Arte urbana tra le mura antiche dei Medici 

Articolo pubblicato il 13 dicembre 2014
Articolo pubblicato il 13 dicembre 2014

La nostra bellissima Firenze non è particolarmente famosa per l'arte contemporanea o, per meglio dire, underground. Forse perché notoriamente è conosciuta come la città “culla del rinascimento". In realtà la street art si sta facendo largo anche tra gli antichi vicoli fiorentini. 

Quelli che conoscono bene la città sono sicuramente capitati nei luoghi più importanti della street art fiorentina: il sottopassaggio in piazza delle Cure custodisce i capolavori dei graffitari della città, che ormai da molti anni lavorano sui muri del sottopasso, garantendo ai curiosi una mostra permanente e variegata. Nel sottopassaggio si trovano otto gallerie dove, se siamo fortunati, possiamo incontrare i writers al lavoro sulle loro nuove opere. A rendere ancor più particolare l'atmosfera è Salvatore, Totò per gli amici, una vera urban legend che si occupa di pulire il sottopasso, dispensare consigli ai passanti e garantire sempre un po' di musica di sottofondo. Il tutto volontariamente. 

Quattro nomi da non dimenticare

Tra i protagonisti più conosciuti della street art fiorentina sicuramente c'è il francese Clet, le cui opere non passano certo inosservate. Camminando per strada o provando a parcheggiare la macchina nei vicoli della città, sicuramente ci troveremo davanti uno dei suoi cartelli stradali modificati. Clet lavora in Italia, e in particolare a Firenze, da ben 18 anni ma i suoi interventi urbani si possono trovare anche a Bologna, Milano, Roma, Palermo e Londra. 

Le sue opere, nonostante le polemiche, stanno riscuotendo abbastanza successo grazie a dei collezionisti privati, europei e americani. Importante ricordare l'installazione di Clet fatta nel 2010, quando ha iniziato il suo progetto dei cartelli stradali: un autoritratto dell'artista nel cuore del centro storico fiorentino, a Palazzo Vecchio, che ha lasciato senza parole l'arte contemporanea italiana. 

I misteriosi lavori di Blub sono apparsi a Firenze quest'anno. La domanda a cui l'artista cerca di rispondere nelle sue opere è: "L'arte sa nuotare?". Il suo messaggio, inizialmente poco chiaro, ha poi riscosso un grande successo tra gli abitanti e i turisti della città. Perciò possiamo rispondere: “Sì, l'arte sa nuotare!”. Blub mette una maschera da sub, con tanto di boccaglio, alle opere d'arte più famose, ai grandi personaggi della storia ma anche alle celebrità più popolari. Così, facendo una passeggiata verso Palazzo Vecchio, possiamo incontrare gli Amanti di Magritte in versione subacquea, mentre in piazza della Passera ci guarderà con sospetto il profilo subacqueo di Dante. 

Blub, come Clet, non si è fermato al centro storico di Firenze: diventato famoso, ha lasciato le sue tracce anche a Roma e in Spagna e, con le sue maschere, ci continua a mettere in guardia contro la crisi storico-politica che stiamo attraversando. Il messaggio è chiaro: quando ci troveremo tutti con l'acqua alla gola, la soluzione (simbolica) sarà mettersi la maschera e cercare di sopravvivere a questo periodo. Chissà che non si tratti di un'opportunità di cambiamento. 

Un altro street artist che fa impazzire Firenze si chiama Exit/Enter. Con il suo nome, l'artista fiorentino ci ricorda come tutte le situazioni abbiano sempre un'entrata e un'uscita. I suoi piccoli uomini neri stilizzati, nati anni fa nei suoi disegni, sono fuggiti dalla carta per finire sui muri della città. I messaggi delle opere di Exit/Enter sono critici ma semplici e, per questo, facilmente comprensibili. Ognuno di noi, osservandoli, non può fare a meno di trovare il suo preferito. I temi sono tanti: exit, enter, love, lost, free, contact e altri. 

Dietro gli Urban solid, invece, si nasconde un gruppo di talentuosissimi artisti. Fondata da due ragazzi di Milano, la crew lavora con il 3D da ormai 5 anni, usando colori estremi in modo molto provocatorio. Lavorano con parti anatomiche, oggetti o figure riprodotte a grandezza naturale. Il loro scopo è quello di denunciare la crisi dell’economia internazionale e di risvegliare la coscienza del mondo contemporaneo attraverso opere d'arte dislocate in città. In Italia hanno conquistato Milano, Firenze e Torino, mentre all'estero hanno lavorato a Londra, a Parigi e ad Amsterdam.                               

Iniziative per rinfrescare la città

Finestra con vista                                                                                    Tre mesi fa, sui muri, sulle finestre e nelle nicchie di Firenze sono apparse diverse installazioni, dipinti e graffiti. Le opere del movimento Finestra con vista hanno conquistato la città dando un'opportunità agli esploratori urbani di scoprire nuovi segreti della nostra realtà quotidiana. L'idea è nata da Clet e Yan Blusseau, rappresentanti di Art Mob ed entrambi artisti francesi residenti a Firenze che, la notte del 15 settembre, hanno coinvolto 39 persone tra street artist, designer e pittori. Attraverso le loro opere sia i cittadini sia i turisti  possono avvicinarsi un po' di più all'arte contemporanea di Firenze, scoprendo un lato della città del tutto insospettabile: Firenze non è più soltanto il centro del Rinascimento, ma anche una tappa importante per i cultori dell'arte urbana. Inoltre, per rendere accessibili queste opere ad un pubblico più vasto possibile, gli artisti hanno creato una mappa della città in cui sono indicati i luoghi delle installazioni. 

Il movimento Creative waste                         Una delle iniziative più interessanti dell'evento “Comics in Context 2014” è stata quella di invitare a Firenze giovani artisti locali per esprimere la loro creatività sui  cassonetti dell'immondizia della città. Percorrendo queste strade  - via dei Magliabechi, via Forlanini o il piazzale di Porta Romana per esempio - troverete di sicuro i cassonetti “più contemporanei d'Italia”. Ovviamente non tutti gli abitanti di Firenze sono contenti del lavoro che fanno questi "presunti artisti": tanti interpretano la street art come un danno alla città antica che, sempre secondo loro, dovrebbe rimanere così com'è, senza far vedere che è ancora viva e vissuta non solo dai turisti, ma anche da talentuosi urban artist italiani e stranieri. Nonostante le precauzioni prese dagli artisti – quelli della Finestra con vista non hanno lavorato su pietre antiche e hanno creato opere facilmente lavabili o staccabili – non è stato facile convincere la gente che la street art si può chiamare arte senza virgolette. Tra i lavori più criticati anche un'opera di Clet che, sfruttando una parete con nicchie e finestre, crea una faccia con la bocca aperta dove entrano, di profilo, due sagome nere. Il tutto affisso e disegnato proprio sotto un tabernacolo con crocifisso affrescato. E, insieme a questo, sono tanti i lavori considerati irrispettosi dal punto di vista religioso e spirituale.                                                                                  

Mentre in Belgio...                                            

Poco tempo fa alla Galleria Cappelleschi di Knokke-Heist, in Belgio, è stata aperta una mostra molto interessante, dedicata proprio alla street art italiana. Le opere scelte per mostrare il panorama artistico urbano d'Italia sono le stesse che vi abbiamo raccontato anche noi. L'esposizione durerà fino al 4 gennaio 2015, quindi c'è ancora tempo per  visitare la galleria: dopo tutto non succede molto spesso di poter vedere questi preziosissimi lavori in una mostra!

Per visualizzare la galleria fotografica completa, visita Cafebabel Firenze su Flickr.