Autrici di fumetto: “Non solo non esiste un'uguaglianza di genere, si critica anche il fatto di reclamarla”

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2016
Articolo pubblicato il 20 febbraio 2016

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Dopo lo scandalo dell'assenza di nomi al femminile tra i nominati al gran premio del Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême, in Francia, il collettivo spagnolo "Autoras de Cómic" -gemellato con il "Collectif des Créatrices de BD"- ci parla del ruolo della donna nel mondo dell'illustrazione.

Andrea Lucio Sotelo è un'illustratrice e disegnatrice di fumetti, ha 34 anni e ha studiato Belle Arti all'Università di Barcellona. Già nel 2010 disegnava vignette nelle quali, ci spiega, ironizzava sulla violenza delle decisioni politiche in un blog. Un anno dopo ha iniziato a collaborare in un giornale e in varie riviste amatoriali e pagine web. Nel 2012, insieme con il collettivo Iaioflautas, ha portato a compimento una comic-cronaca sulla sua esperienza nella mobilitazione contro i tagli al Welfare state, e attualmente sta lavorando su un fumetto e altri progetti personali.

Come lei stessa sostiene, le interessano "tutti i tipi di storia, forse in particolare tutti i momenti di mutamento, di rottura, di conflitto o contraddizione, la cosa difficile e veramente interessante sta in come si racconta". Tra i suoi modelli principali spiccano Fiona Staples  ed Emma Rios, anche se confessa che "parlare di modelli è difficile, qualunque cosa può essere un modello e potrebbero essere transdisciplinari, essi variano in relazione al progetto e al momento vitale, senza che lo stile debba per forza coincidere".

Irati Fernandez Gabarain –Irati FG– ha 33 anni, si dedica all'illustrazione da più di sette anni e da due anni realizza anche storyboards per serie di animazione. Questa disegnatrice, che ha studiato Belle Arti a Bilbao e Illustrazione nella Escola Massana di Barcellona, è assai interessata in tutto ciò che riguarda la narrativa visuale, che sia in formato fumetto, album illustrato o animazione. "Mi affascina il fatto di poter comunicare le idee per mezzo delle immagini, voglio continuare disegnando e apprendendo attraverso il disegno e la narrazione grafica", afferma.

Irati FG porta avanti con degli amici un piccolo marchio editoriale chiamato Ediciones Armadillo, tramite il quale auto-editano i loro progetti e pubblicano una rivista amatoriale collaborativa. Al domandarle quali siano i suoi modelli, ci risponde che ne possiede tanti, a volte troppi, e vanno da Dave Mckean a Ben Shan, o anche, tra le autrici, Jillian Tamaki o Carson Ellis.

La sottorappresentanza femminile in un mondo mascolinizzato

Entrambe le illustratrici, associate al collettivo Autoras de Cómic (AC), concordano sul fatto che si tratti di un mondo mascolinizzato, nel quale la rappresentanza femminile spicca per la sua assenza. Andrea Lucio sostiene che questa predominanza maschile ha lasciato e lascia nel dimenticatoio molte donne. "Se posseggo quel minimo di visibilità, che comunque non è ancora pari a quella maschile, è solo grazie al lavoro di molte donne che non sono state mai prese in considerazione e che hanno lottato affinché le generazioni successive si trovassero in condizioni migliori", dice.

Irati FG, da parte sua, segnala la presenza di molte donne nell'ambito artistico, ma poche a livello di rappresentanza professionale. "Bisognerebbe solamente confrontare il numero degli artisti maschili presenti nelle gallerie o nei musei con quello delle loro compagne artiste; fondamentalmente, se la rappresentanza maggiore in una professione è di un solo genere non succede mai nulla, e non credo che questo sia giusto né sano, né per gli individui di una società, né per la società nel suo insieme", appunta.

Inoltre si mostrano entrambe contrarie alle etichette del tipo "fumetto per donne", che nascondono una visione androcentrica, secondo la quale quello che fanno gli uomini è valido universalmente, mentre quello che fanno le donne è specifico, valido solamente per loro. Secondo Andrea Lucio, "questo tipo di etichette sono un sintomo del fatto che la condizione della donna nel fumetto non è ancora del tutto regolarizzata ed accentua ancor di più le differenze di genere".

Quanto alla polemica che il mese scorso ha colpito il Festival Internazionale del fumetto di Angoulême in Francia, per non aver incluso nessuna donna nella lista dei 30 nomi che concorrevano al gran premio finale (Autoras de Cómic gemellatasi con il Collectif des de Creatices de Bande Dessineé contra le sexisme), Andrea Lucio sostiene che "la mancanza di rappresentanza delle donne nel mondo del fumetto è evidente in tutti i paesi, e il panorama spagnolo non ha nulla da invidiare a quello francese. Infatti, è di norma frequente che oltre al non esistere uguaglianza nella rappresentanza di genere, si critichi anche il fatto di reclamarla".

Sulla stessa linea, Irati FG afferma che ciò che è accaduto "non è altro che un riflesso della società intera, il vero problema è che in qualche maniera si tratta di un qualcosa che è ormai radicato all'interno della società" e aggiunge che "il festival di Angoulême è un qualcosa di ancor più palese perché è un evento importante a livello mondiale".

La lotta per una uguaglianza reale ed effettiva

Irati FG ammette che inizialmente, dopo essersi unita a Autoras de Cómic, ebbe "reticenze per il fatto di non essere molto conscia, né esser cosciente della situazione della donna in molti ambiti della società e nel mondo dell'arte in particolare". Ma dopo aver acquisito consapevolezza di ciò, si è resa conto anche del fatto che, se loro stesse non fanno nulla, "il futuro che aspetta le prossime artiste non cambierà, pertanto non ci saranno esempi di donne disegnatrici da seguire, né si invoglierà autrici future a prender parte alla professione". Autoras de Cómic le è stata utile per formarsi nel femminismo, che l'ha aiutata tanto sia a livello personale che professionale.

Autoras de Cómic è nata nel 2013 a causa della necessità di raggruppare in uno stesso collettivo coloro che "lottano per un'uguaglianza reale ed effettiva all'interno di un mercato tradizionalmente dominato dall'uomo, come quello del fumetto". L'associazione, da parte sua, vuole mettere in chiaro che non fanno alcuna "apologia di differenziazione, né tanto meno di supremazia", ma che semplicemente cercano di "occupare una posizione ugualitaria nel mondo del fumetto", di modo da esser riconosciute per il loro lavoro e non per il proprio genere o per la propria sensibilità.

Questa associazione, che è andata crescendo e attualmente è formata da più di cento professionisti (anche uomini), di fronte alla scarsità di dati ufficiali, sta confezionando un elenco generale di autrici nazionali e straniere al fine di dare loro visibilità.