ApoDec Salonicco – Design con lo spirito dello scambio

Articolo pubblicato il 28 agosto 2014
Articolo pubblicato il 28 agosto 2014

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Tempi duri richiedono misure drastiche. La domanda "Cosa so fare?“ è diventata il principio guida di un'intera generazione. Marianna e Tenia di Salonicco non provano  a trovare semplicemente una risposta, ma trasformano la domanda in un concetto di business. La scena creativa cittadina si riunisce nella loro sala ApoDec e si mostra. Superare vecchi schemi è un compito della comunità.

È difficile capire cosa vedi esattamente, quando entri per la prima volta nel salone ApoDec, sulla Stratigou-Sfetsou-Thoma di Salonicco. Una galleria? Un ufficio progetti? Un’aula seminari? Uno spazio per lavori di gruppo? Ma è esattamente questa l’attrattiva di un’idea che porta qualcosa di totalmente sconosciuto nella seconda città più grande della Grecia. ApoDec combina vari concetti e offre rifugio a tutti coloro i quali sono in cerca di opportunità per sviluppare le proprie idee.

Marianna e Tenia sono due product designer. Dopo gli studi a Salonicco e Barcellona – come tanti altri giovani europei ai tempi della crisi – si sono chieste: “Che cosa possiamo fare?” Ispirate da progetti in altre città in giro per il continente, il pensiero di creare uno spazio in cui questa precisa domanda funzioni da base concettuale, è cresciuto costantemente nelle loro menti. “ApoDec è uno spazio multifunzionale. Ospitiamo laboratori, mostre o presentazioni di libri. Lavoriamo anche con un gruppo che organizza dibattiti aperti”, spiega Marianna. “è un posto per gente che fa diverse cose nella vita e in questo modo stiamo provando a combinare le arti e la cultura con la nostra formazione di designer,” spiega Tenia per descrivere il concetto.

È da oltre un anno e mezzo che la sala, che si estende su due piani, offre un ambiente aperto per creativi pionieri. Oltre ad un laboratorio di sette giorni sull’architettura parametrica, presentazioni di libri e di business, mostre, hanno ospitato anche i primi due eventi dell’iniziativa di crowd-funding Feast Thessaloniki (di cui abbiamo scritto), una performance anti-narrativa e le riprese di un video punk-rock, per il quale Marianna e Tenia hanno creato le scene. “Offriamo spazio a tutti i progetti che riflettono adeguatamente la nostra idea. La parte più interessante di questo sta nel far incontrare le persone”, spiega Tenia per definire l’attrattiva del suo lavoro.

Cooperation reloaded

Lo spirito di lavoro di squadra non è mai stato tanto affermato in Grecia quanto oggi, durante la crisi. Le vecchie gerarchie e i business familiari rigidamente organizzati non lasciavano tanta libertà per lo sviluppo e l’innovazione. E molti dei problemi più urgenti del paese sono ancora radicati su questo terreno: l’amministrazione non trasparente e inflessibile così come il fatto che le banche greche non concedono prestiti a idee nuove, causano tremendi ostacoli ai giovani imprenditori. “Le leggi cambiano costantemente e hai per forza bisogno di un commercialista che ti assista in queste procedure”, racconta Marianna dalla sua esperienza come fondatrice di un business. “Ma allo stesso tempo, è anche importante guardare alle opportunità che la città offre e trovare soluzioni a tanti problemi.”

“Ci troviamo in una situazione in cui si possono creare tante cose nuove. Quando sono tornata a Salonicco da Barcellona ho trovato una città completamente nuova”, ricorda Tenia, indicando i numerosi sviluppi che hanno avuto luogo, specialmente durante gli anni della crisi. E soprattutto i giovani sono alla ricerca di nuove opportunità.” A differenza del passato, oggi le persone non sono più riluttanti quando si tratta di chiedere supporto. Ci sono tanti che vengono con idee e domande del tipo “Mi puoi aiutare?”, “Lo possiamo fare insieme?” o “Si può effettivamente realizzare?”, spiega Marianna. Ma non è soltanto la crisi che spinge questo spirito di collaborazione. L’esperienza di vivere all’estero e gli scambi culturali ad essa connessi sono ugualmente importanti.

In molti campi non è semplice concentrarsi su una cosa sola e raggiungere l’indipendenza economica. Soprattutto business creativi richiedono un ampio know-how, impressioni da altri campi e aree di competenza che espandano la competenza centrale e aiutino a superare le barriere tra categorie come, ad esempio, arte e design. Ma è specialmente questa urgenza di pensare fuori dagli schemi che aumenta il fascino di questi lavori. “Quando le persone mi chiedono cosa faccio esattamente, non so cosa rispondere”, spiega Tenia sulla sua situazione. “Non sono soltanto un designer o un’imprenditrice o un’artista e non penso che questa sia una cosa negativa. Al giorno d’oggi devi modificare constantemente i tuoi campi e le tue attività, e ciò nonostante, ti porti tutti le tue esperienze professionali dentro di te e le applichi.”

Specialmente per queste nuove forme di multi-professionalità, ApoDec offre un concetto adattabile. Lo spazio progettuale offre terreno fertile a tutto coloro che sono interessati ad evolversi attraverso lo scambio e, in questo modo, incontrare nuove strutture. In tempi in cui rompere i vecchi schemi appare più urgente che mai, questa strategia si mostra essere l’approccio necessario. Definizioni ultra-rigide vengono messe in discussione, le idee si evolvono in un ambiente aperto e così fiorisce un nuovo modo di pensare. Ma lo scambio diretto non è l’unico risultato delle date circostanze. Il modo di affrontare la situazione rende visibile un confronto produttivo con la crisi che è già in atto. E: il principio di tutto è la comunicazione. “Noi siamo qui”, dice Marianna. “Possiamo prenderci un caffè e pensare a cosa possiamo realizzare insieme.”

Contatto Facebook: https://www.facebook.com/apodecdesign