Ballarò Buskers: artisti, menestrelli e giocolieri al mercato 

Articolo pubblicato il 25 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 25 ottobre 2016

Per tre giorni il volto del quartiere conosciuto in tutto il mondo per il suo mercato all’aperto in stile arabo è cambiato. Abbiamo visto le strade, le piazze e i monumenti di Ballarò invase dagli artisti che, tra ‘abbanniate’ e spettacoli. Un piccolo carillon con saltimbanchi, bande musicali, giocolieri, acrobati, attori locali e internazionali artisti internazionali. Fotoreportage. 

Durante lo spettacolo di Salvo Piparo diluviava e lui, non solo ha continuato a recitare, ma si è anche spogliato di giacca e maglietta rimanendo a torso nudo sotto la pioggia, mentre qualcuno tra gli spettatori iniziava a ripararsi in gruppo sotto gli ombrelli. Piparo ha recitato U' cuntu del Cascavaddu (caciocavallo), un racconto di odori e memorie del piccolo Salvo nipote e di suo nonno. Il pubblico si è fatto trasportare nel suo mondo più innocente, palermitanissimo.

I catanesi Sambaziza hanno  animato invece l'intero mercato con le loro parate a ritmo di samba. Un ritmo che ha riempito le strade: c'è da scommettere su chi tra i presenti non ricordi quei suoni tra le vie che sembravano muoversi a ritmo, o forse tremavano. Al loro passaggio, dalle finestre si intravedeva persino qualcuno che ballava anche dentro casa.

Mentre gli artisti suonavano, i più piccoli abitanti del quartiere partecipavano con grande trasporto fino a battere anche loro qualche colpo sui tamburi (con o senza il consenso degli artisti, armati invece di grande pazienza e armonia). 

Claudia Fabris è andata in giro per i mercato con i capelli legati ai palloncini gonfiati ad elio mentre distribueva le sue "Parole sotto sale", dei piccoli foglietti con la spiegazione di un termine, secondo il "Piccolo Vocabolario Poetico".

La sua parata è stata accompagnata dagli incessanti scatti da smatphone; in molti si fermavano davanti a lei per fare selfie e immortalarne la particolarità per poi andare via senza staccare gli occhi avidamente soddisfatti dal cellulare. A me è capitato il bigliettino con la spiegazione del termine "Educarsi": [...] Educarsi è partorirsi [...].