Bart de Wever vuole un referendum per l'uscita di Anversa dall'UE

Articolo pubblicato il 08 aprile 2016
Articolo pubblicato il 08 aprile 2016

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Il Borgomastro della metropoli fiamminga ha già scelto la data per la sua uscita dall'UE?

Boato all’uscita di una conferenza stampa convocata d’urgenza stamattina per il Borgomastro di Anversa, Bart de Wever: “I miei concittadini della provincia di Anversa devono avere voce in capitolo circa la tutela europea”.

“Come per il Regno Unito, mi auguro che la governatrice, la mia collega Cathy Berx, convochi un referendum sull’appartenenza della nostra provincia all’Unione europea”.

Questa dichiarazione farà sicuramente colare molto inchiostro nei prossimi giorni, in particolare nel contesto attuale della questione identitaria in Europa.

Una provincia d’eccezione 

La provincia di Anversa si distingue già dalle altre entità politiche del Regno del Belgio per la sua prosperità economica. In effetti nel 2015 registrava un PIL superiore a quello della maggioranza delle altre province. Conosciuta per la sua industria di diamanti e la sua attrazione indiscutibile del suo porto di commercio, si contraddistingue anche per la notevole influenza della N-VA (Alleanza Neo-Fiamminga). Il Borgomastro della città di Anversa ne è d’altronde il presidente. Questo partito, come il suo presidente, hanno da sempre rivendicato l’emancipazione della Fiandra, tanto da far parlare alcuni esponenti politici di indipendenza. 

Questa polemica su un’eventuale ritirata della provincia di Anversa dall’Unione europea si accende proprio quando i britannici devono si devono esprimere, il prossimo 23 giugno, sulla loro di indipendenza. Si può anche temere un effetto valanga. In seguito a questa dichiarazione, altre entità regionali potrebbero esprimere la stessa volontà. La Baviera, la Lombardia o ancora i Paesi Baschi spagnoli saranno probabilmente i più veementi in questa lotta per la loro sovranità.

Bart de Wever confessa d’altronde di prendere spunto da una precedente mobilizzazione: “La Groenlandia ci è riuscita nel 1985, perché non noi? Noi siamo di più, più ricchi ed estremamente determinati!”

Anversa divisa

Gli abitanti della provincia in questione sono divisi, sebbene globalmente il sentimento euroscettico è ben presente. Jan, 24 anni, dichiara ai nostri microfoni:

“Dobbiamo lasciare l’Europa: ci prende i nostri soldi, decide per noi e non conosce niente di ciò che succede qua. Sono a favore del referendum e voterò senza dubbio a favore della nostra indipendenza!”. La sua amica Maartje rincara: “Libertà per Aversa e per i fiamminghi!”.

Da parte sua, Willem è più riservato sulla questione: “Sicuramente l’UE non è perfetta, ci sono dei problemi, soprattutto a livello di politica regionale, ma l’indipendenza è davvero una soluzione per noi? Siamo sicuri di ciò che si perde ma bisogna vedere cosa ci guadagniamo, io non correrò il rischio”.

Le opinioni sono molto divise, ma il dibattito si è appena aperto e non sembra chiudersi. Il portavoce di Carhy Berx ha comunque annunciato che un eventuale referendum non avrà luogo prima del maggio 2017.