Aperta e senza frontiere: l'Europa allo stato grezzo

Articolo pubblicato il 14 marzo 2016
Articolo pubblicato il 14 marzo 2016

Non c'è bisogno di sottolineare che le frontiere sono un motivo di tensione in Europa. In un periodo in cui Schengen è sotto una minaccia continua, un fotografo francese, Jef Bonifacino, ha deciso di mostrare il nostro Vecchio Continente senza frontiere. Una boccata di ossigeno.

Jef Bonifacino ha girato l'Europa in lungo e in largo per 5 mesi, alla scoperta dei paesaggi e delle relazioni profonde che legano gli abitanti ai loro territori. L'idea? «Mostrare l'Europa letteralmente dal punto di vista della terra». Jef la racconta con una serie di fotografie, da guardare come un'espolorazione ai confini del Continente.

Jef ha portato la sua reflex ai quattro angoli d'Europa. Dall'estremo nord (Isola di Mageroya, Capo Nord, Norvegia) al punto più meridionale (l'isola di Gozzo, a sud di Creta), passando per il centro geografico (Purnuškės, Lituania) e dall'estremo più occidentale (Cabo da Roca, Portogallo) a quello più orientale (Vorkouta, monti Urali, Russia).

La tesi di Jef si poggia su una certezza: «Le Nazioni e l'Europa sono una visione dello spirito». Ricorda che fu Pierre Lapie, geografo del re Carlo X, a stabilire nel 1837 che l'Europa si sarebbe estesa dall'Atlantico agli Urali, separando in due l'Eurasia. Da allora questa definizione dell'Europa geografica non è mai più cambiata.

Jef spiega che l'Europa è paradossalmente più variegata senza frontiere: «Più grezza, difficile da vivere, ma aperta,» aggiunge.

Jef Bonifacino ha già fatto il suo giro del mondo, ma non di quello più conosciuto. Il fotografo, laureato all'Université d’Art Plastique di Bordeaux, è partito - tra le altre destinazioni – per il Grande West americano, a Minsk, nell'ultima dittatura d'Europa, e in Crimea, prima di tutti gli altri. Ha anche pubblicato su cafébabel.

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Da visitare: Mostra fotografica Europe, alla Maison d'Europe et d'Orient (Parigi, dal 18 marzo al 1 aprile) e al Festival Itinéraires des photographes voyageurs (Bordeaux, aprile 2016).