“Arrivano gli spagnoli!”: paura e delirio a Natale

Articolo pubblicato il 13 dicembre 2012
Articolo pubblicato il 13 dicembre 2012
Il piccolo di casa passa tre ore davanti al piatto in tavola, senza degnarsi di mangiare? Non riesci a fare in modo che se ne vada a letto prima di mezzanotte senza rompere le scatole? Combatti ogni giorno con un pigro in versione ridotta al quale non sai più in che lingua intimare di darsi una mossa? In Olanda, minacciarlo con l'arrivo di una ciurma di spagnoli sortirebbe un effetto insperato.
Un ventaglio di spauracchi e personaggi da incubo, in tutte le lingue d'Europa.

Dramma a cafebabel.com. Il quinto giorno di dicembre, mentre i bambini olandesi e belgi aspettavano l’arrivo di Sinterklass – il Babbo Natale che, tra l’altro, viene dalla Spagna – e giusto nel momento in cui mi accingevo a leggere l’analisi della trionfante rielezione della Merkel come segretaria del suo partito, ricevetti il colpo: “Ti tocca scrivere la Torre di Babele di questa settimana”.

La sventura, la cancelliera e la festività olandese si incrociarono in una peculiare congiuntura astrale nella mente – la mia – con un’espressione che avevo letto da qualche parte: “Attenzione, arrivano gli spagnoli!”. Il perché di questa associazione mi è ancora sconosciuta. Immagino che sia perché l’avvertimento – autoritario come la Merkel – si sia aggrovigliato con i Paesi Bassi e la loro tradizione che ha origine nel sud.

Anche se sembra ormai anacronistico, questo avvertimento si usava di solito per intimare ai bambini olandesi e belgi di comportarsi bene. Insieme alla formula molto più pomposa ¡Que viene el duque de Alba! (“Guarda che viene il duca di Alba!”, ndt), con un chiaro riferimento all’antica dominazione spagnola su quelle terre. Mentre nel mondo ispanofono questa espressione si tradurrebbe con un semplice “¡Que viene el Coco (o Cuco)!”, i francofoni preferiscono minacciare con l’arrivo del croque-mitaine, da non confondere con il Père Fouettard che, come lo Zwarte Piet olandese compare verso Natale per istigare i piccoli ribelli.

Gli italiani di solito o minacciano con “Sta arrivando l'Uomo Nero”, oppure menzionano l’onomatopeico Bau Bau, che dà anche il nome al personaggio Oogie Boogie in "Nightmare Before Christmas" (Tim Burton, 1993). La mitologia slava, invece, rappresenta questo essere in una forma femminile: in polacco, per esempio, è conosciuta come Baba Jaga. Se il fatto di sapere che la sua caratteristica è quella di rapire e, probabilmente, mangiare i più piccoli della casa non è abbastanza spaventoso, sappiate che abita in una capanna costruita su delle zampe di gallina (Attenzione ornitofobi!).

Tuttavia, ho il dovere morale di ritirare l’aggettivo autoritario riferito alla Merkel. Solamente i tedeschi potrebbero trasformare il loro temuto Butzemann – in inglese Boogeyman – in questo:

Illustrazioni: copertina, (cc) Anant N S/Flickr; nel testo, (cc) Wikisource. Video: elasterock/YouTube.