Atene, fate come i greci: non lamentatevi

Articolo pubblicato il 27 aprile 2012
Articolo pubblicato il 27 aprile 2012
Una crisi può scavare un fossato tra "noi e loro", specialmente in prossimità delle elezioni. Mezzo milione di immigrati senza documenti* fanno della Grecia uno dei tre paesi europei (insieme alla Spagna e all'Italia) diventati il primo luogo di accoglienza per i richiedenti asilo.
I partiti di estrema destra cavalcano l'onda della contestazione "anti-immigrati", mentre regna un generale sentimento di sfiducia.

Cinque del mattino di domenica, vicino ai sobborghi di Tavros nel sud-est di Atene, è un mondo parallelo a quello che ho appena lasciato: la quarta notte di un evento organizzato da ‘Busking in Athenes’ allo Spirit Bar nel quartiere Psyri, alla moda, che celebra le strade della Grecia e il loro multiculturalismo con balli, musica e jam session. Scesa dalla fermata del taxi - dopo che l’autista mi ha consigliato di nascondere la borsa e ‘pensare con la testa e le gambe’ - incontro i richiedenti asilo che fanno la loro coda ogni sabato, prima dell’alba, per presentare i documenti ‘ufficiali’ alla polizia. L’ultima settimana, la polizia ha aperto le porte ai suoi clienti alle sei e mezza del mattino. Stasera, abbiamo mancato lo spettacolo; i primi 20 sono stati fatti entrare alle quattro. Quelli che aspettano il primo bus per tornare a casa mettono in ordine i loro fragili documenti: un permesso di soggiorno di trenta giorni in Grecia, e la domanda per una richiesta di asilo, con tanto di foto di passaporto, nome e lavoro dei genitori.

Reggae and blues

L’immigrazione in Grecia è vecchia di due decenni, cominciata con l’ondata di immigrazioni legali dai paesi vicini. “Gli albanesi sono venuti alla fine del regime di Hoxha, e si sono integrati facilmente nell’economia e nella società greca”, ricorda l’architetto Konstantinos Labrinopoulos. Costui si è trasferito dall’esclusivo quartiere di Kolonaki al più trendy Psyri, dopo la crescita esponenziale di episodi di violenza a Omonia, una delle tre piazze centrali, che formano un triangolo nel centro di Atene, con Montsirakis e Syntagma. “Dopo l’inizio del decennio, hanno cominciato ad arrivare gli iracheni, gli afgani, i bengalesi e i pakistani. Era diverso da quello che avevamo visto fino ad allora”. Infatti, la maggior parte degli immigrati irregolari non ha nessuna intenzione di rimanere in un paese in piena crisi, con un sistema che non fa distinzione tra chi fa richiesta d’asilo e chi è un semplice immigrato.

Un "muro" sta per essere costruito al confine tra Grecia e Turchia. Questo farà diventare l'Egeo l'unica via di passaggio tra le due frontiere.

Ritornando a Tavros, incontro tre congolesi che hanno fatto la fila per due giorni, senza risultati, sopravvivendo con la sola acqua. Parlano animatamente: “Ho bisogno dei documenti per vedere la mia sorella di ventidue anni” dice Coco, indicando con un cenno del capo la prigione dall’altra parte della strada. Gli uomini si fanno sempre più vicini, i menti abbassati contro il freddo, mentre provano le piacevolezze del nostro clima e imparano le sottigliezze legislative dell’Unione: un richiedente asilo deve rimanere nel primo Stato in cui è entrato. Hanno bisogno di sapere.. La ferita di uno degli uomini è fotografata da un membro di Amnesty International, che fanno il giro dell’isolato sulle loro macchine. Muhadin chiede perché “questi giornalisti” girano sempre attorno, quando non succede nulla: è la sua ottava settimana qui. Il ventiseienne, dal Bangladesh, vorrebbe raggiungere la Danimarca. Mentre camminiamo lungo la prigione, per far ritorno, i poliziotti rimangono fermi nelle loro tre o quattro macchine, fumando nel buio, con dietro le luci del loro piccolo ufficio. “Torna la prossima settimana. Non ti sei persa nulla, è tutto finito”, dicono voci diverse.

"Alba d'Oro", il partito di estrema destra, potrebbe segnare un risultato storico alle elezioni del 6 maggio. Il voto "arrabbiato", tuttavia, premia questi partiti indipendentemente dai loro programmi razzisti.

Supermarket di clandestini

La Grecia è sempre stata una società molto chiusa, con la presenza del nazionalismo e della dominante religione ortodossa” dice Thanassis Kurkulas, un tempo candidato per il partito di estrema sinistra Syiriza. Ci incontriamo in ‘paradiso’, scherza, riferendosi al Sick Dogs, un bar all’aperto circondato da alberi bassi, inondati dalla luce, da panchine di legno e amache su tre strati di sabbia. Mentre parliamo, i neo-nazi stanno devastando un dipartimento di matematica nel sobborgo di Zografu. Il professore di ingegneria informatica, brandendo il suo accendino, mentre fuma una sigaretta dopo l’altra, mi racconta di come ha fondato la scuola indipendente per immigrati Sunday nel 2004, che conta attualmente 500 studenti e 150 volontari; i suoi uffici sono nelle “zone ad alto rischio” di Aghios Panteleimonos. “Negli ultimi anni sono venuti sempre meno immigrati – almeno il 90% degli altri sta partendo perché non trova lavoro”.

Leggete Quei clandestini che Atene non vuole vedere su cafebabel.com

Il 29 marzo il ministro della protezione civile ha annunciate che 30.000 immigrati illegali saranno ospitati, nella migliore tradizione greca, in più di 30centri di accoglienza”, ricavati da caserme militari in disuso. Il partito comunista li ha subito chiamati “campi di concentramento”. Ad Omonia, quel giorno, una troupe televisiva ha filmato il rastrellamento dei clandestini.

Da un altro lato, un piccolo corteo di protesta contro la disoccupazione si sta formando. Sembra folto, ma non pericoloso. Un gruppo di poliziotti, involontariamente, mi spinge verso il centro auto-finanziato della comunità afgana, che Yunus Mohammadi ha gestito dal 2007. E’ stato uno degli 11 che hanno ottenuto un asilo nel 2004, su 6.000 richiedenti. “Mi ci è voluto un mese per attraversare il Pakistan, l’Iran e la Turchia come rifugiato politico, nel 2001”, ricorda. “Al mio secondo giorno qui avevo già un lavoro. La comunità greca era molto più ospitale, allora”.

Tre strade lontano, il centro afgano si occupa soprattutto di donne e bambini. Gli unici che incontro stanno preparando una lettura del Corano, e un pranzo di gruppo per l'indomani.

Vota per me

Nel settembre 2011, un richiedente asilo afgano, due anni più vecchio di lui, è stato assalito nell’Aghios Panteleimonos. Il primo processo per un crimine di questo tipo risale al 1999, e tutti si ricordano la storia del greco pugnalato a morte mentre stava portando sua moglie incinta all’ospedale, nel maggio 2011. Simili storie fanno parte del successo del partito ultranazionalista Alba d’Oro (Chrysi Avgi), che ha conquistato un posto nel consiglio municipale nel 2010. Il 50% dell’elettorato, “tradito” dalla coalizione dei socialisti e del centro destra, Pasok e Nuova Democrazia, “alleati della troika”, voterà per dei partiti radicali. Nel momento in cui scriviamo, l'Alba d'Oro, che ha bisogno del 3% dei voti per entrare nel Parlamento, è dato al 5%.

La conclusione è che né la maggioranza dei greci né gli immigrati sanno che, una volta in Grecia, vi rimarranno fino a che non saranno rimpatriati. “Dicono che non mi deporteranno”, mormora Muhadin, dal Bangladesh. “E’ vero?”. Quei greci ben informati sono frustrati dal Regolamento Dublino II, che impone agli stati membri di gestire da soli le richieste di asilo, e di rimpatriare in Grecia i clandestini e i richiedenti asilo se questi vengono sorpresi in un altro Stato dell’Unione.

Sul bus con i richiedenti asilo, resisto al tentativo di rapina di uno sconosciuto, vicino alla stazione metro di Omonia. Nella ressa disperata prima dell’alba, non potrei dire con certezza se era un greco, un clandestino, o qualunque altra persona.

* Hellenic foundation for European and foreign policy, Eliamep

Questo articolo fa parte di Multikulti on the Ground 2011-2012, una serie di reportage sul multiculturalismo realizzati da cafebabel.com in tutta Europa. Si ringrazia la redazione di cafebabel Atene: : Elina Makri, Giorgos Kokkolis e Natali Lekka.

Foto: © Colin Delfosse per 'MultiKulti on the ground Atene' di cafebabel.com/outoffocus.be; Piazza Omonia (cc) 612gr/ flickr/ 612.gr.