Arriva la circolare Guéant: la Francia chiude le porte agli studenti stranieri

Articolo pubblicato il 05 dicembre 2011
Articolo pubblicato il 05 dicembre 2011
La cosiddetta "Circulaire Guéant" sta gettando discredito sulla Francia. Viene da chiedersi: si inserisce in una politica d'immigrazione a lungo termine o è invece pura propaganda elettorale per le presidenziali che si terranno ad aprile 2012? Una strategia giocata sulla pelle degli studenti stranieri, costretti da mesi a fare ritorno a casa propria.

Come immaginiamo un clandestino? Come una persona che, per definizione, soggiorna in un paese illegalmente. Nel caso di Nabil Sebti, il clandestino indossa jeans, scarpe da tennis e una felpa blu della prestigiosa università francese HEC, parla correntemente diverse lingue, ha da poco ottenuto un master e fondato due micro-imprese sul suolo francese. E per anni ha pagato una retta sostanziosa a una delle più conosciute scuole di economia d’Europa. Soltanto il cartello che porta al collo ci avverte che da un mese Nabil si trattiene in Francia illegalmente. In Francia, il paese dove il giovane marocchino ha trascorso l’infanzia e dove ha programmato il suo futuro. Negli ultimi tempi Nabil, fresco di master, ha rinunciato a indossare in metropolitana le felpe col cappuccio –preferisce uno stile da uomo d’affari, camicia e giacca - per non essere scoperto…

Nome in codice: "Circolare della Vergogna"

(Foto ©Davide Riccardo Weber)Il venticinquenne Nabil è vittima della cosiddetta Circulaire Guéant [Circolare Guéant], inviata dall’omonimo ministro degli interni a tutte le prefetture di Francia e benedetta dal ministro del lavoro Xavier Bertrand. La missione ufficiale del ministero? ‘Le procedure per la modifica dello stato di soggiorno (permesso di studio e permesso di lavoro per i cittadini extracomunitari) devono essere sottoposte a maggiori controlli’. Traduzione: più timbri di rifiuto sulle richieste di permesso di lavoro avanzate da studenti extracomunitari, in modo che il numero annuale di immigrati legali (200.000 in Francia) si riduca del 10% entro la fine dell’anno. Da un pezzo dunque la Francia espelle i laureati stranieri, solo per evitare che alle elezioni presidenziali di primavera l’ala conservatrice degli elettori di estrema destra passi al Front National dell’erede di Le Pen, la figlia Marine. Una strategia elettorale non nuova: i 300 studenti circa che lo scorso 12 novembre si sono dati appuntamento alla stazione della metro Varenne, sanno che per una manciata di voti il loro futuro viene scambiato con un biglietto aereo di sola andata.

Per questo Nabil, assieme ad altri studenti colpiti dal provvedimento, ha fondato il Collectif du 31 Mai, che chiede il ritiro della circolare. Politici di ogni schieramento, rettori di molte università e presidenti di ditte come L’Oréal o Ernst & Young, cui preme la propria immagine internazionale, hanno aderito al movimento contro la decisione del ministero degli Interni. “Perfino tra i conservatori sono più i contrari alla circolare che i favorevoli”, osserva Nabil indignato. “Per l’amor del cielo, chiedete a Guéant di ritirare la circolare”, implora l’ex ministro della cultura Jack Lang su France 2.

Dopo "l'idraulico polacco", “l’ingegnere marocchino”

Alla manifestazione di Parigi risuonano gli altoparlanti degli Indésirables – gli Indesiderati: "Guéant si tu savais, ta circulaire où on se la met" [Guéant, sai dove la mettiamo la tua circolare?]. Nabil indossa una fascia sul braccio con su una grande lettera C. Sui cartelli degli altri studenti sta scritto ‘2 mesi’, a volte ‘4 o 5 mesi’. È il tempo che resta loro per ottenere una risposta dalla prefettura dei competenza. Per legge, dopo 6 mesi di attesa, i migliori laureati stranieri di Francia devono prepararsi a fare ritorno a casa. Studi conclusi, diploma ottenuto: espulso! Dopo l’idraulico polacco, la famiglia europea ha trovato un nuovo capro espiatorio: “l’ingegnere marocchino”, così Omar Saghi, professore a Sciences Po, descrive sul quotidiano Libération la stigmatizzazione dello straniero nel paese di Sarkozy.

La France aux Français – la Francia ai francesi

Che da quando è al potere Sarkozy batta sul tasto del nazionalismo, è cosa nota. Da anni ormai, con l’istituzione di un ministero per l’identità, il rimpatrio di cittadini rumeni, e la messa in discussione della libera circolazione in Europa, la trasformazione della Francia in una fortezza va diventando sempre più chiara. Adesso si vuol rendere la vita difficile ai migliori studenti stranieri. Anche se in Francia mancano gli ingegneri.

Nemmeno all’estero questa politica dell'immigrazione a breve termine è vista di buon occhio. Secondo il rettore di un’università, spiega Nabil, la Cina avrebbe già minacciato di escludere i francesi dai programmi di volontariato internazionale. Nessun altro paese europeo, continua Nabil, ha emanato misure tanto severe nell’ultimo periodo. Fa eccezione la Gran Bretagna, dove il ministro per l’Immigrazione Damian Greenha introdotto in aprile nuove restrizioni ai permessi di soggiorno per studenti. In Germania, dove la penuria di lavoratori specializzati si fa già sentire, nel giugno di quest’anno le politiche sull’immigrazione per lavoro si son fatte addirittura meno rigide. Per il momento però, solo per medici e ingegneri.

"Questa circolare ci colpisce nella nostra dignità. Nuoce alle imprese, agli istituti di formazione e al buon nome della Francia"

Ndew Ndour, studente senegalese di 23 anni, vuole aspettare. All’informatico restano ufficialmente due mesi. In via ufficiosa la sua prefettura gli ha fatto capire però che dopo le elezioni la situazione si farà più rilassata. Una studentessa camerunense di 24 anni, che desidera restare anonima, è sicura che le pratiche vengano trattenute per sei mesi di proposito. Come 300 studenti prima di lei, si prepara al ritorno a casa. E Nabil? "È triste osservare come, grazie alla mia presenza sui mezzi di comunicazione, io non abbia alcun problema. Ma me ne andrò. Per principio! La Circulaire mi ha preso tutto, le aziende le ho chiuse. Le mie risorse finanziarie sono praticamente a zero. Questa circolare ci colpisce nella nostra dignità. Nuoce alle imprese, agli istituti di formazione e al buon nome della Francia. Tra 15 anni, quando magari avrò un posto di responsabilità e avrò a che fare con la Francia, questa storia tornerà a galla, sicuro al cento per cento.“

Illustrazioni: Foto ©Davide Riccardo Weber; Video: (cc)cafebabel.com/YouTube