Audiolibri, un'editoria di lusso

Articolo pubblicato il 05 luglio 2012
Articolo pubblicato il 05 luglio 2012
La Francia in materia di diffusione di audio libri è un passo indietro rispetto ai suoi vicini europei. Si tratta senza dubbio di una vecchia convinzione da reazionari francesi che rivendicano la dizione come un travestimento della “Cultura Letteraria”. Eppure una giovane francese ha prestato l’orecchio a questa nuova pratica. E ci spiega perché.

L’audiolibro, atteso da molti come una rivoluzione digitale, in realtà non ha ottenuto il successo desiderato, almeno in Francia. Non nego l’effettiva rivoluzione nella vita delle persone non vedenti che, grazie a tale oggetto, hanno potuto accedere a un mezzo globalmente semplice di approccio ai libri. In questa ambito non posso che sostenere la diffusione e l’ampliamento della scelta dei titoli proposti.

«Niente è più bello del silenzio, eccetto forse un audiolib(ro)»

Ma che ne è del successo degli audiolibri nella vita delle altre persone? Ebbene… non molto, se crediamo alle statistiche. Secondo uno studio realizzato da GfK e ripreso in un articolo del Nouvel Observateur, si stima che da novembre 2010 a ottobre 2011, in Francia sono stati venduti quasi 1,4 milioni di audio libri. In paragone, in Germania, tra gennaio e ottobre 2011 ne sono stati venduti 111 milioni. Arnaud Mathon, direttore di Livraphone, spiega in un articolo pubblicato sul sito evene.fr che “l’audio libro ha tutte le ragioni di decuplicare le sue vendite poiché, come capita di solito, la Francia segue i suoi vicini (Inghilterra e Germania) con vent’anni di ritardo”. Quindi, se il posizionamento dell’audio libro nel mercato del libro francese è relativamente debole (circa 0,4%), nonostante si riscontri un aumento, è semplicemente legato al fatto che i francesi sono in ritardo. Questo spiegherebbe tutto.

L’audiolibro è fatto per voi!

È vero che siamo un po’ saturi in materia. Eppure, secondo le case editrici, le buone ragioni per scegliere gli audiolibri non mancano. Tra l’altro lo slogan d’Audiolib dice molto sull’argomento: “Niente è più bello del silenzio, eccetto forse un audiolib”. Non siete ancora convinti? Se siete dei seniors e litigate ancora coi piccoli caratteri, l’ascolto di un audiolibro avrà il vantaggio del comfort. Basta con il Times New Roman8. Se siete dei bambini o dei giovani poco inclini alla lettura, l’audiolibro vi stimolerà e vi farà familiarizzare con opere che non avreste mai letto spontaneamente. Se il vostro nuovo capriccio è quello di imparare l’hindi sarete esauditi nel sapere che è appena uscito un nuovo metodo di apprendimento della lingua in formato mp3. Infine, se fate parte di coloro che cercano a tutti i costi di “ottimizzare il tempo” in questo mondo di pazzi – cosi come lo testimonia il sito eveneAscoltare un libro è diventata l’attività culturale dell’uomo moderno che ha fretta” – allora non è più un segreto, l’audiolibro è fatto per voi! Risparmio di tempo, leggerezza, mobilità, risparmio sui costi… sono gli svariati vantaggi che vi permetteranno di avere sempre un libro con voi, che siate nella sala d’aspetto del medico, alla Coop, in treno, o impegnati nelle pulizie domestiche.

Allora, perché io?

L’unico problema, dopo aver percorso tutte le pagine possibili e inimmaginabili che vantano i meriti dell’audiolibro, è che io non mi ritrovo in nessuna delle categorie citate. Allora, perché io? Forse perché, tutto sommato, rimpiango quando avevo 5 anni e qualcuno che mi leggeva i libri. Oppure perché probabilmente ho nostalgia della cultura orale, in uso nell’antichità e che oggi viene trasmessa solo ai bambini non ancora capaci di leggere da soli. Si, senza dubbio si tratta di questo, ma non mi sembra abbastanza convincente. Un’altra possibilità: essendo originaria della Normandia, dovrei essere ovviamente una grande fan di Michel Onfray (filosofo francese originario della Bassa-Normandia, ndlr) e ascoltare le sue lezioni sul mio mp3. Nemmeno questo! Allora la risposta non può essere che una: sono attirata dai libri che hanno molto successo in versione audio. Neanche questa…

Insomma la mia attrattiva per gli audiolibri è apparsa quando sono capitata per caso in uno spettacolo di Fabrice Luchini una sera a Parigi. Ed era da un bel po’ che qualcuno non mi leggeva qualcosa. Nel giro di due ore ho scoperto, o meglio riscoperto, Paul Valéry, Roland Barthes, Flaubert, Molière, e Chrétien de Troyes. Ero piacevolmente sorpresa di vedere, anzi di sentire, che tutte queste opere assumevano una dimensione diversa. Mentre i miei occhi si riposavano, il mio udito era bello sveglio. Niente di strano se vi dico che Luchini non legge come me. Ma questo è un dettaglio, poiché è l’interpretazione che cambia. Per parlare in termini contemporanei, del tipo “crescere-in-un-mondo-globalizzato-dove-regna-la-finanza”, l'audiolibro apporta un "valore aggiunto". Diventa subito più interessante, non è vero? Dopodiché non ho più smesso. Io, che non arrivo a leggere Proust, sono molto più adatta ad ascoltarlo, soprattutto quando è un vero attore che lo legge e non devo soffocare ad ogni virgola perché non è capace di respirare al momento giusto. E se preferite le opere più recenti, potrete avere il privilegio di ascoltarle dalla voce dell'autore stesso. Insomma, l'audiolibro è un vero lusso.

Foto di copertina: (cc) pamhule/flickr, nel testo: (cc) dalydose/flickr. Video: (cc) estewifi/YouTube.