Berlino: non ci si può far abbattere dagli attentati!

Articolo pubblicato il 23 dicembre 2016
Articolo pubblicato il 23 dicembre 2016

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

In Europa non ci potevano essere conclusioni più varie in merito agli attentati: mentre alcuni vedono in essi la conferma del fatto che i rifugiati mettono in pericolo la nostra sicurezza, per altri sono una proiezione della debolezza militare islamica e sono fiduciosi in una vittoria finale della società libera. 

Kurier: La libera società vincerà, Austria

Nonostante i sempre più numerosi attacchi terroristici, come quello di lunedì sera a Berlino, la libera società alla fine uscirà vittoriosa, ritiene il Kurier: "Ci sono singoli assassini che seguono un'ideologia omicida; ci sono cellule islamiche, come quelle in Belgio, che progettano e guidano attentati mirati, orchestrati dal territorio dello 'Stato islamico'; e continuerà così, i federali mettono in guardia tutta l'Europa, adesso, dove le organizzazioni jadiste, militarmente forti in Siria e Irak, cercano di dar sfogo al loro odio e alla loro fame di morte in Europa. Ora vige il dolore. E l'atmosfera ai mercatini di Natale sarà senza dubbio diversa nei giorni a venire. Ad ogni modo, il luogo è diventato pericoloso - e non è cambiato: bisogna stare attenti, far si che nè la politica nè le persone si pieghino al terrore, può suonare così cinico considerando altre possibili vittime. Con la consapevolezza che la democrazia e il nostro valore sono più forti e più avanti della follia jadista di un paio di secoli." (19 dicembre 2016

Jutarnij List: I terrosisti puntano su una reazione a catena; Croazia

Ogni terrorista è sempre accompagnato da un calcolo politico -  quello che noi non dovremmo bloccare, avverte Jutarnji: "Il terrorismo è per natura un atto di vigliaccheria. Uccidere negoziatori disarmati, giornalisti disarmati o civili disarmati, come le vittime a sangue freddo di Berlino, è un atto di povertà morale. L'obiettivo dell'attentato di ieri non era solamente quello di diffondere paura e insicurezza. Non erano solo rappresaglie - mirate ad Ankara, cieche e folli a Berlino - ma anche il tentativo di radicalizzare ulteriormente lo scontro e di provocare una reazione a catena. Gli impatti politici sono parte della strategia del terrore. L'atto omicida di Berlino dà ai populisti Hetzern argomentazioni per incolpare Angela Merkel e la regione democratica, senza intervenire con sufficiente severità contro potenziali attacchi e terroristi. Con questo, ne risulta che tutti gli stranieri e i musulmani vengono messi allo stesso livello. Il terrorismo deve però essere combattuto dalle sue radici, dal suo focolaio!” (20 dicembre 2016)

wPolityce: La Germania si rifiuta di vedere il pericolo; Polonia

Il nazionalista Portal wPolityce solleva proprio le accuse di cui parla Jutarnji: Angela Merkel aveva promesso sicurezza in seguito all'attacco alle donne durante la notte di San Silvestro a Colonia, l'assalto ad Ansbach e l'attacco di massa a Bayern. Ogni volta è stato assicurato, che la Germania e la Francia, tormentate costantemente da attacchi terroristici, sarebbero state sicure alla fine. È stato detto che gli Islamisti non avrebbero fatto danni e che si sarebbero ancora dovute aprire le porte ai rifugiati. Il Parlamento Europeo ha poi puntato la Polonia, che presumibilmente avrebbe messo a rischio la sicurezza in Europa. Ma non si è mai occupato né della sicurezza dei cittadini della Germania e della Francia. ... Quanto è grande la minaccia, lo vedremo oggi. Un mercatino di Natale è stato inzuppato del sangue di persone innocenti. La Germania, cieca d'amore verso i migranti, non è assolutamente capace di pensare ad una minaccia e nemmeno a come potrebbe proteggere i suoi cittadini da attacchi di questo genere." (19 dicembre 2016)

La libre Belgique: L'ultima leva della milizia islamica; Belgio

La Libre Belgique paragona la corsa della morte a Berlino all'attacco di Nizza quest'estate e avvisa che le organizzazioni terroristiche islamiche possono arrecare ulteriori danni, nonostante visibilmente indebolite: "Il movimento combatte con la sopravvivenza... Lo Stato islamico assiste alla sua ultima ora di fronte all'armata internazionale, almeno in campo strettamente militare. Resta comunque notevole il suo potenziale di male. Nella sua futile posizione cercherà di commettere più attacchi mortali possibili. I leader di questo movimento non sono altro che terroristi criminali. Persone prive di fede e morale, che non concedono nulla da un'eventuale resa o qualsiasi tipo di rimorso. Fino a che questa organizzazione non sarà radicalmente decapitata, sarà un pericolo per il mondo intero. Perché i suoi fanatici sono attivi in tutti gli angoli del mondo." (20 dicembre 2016

__

30 Paesi - 300 mezzi di comunicazione - una rassegna stampa. La rassegna stampa euro|topics 

presenta le problematiche che colpiscono l’Europa e riflette le diverse opinioni, idee e stati d’animo del continente.