Ballarò sbarca al Lido con "Chiara Zyz" di Di Lorenzo

Articolo pubblicato il 05 settembre 2016
Articolo pubblicato il 05 settembre 2016

Abbiamo incontrato Gaetano Di Lorenzo, regista palermitano di "Chiara Zyz - Un fiore nel cuore di Palermo", che alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia concorre nella Sezione MigrArti con un cortometraggio che documenta la vita all'interno del Centro d'Accoglienza Santa Chiara. Ecco cosa ci ha raccontato questo giovane videomaker avvezzo a filmare il microscosmo di Ballarò.

L'anno scorso la Sicilia si presentò a Venezia con due idee molto diverse di cinema. Un cinema fatto di cooproduzioni internazionali, grandi attori e atmosfere noir rappresentato da L'Attesa di Piero Messina e A Bigger Splash di Luca Guadagnino (che sono stati maggiormente apprezzati all'estero che in Italia), e uno più documentario, viscerale, fatto con tante idee e pochi mezzi economici, rappresentato da Gli uomini di questa città io non li conosco di Franco Maresco, che ripercorreva la vita del drammaturgo Franco Scaldati e il suo rapporto con la Palermo 'underground', cioè dei quartieri difficili e delle maschere che vi s'incontrano.

Alla 73esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è questo secondo filone del cinema siciliano ad aver preso nettamente piede, e lo dimostrano i corti La Viaggiatrice di Davide Vigore e Chiara Zyz - Un fiore nel cuore di Palermo di Gaetano Di Lorenzo, scritto con Francesco Torre. Chiara Zyz concorre in una sezione inaugurata quest'anno e intitolata MigrArti con altri 15 cotrometraggi, fiction e non-fiction. C'è grande curiosità intorno a questo corto nato nel cuore di Ballarò, a Palermo, per un regista che pur non appartenendo ad alcuna elite culturale ha gia vinto con il precedente corto A proposito di Franco (dedicato al regista cult Franco Indovina) lo Sciacca Filmfest 2015 e L'Efebo d'Oro 2015 come miglior documentario dell'anno.

Cafébabel: sembra proprio che il documentario sia il tuo genere preferito.

Gaetano Di Lorenzo: ho iniziato con i documentari molti anni fa anche perché riuscivo a girarli da solo, mentre la fiction è un po' più impegnativa da questo punto di vista. Come linguaggio invece non è un genere minore, utimamente lo ha dimostrato Rosi con Fuocoammare. In Italia se ne realizzano ormai tantissimi. Il documentario è cinema, anche perché la realtà spesso supera la finzione. Qualche anno fa stavo girando Miracolo a Ballarò e la storia era talmente strana che la gente, durante le riprese, credeva di essere al cospetto di personaggi di fantasia.

Cafebabél: Chiara Zyz sembra un cortometraggio corale, ci sono anche personaggi siciliani?

Gaetano Di Lorenzo: Padre Enzo Volpe, direttore del Centro Santa Chiara. Il resto dei protagonisti proviene dall'Africa e dall'Est Europa, immigrati di prima e seconda generazione che si raccontano.

Cafebabél: da quale idea sei partito per questo cotrometraggio?

Gaetano Di Lorenzo: una spinta forte era il voler raccontare come queste persone, dopo il primo aiuto ricevuto, si prodigano a loro volta, dando come possono una mano, anche al Centro Accoglienza. Vogliono essere utili, non solo ospiti. Insieme a Francesco Torre ci siamo anche interrogati sul funzionamento della coesistenza multiculturale in questo microcosmo (Santa Chiara) nel microsmo (Ballarò).

Cafebabeél: l'anno scorso a Venezia c'era Franco Maresco a parlare (anche) di Ballarò, ora ci sei tu con Chiara Zyz. Come mai Ballarò è così importante per Palermo? Secondo te ci sono altre storie da raccontare legate al quartiere?

Gaetano Di Lorenzo: lì ho già girato diversi documentari, come Miracolo a Ballarò o la storia di Abibata Konate, alias Mamma Africa, che ha sempre avuto la possibilità e la volantà di aiutare chi arriva in questo quartiere offrendo un pasto caldo, diventando punto di riferimento e seconda madre. Ballarò è un mercato vivo, che avendo radici antiche ti fa vivere sia il presente che il passato, e in questo scambio sta la fecondità del luogo. Tant'evvero che personalmente non riesco a immaginare un mercato di Ballarò del futuro, secondo me rimarrà sempre così com'è.

Cafebabél: nel film di Maresco ci sono Franco Scaldati e Padre Scordato che coinvolgono i giovani dell'Albergheria in dei laboratori teatrali. In Chiara Zyz c'è Padre Sandro Volpe. Il 15 settembre è l'anniversario della morte di Padre Pino Puglisi. I preti in prima linea sono una caretteristica di Palermo?

Gaetano Di Lorenzo: negli ultimi anni si è parlato tanto delle mele marce all'interno della Chiesa, ma è più importante quello che alcuni sacerdoti fanno ogni giorno di postitivo per il proprio quartiere. Possono diventare punti di riferimento importanti, decisivi, e far uscire il meglio dalla società anche attraverso gesti semplici. 

Cafebabél: qual è la cosa più bella che può accaderti a Venezia?

Gaetano Di Lorenzo: è già accaduto. Venezia è il sogno per tutti quelli che fanno cinema, per chi ha lavorato a un progetto e lo vede materializzato in questo palcoscenico. Un punto di partenza verso progetti più importanti. Il fatto di essere a Venezia è già una vittoria, una grande soddisfazione.

Cafebabél: come ti sei costruito quest'opportunità?

Gaetano Di Lorenzo: l'incontro con l'associazione culturale Arknoah è stato prezioso sia per A proposito di Franco che per Chiara Zyz, per perfezionare la sceneggiatura insieme a Francesco Torre e avere assistenza produttiva. Sicilia Film Commission è un'altra istituzione importante che ti permette di portare avanti i progetti e affrontare le difficoltà della lavorazione.

Cafebabél: so che tieni molto a far vedere Chiara Zyz nelle scuole.

Gaetano Di Lorenzo: si, faremo un tour di proiezioni nelle scuole di Palermo, per far consocere ai ragazzi queste realtà. Se si inzia fin da ragazzini a capire che le differenze di cultura, religione e nazionalità non sono reali problemi e contestualmente si mostra il valore della solidarietà, il risultato può essere importante.