Aspettando l’Eurofestival: la scena musicale russa

Articolo pubblicato il 20 aprile 2009
Articolo pubblicato il 20 aprile 2009

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Il grande festival della musica europea si terrà a Mosca dal 14 al 16 maggio prossimi. Un pretesto per dare un’occhiata al panorama musicale russo che non è solo t.A.T.u . e Gogol Bordello.

La musica POPolare

In modo non certo rivoluzionario, il genere più popolare in Russia è il pop. La primadonna della canzone russa è senza dubbio Alla Pogacheva, presente sul mercato musicale durante il comunismo, la perestrojka e la nuova democrazia russa. Solo recentemente ha dichiarato che si ritirerà dalle scene, anche se questo non significa che scomparirà dalla vita pubblica, perché la Pogacheva in Russia vale oro. Al secondo posto per popolarità, il cantante Dima Bilan, che ha spopolato in madrepatria, vincendo molti premi della Mtv russa e, tra l’altro, è stata proprio lui a portare l’Eurofestival a Mosca.

Musicalmente molto simile a Bilan troviamo Stas Pieha, che affascina i fan con la bella voce baritonale e il bel fisico, qualità che gli valgono i primi posti in quasi tutte le classifiche. La galassia delle stelle della cultura pop non può non nominare il più particolare: Vitas, dotato di una potente voce da controtenore di 5° ottava. Lo stile musicale di Vitas non è certo pop in senso stretto, ma questa fama gli deriva dalla popolarità in Russia e nell’Estremo Oriente.

Per finire, parlando del pop russo non si può non ricordare il duetto noto in tutto il mondo sia per le canzoni che per il dibattito sul loro orientamento sessuale: le t.A.T.u, famoso anche per i video che superano la mediocre media nazionale. 

La via russa all’Hip Hop

I cambiamenti strutturali del Paese hanno portato ad una rivoluzione nell’industria discografica dove, dagli anni Novanta, si è manifestato un filone di musicisti hip-hop. Forse nulla è più esotico dell’impianto della cultura musicale del Bronx sul suolo russo, ma tuttavia l’esperimento è riuscito con tutto quello che ci deve essere: beat, testi impegnati, enormi catene d’oro, auto veloci, belle donne e magliette D&G. Uno dei primi gruppi a uscire dall’anonimato sono stati i Kasta, che con il loro stile si rifanno ai suoni provenienti dalla costa orientale, in particolare al Wu Tang Klan.

Tra i più famosi sulla scena hip-hop si annovera anche Seryoga, produttore, proprietario della società KingRing, e allo stesso tempo innovatore dal punto di vista musicale, creatore dello stile unico delle “sporty chastushki” (genere di collegamento tra i beat hip-hop e la musica tradizionale russa delle chastushki). Ugualmente popolare è Timati, conosciuto anche come Mr. Black Star. E non manca il mito: Ratmira, morto tragicamente a 19 anni, all’inizio di una carriera promettente.

Underground: non solo Gogol Bordello

Underground ha una doppia definizione di musica “del sottosuolo” e non commerciale. Alla prima categoria appartengono i cantautori classici russi, Bulat Okudzhava e Vladimir Vysocky, la cui musica è da tempo assai popolare. Il pubblico internazionale conosce bene anche il punk rock ispirato alla musica tzigana dei Gogol Bordello. In realtà il gruppo risiede a New York e solo per 1/5 è composto da russi, ma nell’immaginario collettivo sono associati alla Russia. Non si può dimenticare lo ska punk dei Leningrad, contestatori attivi e incorruttibili della scena politica russa.

Di tutt’altro genere la musica del coro di cantanti Tuwy Huun Huur Tu, che utilizza la tecnica del canto armonico mentre, marginali sono invece il jazz (anche se non bisogna dimenticare Arkady Shilkloper e Igor Butman) e il blues.