Attentato di Nizza: l'orrore non ha fine

Articolo pubblicato il 15 luglio 2016
Articolo pubblicato il 15 luglio 2016

Durante la celebrazione della festa della Repubblica a Nizza, un uomo alla guida di un camion è sfrecciato in mezzo alla folla uccidendo più di 80 persone. Il colpevole dell'attacco è stato ucciso dalla polizia in uno scontro a fuoco. La stampa mondiale è sgomenta: la Francia, che ha appena superato indenne gli Europei 2016, viene ora nuovamente colpita.

 "Un attacco allo spirito nazionale francese" 

Anche se l'origine di questa festa risiede nelle violenze della Rivoluzione francese, lo scopo dei festeggiamenti è simboleggiare la pace. La scelta di colpire la Francia  con un attacco terroristico proprio durante il giorno della festa della Repubblica è un colpo finalizzato a minare l'anima stessa dei francesi. Il paese ha appena superato in maniera eccellente l'Europeo 2016, in cui l'unico episodio spiacevole è stato quello causato dagli hooligans. Grazie alle operazioni di sicurezza condotte durante la manifestazione, la Francia è riuscita ad evitare qualsiasi evento di questo tipo, proprio mentre aveva tutti i riflettori e gli occhi del mondo addosso. I brutali attacchi di ieri sera a Nizza hanno fatto immediatamente ricordare a tutti i francesi che nel paese vige ancora lo stato di emergenza in seguito agli attacchi di Parigi dello scorso novembre.  Un nuovo attacco ha spiazzato via con violenza il barlume di normalità lentamente fattosi strada nelle menti dei francesi dopo nemmeno un anno.

The Irish Independent, Irlanda, 15/07/2016

"Il terrore può colpire sempre e ovunque"

Questo sanguinoso attentato ha un alto valore simbolico. I terroristi hanno colpito durante il 14 luglio, giorno della festa nazionale, poco dopo la fine dei fuochi d'artificio. Ironia della sorte: il presidente François Hollande, durante il suo classico discorso televisivo alla nazione del 14 luglio, aveva lodato l'efficienza delle misure anti-terrorismo messe in atto nel paese. Inoltre la Francia aveva intenzione di revocare lo stato d'emergenza alla fine del mese. Che il paese fosse minacciato era indubbio. Infatti erano già stati sventati numerosi complotti terroristici sia sul suolo francese che all'estero. […] L'attentato di Nizza ha ricordato a tutto il mondo che il terrorismo può colpire sempre, e soprattutto dove meno ce lo si aspetta.

La Libre Belgique, Belgio, 15/07/2016

"L' Europa e il suo pericoloso rifiuto della guerra"

Se i governi europei continueranno a comportarsi come se fosse normale lasciare che una feccia qualsiasi uccida in massa il proprio popolo, e i politici aspetteranno solamente di vedere dove il prossimo attacco avrà luogo, allora abbiamo già perso la guerra. Se l'Europa non riesce a pensare a nulla di meglio che lasciarsi sbranare e rifiuta l'evidenza di dover dispiegare tutte le sue forze in questa guerra, invece di scavarsi da sola la fossa, allora abbiamo già perso la guerra.  Già il giorno successivo all'attacco del Bataclan a Parigi, la Francia aveva chiesto all'Europa di aumentare le misure anti-terrorismo, ma l'Europa non ha risposto proprio con fermezza a questa richiesta. A Bruxelles e a Berlino si ha l'impressione che le priorità siano altre.

To Vima Online, Grecia, 15/07/ 2016

"Non lasciamoci provocare nemmeno stavolta"

Siamo feriti e i nostri nemici infieriscono su di noi con sempre meno vergogna. Il loro fine è seminare l'intolleranza e la paura, cosicchè all'odio si risponda con altro odio. Vogliono trascinarci in una guerra demoniaca che ora sempre più gruppi islamici intraprendono. Ma questa spirale non deve ingigantirsi! Se ci lasciamo provocare, gli attacchi e le rivolte saranno all'ordine del giorno e l'Europa diventerà come i Balcani degli anni '90, se non un secondo Medio Oriente.

Opinioni del filosofo, Jan Hartman sul suo blog per Polityka, Polonia, 15/07/2016

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30 paesi, 300 mezzi di comunicazione, una rassegna stampa.

La rassegna stampa euro|topics ci mostra i temi che attraversano l'Europa, per riflettere un panorama variegato di opinioni e di idee.