Berlinale: le 10 frasi più pronunciate dai giornalisti

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 14 febbraio 2015

La Berlinale è ricominciata e l’attività del festante turbinio dei giornalisti è già a pieno regime. In mezzo al viavai del festival, ecco le 10 frasi che immancabilmente sentirete pronunciare dai giornalisti:

Numero 1 (inamovibile dall'apice del podio): «Sorry, sorry, sorry, ooops, sorry. Sorry : is this seat free?»

Bisogna per forza fare la domanda in inglese, perché in ogni caso state chiedendo qualcosa, ed è l’unica occasione in cui vi sforzerete ancora di essere educati.

La risposta tipica: «No, aspetto un collega, mi ha appena chiamato, arriva subito».

Numero 2: «Non scrivo niente su questo film, fa schifo» (copyright Città della Paura).

Questa frase deve ovviamente essere pronunciata ad alta voce, così che possiate disturbare con ostentazione i vostri vicini, non appena partono i titoli.

Numero 3: «Ma non è possibile… cos’è questo cas… con la S-Bahn!»

Già, perché come tutti quanti, a parte i giornalisti berlinesi, avete appena scoperto, a vostre spese, che la linea principale della Regionale Veloce di Berlino – che serve la zona del festival – è ferma per lavori!

Numero 4: «Scusa ma tutta questa luce? Che ore sono?»

Partiamo dal presupposto che a Berlino, a febbraio, è sempre buio. Però, in quel momento, vi siete dimenticati che al momento dell’uscita del film sono ancora le 11 del mattino. Ogni tanto perfino a Berlino capita di vedere un po’ di luce.

Numero 5: «Quanti ne hai tu (di film)?»

Ecco, si ricomincia con la gara a chi ce l’ha più lungo.

Numero 6: «Beh, io quand’ero giovane mi guardavo 5 o 6 film al giorno. Poi però, sai, crescendo…»

Aspetta un po’… questo lo dicevi già dieci anni fa!

Numero 7: «Prego, dopo di lei»

Incredibile, ma questo succede solo il primo giorno. A partire dal secondo giorno del festival, diventa «Togliti da lì, co… c’è gente che lavora qui!».

Numero 8: «Ah, è la coda per i biglietti allora. Eh no, non lo sapevo. Pensavo che fosse un’abitudine dei berlinesi, mettersi uno dietro l’altro per tenersi caldo»

Seee, seee, magari credevi di riuscire a fregarmi. Non avevi fatto i conti con Bibi-il-giustiziere-che-aspetta-in-coda-da-un’ora.

Numero 9: «Ma cos’è questa borsa da hipster?»

Ad ogni edizione del festival di Berlino c’è una nuova borsa, sempre attesissima. Il principio è chiaramente quello di arrivare con la propria borsa di un’edizione della Berlinale del ventesimo secolo per far vedere che siete una vecchia volpe che la sa lunga.

Numero 10: «Beh, a questo punto sarebbe ora di scrivere qualcosa»

Sì, diciamo che la cerimonia della consegna dei premi è stata ieri. Quindi, in effetti, forse è il caso di darsi da fare.