Associazioni cittadine locali per il raduno di resistenza iraniana a Parigi 

Articolo pubblicato il 10 giugno 2015
Articolo pubblicato il 10 giugno 2015

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In Iran si sviluppa il movimento pro-democrazia.

A pochi giorni dal gran raduno dell'opposizione iraniana, 330 associazioni e organizzazioni iraniane incoraggiano gli espatriati iraniani a recarsi a Villepinte il 13 giugno. 

La campagna di mobilizzazione è cresciuta grazie all'azione di associazioni cittadine locali di numerosi Paesi, tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca e Paesi Bassi.

L'eco della voce del popolo

Il sostegno internazionale è essenziale per aiutare il popolo iraniano a far sentire la propria voce e a rivendicare un futuro democratico libero dall'oppressione di una teocrazia nucleare.

Babak Dadvand, presidente dell'Organizzazione della Comunità Iraniano-Americana negli Stati Uniti, ha dichiarato a proposito del raduno: «Vista l'assenza di libertà d'espressione in Iran e il clima di paura e repressione, è impossibile per i cittadini iraniani esprimere i loro desideri, le loro aspirazioni, le loro disilluzioni nei confronti del regime.»

Secondo Dadvand, il raduno rappresenta un'occasione per «dimostrare la nostra capacità di organizzare le comunità», per farne «l'eco delle vere aspirazioni del popolo d'Iran: le nostre comunità rappresentano un legame vitale per il popolo iraniano e per le loro aspirazioni di un cambiamento democratico.»

Testimonianza del sostegno diplomatico 

Paulo Casaca, presidente dell'associazione ARC Human Kind (organizzazione con sede a Bruxelles che ha per obbiettivo promuovere i diritti umani), insiste sull'importanza del sostegno internazionale al movimento per mettere fine all'oppressione delle donne e alle esecuzioni di prigionieri politici.

«Una dissidenza si sta chiaramente diffondendo nel Paese, il governo non può che riformarsi o essere rovesciato. La cosa più difficile da prevedere è se la comunità internazionale sosterrà il popolo iraniano nel suo desiderio di democrazia e libero arbitrio.»

«Forse saremo in grado di rispondere a questa domanda dopo il 13 giugno, quando il Consiglio nazionale della resistenza iraniana riunirà a Parigi circa centomila persone da cinque continenti, con lo scopo di promuovere un cambiamento di regime nel loro Paese d'origine.»

Secondo Casaca, il popolo iraniano non si lascia intimidire nelle sue isporazioni a vivere liberamente, «sfidando le leggi repressive del regime, specialmente per quanto riguarda l'uso di informazioni e attività politiche che rischiano di mandarli in prigione. Ma il sostegno è sempre più necessario per far arrivare il messaggio agli iraniani pro-occidente che temono di beneficiare della protezione di una pressione diplomatica internazionale se sceglieranno di ricondurre le loro esigenze di riforma al centro del dibattito pubblico.»

«Messaggi di sostegno politico e un'attenzione mediatica positiva al raduno del CNRI avranno un ruolo fondamentale per far sapere a quelle persone che non dovranno nascondere ancora per molto il loro stile di vita moderlo e laico.»