Atene: appuntamento a Gazi per una folle nottata

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2010
Articolo pubblicato il 12 febbraio 2010

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Gazi, oggi, è il quartiere più “in” di Atene. Vari eventi e cambiamenti hanno modificato, nel corso degli anni, lo stile di questo sobborgo. Dai bordelli e le prostitute fino alle sfilate dell’alta moda.

Il cuore dell'Atene antagonistaAd Atene, ogni quartiere ha la sua identità, il suo proprio aroma. La sua originalità. Nel centro cittadino quartieri molto differenti confinano tra loro: dal Kolonaki, cuore chic della città, all'Exarchia, la zona antagonista e anarchica della capitale greca. Più a sud, il Monastiraki e il Plaka proteggono i vestigi dell’antica Grecia che circondano l’Acropoli. Dal 2007, il prolungamento della linea della metropolitana ha fatto sì che nuovi spazi urbani diventino sempre più alla moda. Prendete il Keramikos, per esempio: il vecchio quartiere dei vasai ateniesi, situato a nord-ovest dell’Acropoli, significa in greco antico “terra cotta”. È Erodoto che ce lo dice. Con i suoi cimiteri e le sue antiche fortificazioni, il Keramikos ha un fascino quasi mistico.

La vecchi fabbrica trasfomata in un centro culturale a Gazi

Ma il più sorprendente è il quartiere Gazi: angolo dimenticato dopo i fasti dell’Antica Grecia, è diventato in seguito il centro della distribuzione del gas, da cui deriva il suo nome. In seguito divenuto rifugio per immigrati e clandestini, luogo di bordelli malfamati negli anni ’60, finisce per essere oggi una zona borghese, radical chic, grazie anche alle Olimpiadi del 2004.

Il quartiere ha visto moltiplicarsi caffè, bar, discoteche notturne e ristoranti di ogni genere. È proprio qui che Atene ha accolto i primi bar frequentati dagli omosessuali, oltre a nuovi teatri, la prima cineteca della città, e un centro culturale, il Technopolis. Inoltre, la vecchia “fabbrica del gas” è stata trasformata in uno spazio esposizioni. In questa specie di loft, il moderno e l’antico convivono e forniscono un adeguato decoro alla settimana della moda.

Foto di Rosa in Greece/flickr, greekadman/flickr, Panoramas/flickr