Bayrou, l'attacco finale

Articolo pubblicato il 16 aprile 2007
Articolo pubblicato il 16 aprile 2007

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Una giornata col “terzo uomo” delle presidenziali francesi che a una settimana dal primo turno totalizza il 17% delle intenzioni di voto.

Il treno 1725 è sul punto di partire. Regna la tranquillità nella Gare de l'Est di Parigi. Dieci minuti prima della partenza del treno, la figura di François Bayrou si intravede da lontano e i fotografi si posizionano. Proprio come una stella del cinema, il leader centrista – che potrebbe arrivare al secondo turno delle Presidenziali – concede i suoi migliori sorrisi e scambia strette di mano a conosciuti e non. Sale sul treno, sbaglia vagone, scende. Finalmente Bayrou trova il suo posto. Il treno parte, destinazione: Reims, nel nord est della Francia.

Durante il percorso, Bayrou si mostra disponibile e concede interviste alla stampa. Il discorso del candidato dell'Unione per la Democrazia Francese non è cambiato molto dall’inizio della sua campagna elettorale. Proveniente da una famiglia di agricoltori della provincia di Béarn (ai piedi dei Pirenei), si dichiara «l’unico capace di unire la Francia. Proponendosi come l’alternativa al duopolio bipolare tra Ps (Partito Socialista) e Ump (Unione per un Movimento popolare), Bayrou pensa che la società politica francese abbia bisogno di un "elettrochoc".

All’arrivo, tanto clamore solletica la curiosità di molti viaggiatori della stazione di Reims. Alcune ragazze chiedono: «Chi è? Chi è?», rispondo: «Bayrou». Nessuna reazione. «Uno dei candidati alle presidenziali», spiego. Dopo la puntualizzazione le giovani ridono eccitate e si dirigono verso il candidato per gridargli che ha uno dei risvolti del pantalone fuori posto. E magicamente Bayrou lo aggiusta.

«Sono più a sinistra dei socialisti»

Il percorso del candidato all’Eliseo ha inizio, destinazione Mairie (“municipio”, ndr). Lì gli operai dell’azienda di ricambi per auto “Chausson Outillage” aspettano Bayrou per parlargli del fallimento dell’impresa. Dopo quattro chiacchiere, il leader centrista accetta di modificare il suo itinerario per spostarsi a vedere la fabbrica. Forse perché Ségolène Royal l’ha visitata la settimana precedente? All’arrivo, inizia il tour degli impianti sotto l’attento sguardo del candidato. Un lavoratore dell’azienda mi si avvicina e gli domando se questa visita influenzerà in qualche modo il suo voto. «Vedremo» risponde. «E Sarkozy verrà?», chiedo. «Non credo che si degnerà di venire, non ne sente la necessità», conclude con un sorriso.

Sebbene venga considerato il candidato più a favore dell’Ue, durante la campagna elettorale Bayrou ha preso le distanze dall’Europa battendo maggiormente sul ruolo dello Stato Nazionale. Per fare fronte alla globalizzazione, secondo il candidato di centro, “l’Ue deve proteggere le nostre aziende” dai due giganti emergenti, India e Cina. Non tutti sono d’accordo con il suo discorso. «Qui non facciamo politica, abbiamo un problema reale», sussurra un lavoratore di “Chausson Outillage” ad un giornalista.

Dopo le parole a favore dei sindacati, il viaggio continua. Prossima fermata: conferenza stampa alla “Brasserie Flo”. All’arrivo, un giovane rompe il silenzio: «Hai scelto un bel posticino: sei proprio di destra», grida a Bayrou, riferendosi al lusso del ristorante. Il candidato sorride e tenta di avvicinarsi al giovane il quale, prima che Bayrou arrivi a parlargli, monta in bicicletta, inizia a pedalare e se ne va. Fine dell’incidente. Durante questi giorni di dura campagna elettorale, Bayrou minimizza la sua discesa nei sondaggi di voto, dopo l'impennata all’inizio di marzo. «C’è un solo sondaggio che conta: il giorno in cui i francesi voteranno» dichiara. Di fronte alle domande, Bayrou dà il titolo ai giornalisti: «Su alcuni argomenti sono più di sinistra del Partito Socialista». Per spiegare la sua affermazione, ricorda che è stato l’unico candidato ad opporsi alla privatizzazione delle autostrade francesi, mentre il Ps non ha fatto nulla per impedirlo.

Centrista sexy

Dalla raffinata Brasserie Flo alla sobria zona industriale dove Bayrou terminerà la sua lunghissima giornata. Non si vedono molte auto e i giornalisti si domandano se il padiglione che l'Udf ha sistemato per il candidato resterà vuoto. E invece l'arancione svetta dovunque. All'interno dell’edificio quasi 3000 simpatizzanti del partito aspettano ansiosi François Bayrou. I giovani dell'Udf indossano magliette con la scritta “centrista sexy”.

Tra grida ed applausi, Bayrou si rivolge al suo uditorio con frasi che suonano familiari ai giornalisti che poco prima hanno assistito alla conferenza stampa. «La società francese ha bisogno di cambiare. L’immigrazione non è la causa di tutti i nostri mali, ne è la conseguenza». Dal «rimanere uniti» al “no” francese alla Costituzione, passando per il surriscaldamento del pianeta e il principio che «lo Stato non può pagare tutto per intero»: Bayrou ripercorre tutti gli argomenti con un discorso serrato.

Dopo il bagno di folla, la giornata a Reims si conclude, ma la campagna elettorale entra in dirittura finale. Dopo la pubblicazione del suo libro Projet d'espoir (Progetto di speranza ndr), martedì 3 marzo ha presentato il suo programma elettorale in conferenza stampa.

«Confido in un finale a sorpresa», dichiara Bayrou. Intanto, i francesi si domandano che tipo di governo avranno se Bayrou verrà eletto. Centro-destra o centro-sinistra? «Si devono creare nuove alleanze con una maggioranza di centro», non si stanca di ripetere il “terzo uomo”. Ma cosa vuol dire? Qualora il candidato venisse eletto, per governare, dovrà poi ottenere una maggioranza alle Politiche di giugno. Agli elettori poi di giudicare se l'“alternativa” sarà assicurata.