Artisti di strada alla ricerca di una vita straordinaria

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2017
Articolo pubblicato il 09 ottobre 2017

Daniela Iezzi si descrive attraverso le sue scelte. Questa giovane artista italiana ha iniziato a suonare in piazza a Berlino, per poi cominciare un tour in giro per l'Europa. Fare l'artista di strada e incontrare migliaia di persone diverse fa evolvere ogni giorno la sua musica.  

Da quanto tempo fai la musicista di strada? Cosa ti ha spinto a iniziare?

Ho iniziato solo tre anni fa, mentre ero a Berlino. Un anno prima avevo chiuso una relazione malsana durata otto anni e fino a quel momento avevo vissuto quella che si potrebbe definire una vita normale, almeno per un musicista: avevo insegnato per 14 anni in diverse scuole di musica e cantavo in alcuni gruppi. Sarei dovuta andare per due settimane a Berlino per la prima volta con un’amica, poi lei ha inaspettatamente trovato un lavoro a Londra e io ho deciso di andarci comunque da sola e di vivere questa città di cui tutti parlavano. Così ho preso il mio zaino, sono andata a Berlino, ho dormito in un ostello per la prima volta nella mia vita e vedere tutti quei musicisti che suonavano nelle strade, centinaia di musicisti in tutta la città, è stata un’esperienza illuminante! Lì ho avuto la fortuna di conoscere Riccardo Moretti, un famoso musicista di strada italiano con il suo progetto Tribal Need e sono rimasta sbalordita nel vedere la folla che lo ascoltava, che comprava la sua musica. Gli ho parlato perché volevo approfondire questo concetto e lui mi ha raccontato com’era cambiata la sua vita negli ultimi 15-20 anni, da quando aveva iniziato a suonare per le strade.

È stato allora che ho pensato: "Voglio fare questa vita. Voglio viaggiare per il mondo ed essere libera, avere la possibilità di incontrare persone che mi possano aiutare a far evolvere la mia musica”. Lui mi ha detto: "Se hai un progetto musicale, questo è il modo più semplice per diffonderlo. Acquista una batteria per auto, un inverter e una cassa e inizia!” Così sono tornata a Roma e ho deciso di comprare l'attrezzatura e anche un looper, perché era il momento di fare qualcosa di diverso per poi andare a Berlino l'anno seguente e provare a fare la musicista di strada. E sono tornata a Berlino, per tre mesi  questa volta. All’inizio è stata dura, ho avuto problemi con gli strumenti (con l'inverter), così nei primi mesi non ho potuto suonare molto. Ma non mi sono arresa. Ho anche incontrato altri musicisti e ho capito che suonare in strada è un'esperienza davvero costruttiva. Inoltre allora non sapevo ancora l'inglese, quindi all'inizio ho avuto qualche problema di comunicazione (ride), poi ho deciso di seguire un corso, di imparare la lingua e di potermi esprimere come volevo".

Meccanismi è il tuo progetto musicale. Di cosa si tratta? Com'è iniziato e come si è evoluto?

Meccanismi è un progetto molto importante per me, pieno di sentimenti personali, ed è cambiato molto nel corso degli anni. Ho iniziato a creare la prima versione nel 2011, dopo un lungo periodo di terapia e con una lunga carriera come cantante e insegnante alle spalle, ho deciso di comporre la mia musica, perché sentivo di voler fare qualcosa per me stessa, dovevo essere coraggiosa ed esprimere me stessa e la mia debolezza, la mia fragilità senza paure, sentivo di volermi mettere a nudo, in senso metaforico! Con l'aiuto di un fonico, Andrea Mazzucco, abbiamo registrato e messo insieme 10 canzoni, in un periodo di due anni e mezzo, nel mio splendido appartamento di 14 metri quadri a Roma. È stato un vero genio che mi ha permesso di lavorare sui suoni come volevo e alla fine ho potuto arrangiare, scrivere e cantare da sola. Avevo bisogno di fare questo album per me stessa, era un percorso emotivo fatto per aiutare me stessa, ma anche gli altri, spiegando che siamo tutti esseri umani con meccanismi psicologici simili. Non c’è nulla di strano, non dobbiamo aver paura di questi meccanismi, ma è meglio comunicare con gli altri, chiedere aiuto se lo riteniamo necessario. Ho deciso di scrivere dieci canzoni sui miei meccanismi.

Così, ho registrato il primo album con le mie tastiere, la mia chitarra e altri piccoli strumenti. Volevo dar vita a uno spettacolo più grande, combinarlo con altre arti, come la danza, le acrobazie del circo, la mappatura video, questa era la mia idea all'inizio. Avevo trovato una produttrice interessata al mio progetto, ma purtroppo si è tirata indietro a causa di questioni familiari, ho anche ricevuto sostegno attraverso il crowd-funding, ma uno spettacolo che renda giustizia al progetto avrebbe un costo molto più elevato. A quel punto il mio progetto era bloccato, perciò quando ho conosciuto Riccardo Moretti a Berlino ho capito che la musica di strada era davvero il modo ideale di diffondere la mia musica e di  essere indipendente e, prima o poi, poter realizzare questo progetto come volevo. Ed è così che Meccanismi è cambiato completamente! Ho rifatto l’arrangiamento di otto canzoni dell'album originale usando solo il looper e ho iniziato ad esibirmi a Berlino. La gente era attratta dalla mia musica e mi sono resa conto che era possibile fare le cose in grande, ma so che devo fare una cosa per volta. Ci vogliono tempo e fatica e il mio progetto è ancora in evoluzione.

Hai viaggiato molto con la tua musica. Quali sono stati i momenti più significativi?

Dopo aver cantato per le strade di Berlino per cinque mesi lo scorso anno (la mia seconda volta come musicista di strada a Berlino) ho deciso di girare l’Europa. Ho avuto delle belle esperienze a Berlino, è il posto in cui ho iniziato e per questo lo porto sempre nel mio cuore. Credo anche di aver scoperto che sono una viaggiatrice e voglio andare in giro, vedere il mondo, essere attratta da persone, città, luoghi, odori, colori... Voglio vedere il mondo. Quando si viaggia, si vedono situazioni diverse, persone con problemi, pensieri diversi e c'è molto da imparare da ogni persona e da ogni situazione. Ho avuto esperienze bellissime anche a Colonia, lì i musicisti di strada possono concentrarsi davvero sul loro lavoro: la polizia ti dice semplicemente quali sono le regole, ti spiega che puoi suonare ogni giorno, devi solo interrompere ogni 30 minuti, ti fermi e cambi posto, aspetti 30 minuti e poi torni a suonare. A Berlino invece, spesso devi correre il rischio perché non ci sono regole precise. A Lubiana mi è successa una cosa molto bella: un uomo ha offerto a me e al mio ragazzo (nota: Daniela e il suo fidanzato Jonathan stanno viaggiando insieme) la sua casa nel centro città per cinque giorni gratis! Tutto ciò solo perché aveva ascoltato la mia musica, mi aveva chiesto più informazioni sul mio progetto e io gli avevo spiegato l'aspetto psicologico che l'aveva davvero colpito. Dieci minuti dopo, ci ha offerto il suo appartamento per aiutarci a realizzare il nostro spettacolo in città! Sono giunta alla conclusione che talvolta le persone possono offrirti cose buone perché sentono una connessione, sentono che sei onesto nel tuo modo di vivere. È qualcosa di bello, non si può spiegare.

Che consiglio daresti a qualcuno che sta considerando l'idea di diventare artista di strada? C'è qualcosa che avresti voluto sapere prima di iniziare?

A qualcuno che stia considerando l’idea di diventare musicista di strada direi: “Vai e fallo!” È bello, è una bellissima cosa da fare. Scoprirai molte cose, percepirai te stesso e le persone che ti circondano in maniera diversa. In strada puoi entrare in contatto con te stesso, perché a volte la situazione può essere davvero sconvolgente. Consiglio di provarci perché è l'unico modo per riconsiderare la propria vita al giorno d’oggi. A volte si può pensare che la propria vita sia orribile, piena di problemi, ma in genere non vediamo cosa sta accadendo fuori, cosa succede in strada, cosa succede nel mondo. Ho conosciuto persone con problemi enormi, ma con una forza altrettanto grande e penso a loro ogni giorno perché mi hanno insegnato qualcosa. Forse è questa la parte migliore di questo lavoro, non il denaro, la fama, il successo. È un'esperienza interessante dal punto di vista antropologico. Quindi io suggerisco di partire alla scoperta di cose nuove!

Cosa sogni per il futuro?

Di continuare a dare il meglio! Sto già facendo quello che voglio fare, ho già realizzato i miei sogni. Quattro anni fa questa vita era una cosa lontanissima da me, non potevo aspettarmi di diventare la donna che sono, di viaggiare con il mio trolley da 50 chili! Quattro anni fa mi trovavo in uno stato d'animo completamente diverso, insegnavo in una scuola di musica, avevo una vita normale. Perciò si può dire che ho già realizzato il mio sogno di viaggiare per il mondo, il sogno della libertà, ed è meraviglioso. Ma i sogni possono sembrare irraggiungibili, forse è meglio parlare di obiettivi per il futuro. Non ho grandi obiettivi come essere super ricca, o avere milioni di seguaci sui social tanto da non poter più passare inosservata, sarebbe troppo stressante! L'idea è quella di continuare a migliorare il mio progetto, voglio acquistare un altro dispositivo e lavorare ancora di più sul suono in modo da riflettere completamente quello che ho in mente, ci sto lavorando! In inverno voglio lavorare su nuove canzoni, voglio espandere il mio progetto. Vorrei anche avere la possibilità di trovare un produttore che mi possa aiutare a diffondere ancora di più la mia musica nel mondo, vorrei suonare in luoghi meravigliosi, eventi, festival, teatri, avere un bel pubblico, che se capisca la buona arte. In futuro voglio continuare a sviluppare questo spettacolo utilizzando il mio looper e la mappatura video, è una tecnologia talmente incredibile! Per ora, devo continuare a lavorare e considerare il progetto un'idea straordinaria da tenere pronta. E, naturalmente, l'obiettivo finale è quello di diventare una persona migliore.

Meccanismi di Daniela Iezzi su Facebook https://www.facebook.com/pg/Meccanismi

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Daniela Iezzi su SoundCloud https://soundcloud.com/daniela-iezzi