Benvenuta Veronica, tu che "plani dall'alto sulle cose"

Articolo pubblicato il 17 febbraio 2017
Articolo pubblicato il 17 febbraio 2017

La vedete questa faccia sorridente in copertina? È Veronica, la nuova redattrice della versione italiana di Cafébabel, che rimarrà a Parigi per i prossimi 10 mesi. Dubbi, curiosità, angosce e perplessità? Fugate tutto leggendo qui la sua intervista!

«Parigi è sempre una buona idea!», «Beh, dipende cosa vieni a farci...». 24 anni, caschetto (più o meno) biondo e sorriso di quelli in grado di mettere di buonumore chiunque, adora "planare dall’alto sulle cose" (siamo sicuri Calvino non si offenderà per la citazione) e cerca di convivere più o meno pacificamente con quella che chiama "la sua malattia", la passione per il giornalismo. È il ritratto in poche righe di Veronica, la nuova redattrice della versione italiana di Cafébabel, che prenderà in mano (o in braccio, punti di vista) il magazine per i prossimi dieci mesi.

«Ci sono nata con questa con questa malattia!» ammette, tra il serio e lo scherzoso, «Però, paradossalmente, quello che adoro non è scrivere, quanto cercare, raccontare, stare in mezzo alla gente. Mi sento una cantastorie… Sono una giullare, se vuoi!».

Niente di più vero: la sua passione per il "raccontare storie" arriva da lontanissimo. «Mia madre è una veterinaria, e da bambina spesso passavo la giornata con lei in ambulatorio. Così scrivevo le "notizie" accadute lì dentro durante la giornata, e la sera poi gliele davo». Dai primi articoli poi è stata tutta un’avventura, che l’ha portata ad abbracciare la passione per i video e la sua inseparabile telecamera. «Per raccontare bene una storia ci vuole una telecamera in mano!» spiega decisa, con somma gioia della caporedattrice del magazine Katha.

Passioni, giornalismo a parte? «Viaggiare da sola, senza dubbio. Essere da soli ha innumerevoli vantaggi: hai tempo per te stessa, per scattare le tue foto, per pensare, ascoltare… Non lo scambierei con nulla al mondo. Amo anche la compagnia, ma sono due esperienze diverse». Andare, scoprire, e poi tornare per mettere in pratica quello che si è imparato: «Tra andare via o rimanere nel mio paese scelgo senza dubbio di rimanere! La mia idea è che bisogni andare, conoscere e imparare, per poi tornare e cambiare le cose. Altrimenti, se non lo fa nessuno, tutto rimane sempre uguale a se stesso!».

Tra le ambizioni di cambiare il mondo e quella di fare il reportage della vita (sic), ha uno spazio nel suo cuore anche per Parigi: «Sono… innamorata di Parigi. Nonostante le sue stranezze, come le allegre frequentazioni della via dove ha sede la redazione, tutto è in qualche modo… incredibilmente equilibrato, elegante, a tratti allegro! I sarti, i ristoranti etnici, perfino le prostitute che ti salutano la mattina mentre arrivi in redazione, tutto contribuisce a dare un quadro di Parigi che, da un lato, è come non te lo aspetteresti mai. Ma dall’altro, forse, è proprio come immagini che sia. Parigi, a modo suo, ti abbraccia».

Prospettive per i prossimi dieci mesi? «Arrivare a parlare bene la lingua, il mio francese non è esattamente al top», ammette. «Ma credo Cafébabel potrà insegnarmi anche quella leggerezza "bella" insita in questo lavoro, che forse ho un po’ perso nell’ultimo anno». Con un obiettivo: «Sarò in redazione, ma sarò anche Veronica con la telecamera in mano».

Tutto molto bello, almeno fino ad una mia fatale manata al bicchiere di vino che avevo davanti. «Fossi a Roma ti direbbero "Hai fatto una veronicata!"» mi dice ridendo Veronica. Amanti del vino della redazione di Cafébabel, siete avvisati. Tenete al riparo i vostri calici, e preparatevi alle idee e all’entusiasmo della nuova italiana della redazione. Parigi è stata una buona idea quindi? «Decisamente sì!». Beh, benvenuta a bordo allora, Veronica!