Barcellona: ti amo, ma ti odio pure.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2014
Articolo pubblicato il 29 marzo 2014

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La 16esima città più visitata del mondo e la quarta più visitata d'Europa dopo Parigi, Londra e Roma, ogni anno attrae milioni di turisti.

Con il suo clima temperato e caldo, alcune delle migliori spiagge del mondo, i mercati vibranti, con i concerti di strada che formano un labirinto infinito e molti monumenti storici, specialmente quelli di Gaudí, rappresenta una delle principali destinazioni per le vacanze. E sì, sulla città è stato fatto un gran lavoro di pubblicità e di marketing. Però è come qualsiasi altra parte del mondo: ha i suoi lati negativi, che diventano visibili nel momento in cui si smette di guardare Barcellona con gli occhi del turista e si inizia a guardarla con gli occhi di un abitante.

Attraverso o non attraverso?

Ah! La famosa luce verde lampeggiante del semaforo! In Slovenia può renderti felice, ma qui a Barcellona è una sfida, una lotta tra te e il semaforo per decidere chi sarà il vincitore. Io sono una ragazza giovane, comune, sana e senza nessun tipo di disabilità, e so con certezza che è praticamente impossibile attraversare la strada dopo che la luce verde ha iniziato a lampeggiare. Dopo circa 3 secondi è meglio cominciare a correre se l'omino verde inizia a lampeggiare mentre stai attraversando. E un'altra curiosità: ci sono circa 34.000 semafori a Barcellona, e ogni cinque persone che attraversano la strada succede un incidente. Per questo è meglio pensarci bene prima di attraversare con la luce verde lampeggiante del semaforo.

Al quarto piano..be' in realtà al quinto

Barcellona è una città senza palazzi alti, in parte a causa dello stato di protezione della maggior parte della sua area centrale. Nessuno degli edifici del centro storico ha più di cinque piani. Però tutti hanno uno o due piani intercalati che, a pensarci bene, aumentano il conto a sei o sette piani in totale. Per questo ci metto tanto tempo per arrivare al quarto piano, perché non ho camminato per quattro piani ma per sei: piano ammezzato, piano nobile, primo piano, secondo, terzo e finalmente quarto. Perché tutto questo? Un giorno un amico me lo ha spiegato: “Quando iniziarono a costruire i palazzi, esisteva una legge che proibiva la costruzione di edifici più alti di cinque piani. E inserire un piano o due con il nome diverso non andava contro la legge”. Sì, capisco, però tutto ciò mi crea molta confusione.

Un modo non proprio fantastico di svegliarsi.

Una sera bevi troppo, torni a casa molto tardi (insomma, è già mattina) e finalmente vai a letto, ma un paio di ore dopo ti svegli a causa di un rumore che in un mattina del genere non ti piace per niente... Drrrrrrrr drrrrrrrr... La tua testa esplode ma tu non puoi farci nulla. Già, è proprio così, la storia infinita delle costruzioni ripetute. Non si tratta solo della Sagrada Familia: tutta la città di Barcellona sembra essere in costruzione. Nella mia strada ci sono sempre nuovi lavori che durano molto, così che la mia stanza è sempre immersa nel rumore.

Siamo chiusi dalle 2 alle 5

Una cosa che ho dovuto comprarmi quando mi sono trasferita a Barcellona, è stato l'orologio. Ora vi spiego perché. In Slovenia sono abituata ai negozi che aprono alle 8 di mattina e chiudono verso le 7 di sera, e i ristoranti sono aperti dalle 10 di mattina fino a mezzanotte (bar compresi). Qui a Barcellona ogni negozio e ogni ristorante ha il suo orario. I catalani, stanchi di lavorare tutto il giorno, hanno circa due ore di siesta al giorno. Però non tutti fanno la siesta alla stessa ora, per questo mi serve avere un orologio per sapere che ora è: se posso andare a mangiare, se ho tempo per un caffè prima che chiuda il bar, se il negozio è aperto o no per non fare la strada per niente, ecc. Perché non lavorano 8 ore di fila per poi andare a casa e avere ancora tempo a disposizione? Non capirò mai i benefici di tale orario di lavoro. E un'altra cosa: perché i pakistani, gli indiani e i marocchini, insomma gli africani in generale, tengono i loro negozi, bar, panifici aperti tutto il giorno fino a notte fonda?

Gli ingredienti del cocktail di Barcellona

Barcellona ha un cattivo odore, puzza davvero. Quale sarà il modo migliore per descrivere il cocktail chiamato Barcellona? Io direi che si tratta di due parti di sacchi della spazzatura che vegetano per strada (il risultato di non avere cassonetti della spazzatura), una parte di fetore di scolo della città, due parti di forte e pungente odore di marijuana che fluttua nell'aria, un pizzico di cacca di cane e due parti di urina mescolata alla sporcizia annerita del pavimento (il risultato naturale, si potrebbe dire, di non avere bagni pubblici in alcun posto della città). Il cocktail più famoso di Barcellona, che non piace a nessuno.

La burocrazia spagnola

Lascio che questo meraviglioso video parli per me.

Mi piace vivere in Spagna e mi innamoro di Barcellona ogni giorno di più, però le giornate non sono per niente una favola.

Foto di Nina Behek e Miha Mo­ho­rič