazionale e allo stile di vita europeo. Danno importanza a tutto questo perché ricordano com’era prima: una forte censura, nessun diritto, nessuna libertà di movimento... Ricordo il sapore del mio primo ovetto Kinder o di un sorso di Coca-Cola."

La giornalista moldava Lina Vdovĭi

"È una generazione che si è ritrovata intrappolata nei più importanti cambiamenti politici e sociali dell’Europa orientale. Probabilmente è stata una svolta decisiva per le loro vite e permette loro di avere una prospettiva unica sul mondo. Hanno visto un intero sistema crollare davanti ai loro occhi e questo ha avuto un impatto enorme sulle loro vite. I loro valori, tutto ciò che credevano fosse la normalità è cambiato completamente. Qualcuno sta ancora facendo i conti con tutto questo. È questo che li rende speciali."

La fotografa russa Oksana Yushko

"Penso che la 'generazione Perestroika' si differenzi da quella dei loro genitori come qualsiasi altra generazione. Allo stesso tempo, sono cresciuti durante gli anni delle riforme economiche e politiche. L'Unione Sovietica era vicina al crollo e c’era una nuova generazione in attesa del cambiamento. La canzone “We are waiting for changes” (Siamo in attesa di cambiamenti) cantata da Tsoi nel film Assa (un film cult del 1987 diretto da Sergei Solovyov, N.B.) è diventata l'inno non ufficiale della Perestroika."

La giornalista e regista estone Liisi Mölder

"Credo che la nostra generazione abbia un forte desiderio di cambiamento e di successo. È la prima generazione cresciuta con una mentalità nuova, più aperta, e questo si riflette sulla società. C’è un forte desiderio di guardare al futuro e di non rimanere bloccati nel passato. In Estonia, è la generazione che sta portando il paese verso la modernità."

Il fotografo bielorusso Andrei Liankevich

"Siamo (sono) nati nel periodo di mezzo. I cambiamenti di quel periodo sono stati tra i più drammatici e difficili, ma ci hanno fatto vivere esperienze incredibili, utili per il futuro."

La scrittrice lettone Ance Šverna

"I ricordi felici e tristi della nostra infanzia. La paura come eredità. La nostra instancabile e continua lotta per l'amore incondizionato e la libertà."

La fotografa lettone Aija Bley

"Questa generazione sembra essere intrappolata tra due epoche, non si sente parte del passato sovietico né della nuova Europa."

La giornalista lituana Viktorija Mickutė

"La 'generazione Perestroika' continua a sognare in grande, credo sia questa la sua caratteristica principale. Sono stati i primi a guardare i film di Hollywood e ad ascoltare musica straniera senza paura; i primi a poter viaggiare, studiare o lavorare all'estero se lo volevano. Credo sia una generazione disposta a lottare per ottenere ciò che vuole e che non esista ostacolo abbastanza grande da impedirglielo."

Il fotografo moldavo Ramin Mazur

"La generazione tra i 25 e i 35 anni è speciale in qualsiasi paese: è una generazione di transizione, un cuscinetto tra l'era industriale e qualcosa ancora da scoprire. Siamo pionieri e stiamo portando l'innovazione nel mondo. L’aspetto che avrà il futuro dipende da noi." 

La giornalista ucraina Tatiana Kozak

"Questa generazione ha assistito a molti cambiamenti nel sistema. Credo che i sopravvissuti abbiano un certo sentimento di indipendenza e di libertà, la capacità di pensare in modo critico, cosa non comune tra i sovietici delle generazioni precedenti. Ma c'è anche un certo cinismo e la totale mancanza di fiducia in qualsiasi sistema. A volte questo è positivo, a volte non lo è."

Il fotografo ucraino Arthur Bondar

"Non so se questa generazione sia speciale o migliore/peggiore di quelle precedenti. È solo diversa. A mio parere, la generazione Perestroika è cresciuta in un periodo di grande instabilità e insicurezza. Per questo è "la generazione degli avventurieri", come mi piacerebbe chiamarla. Siamo pronti a prenderci dei rischi per inseguire i nostri sogni."

La giornalista russa Alexandra Odynova

"Non penso che siamo speciali. Siamo un po' diversi dalle generazioni successive alla nostra, perché siamo cresciuti durante il periodo di transizione che è stato accompagnato da molti cambiamenti sociali. I nostri passaporti dicono che siamo nati nell’Unione Sovietica, ma è una patria di cui abbiamo sentito parlare solo nei racconti dei nostri genitori."

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Il nuovo progetto editoriale di cafébabel BEYOND 91 è supportato da cafébabel Berlin, Babel International, Advocate Europe e Allianz Kulturstiftung.