Angelo Sicurella: essere "Orfani per desiderio"

Articolo pubblicato il 31 marzo 2016
Articolo pubblicato il 31 marzo 2016

Angelo Sicurella, già voce degli Omusumo, ci racconta il suo esordio da solista. Ispirato a uno dei più tragici eventi della storia recente, il disco si addentra in temi universali come l'assenza, il desiderio, la rinuncia. E conferma il talento del musicista siciliano. 

Si intitola Orfani per desiderio e ruota attorno al concetto contraddittorio, per certi versi traumatico e per altri liberatorio, della rinuncia volontaria al proprio passato,verso la ricerca di una nuova origine. Stiamo parlando dell'esordio da solista di Angelo Sicurella, talento dell'elettronica siciliana e già voce degli Omosumo. «Da un po' di tempo stavo riflettendo sul concetto di rendersi orfani del passato: creare un punto zero, un inizio nel qui e ora. Che è una cosa molto difficile da realizzare: riuscire a tagliare il cordone ombelicale con quello che ci ha rappresentato fino ad adesso».

"A Lampedusa ho capito cosa significa essere Orfani per desiderio"

Il disco nasce in gran parte come sfogo immediato a una contingenza reale, vissuta sulla sua pelle e legata a un luogo preciso: Lampedusa. «Ho avuto la possibilità di lavorare come infermiere in un centro d'accoglienza dell'isola, entrando in contatto con gente che aveva abbandonato i propri Paesi, probabilmente per sempre, con la speranza di ricostruirsi una vita nuova, completamente diversa da quella precedente. Ho capito cosa significa essere veramente "orfani per desiderio"». 

Era l'ottobre del 2013, e proprio in quei giorni si sarebbe verificata una delle più tragiche stragi in mare degli ultimi anni: l'incendio che colse all'improvviso un barcone di migranti a largo dell'Isola dei Conigli, quando già guardavano la costa vicinissima di Lampedusa immaginando di toccare terra. Bilancio agghiacciante: 366 morti. «In infermeria continuavano ad arrivare feriti, coi polmoni carichi di benzina. A un certo punto non avevamo più parole, le avevamo esaurite, ci guardavamo e stavamo in silenzio, digiuni e a lavoro da più di trenta ore. Il giorno in cui è successo era l'ultima mia giornata di lavoro a Lampedusa. Ho lasciato l'isola e sono andato direttamente a Santa Cristina Gela, nella mia casa in campagna, perché non volevo avere nessun contatto umano, non volevo stare in mezzo agli altri. Nei 15 giorni successivi sono venuti fuori quasi tutti i testi del disco».

Brani come L'amore non ci trova più, Sotto la barba del temporale, Carlotta, Qui il cielo è Strauss, nascono come una reazione a caldo a un dramma che lascia senza parole. Anche a distanza di tempo, quando si trova a riproporre quelle canzoni davanti al pubblico, la tensione emotiva è la stessa. È accaduto con Carlotta, circa un mese fa, durante l'apertura ai Calibro 35 al Teatro Biondo. «Non avevo mai parlato così tanto con il pubblico. Ha sortito un effetto notevole anche da quel punto di vista. Mi sono trovato nella condizione di confidarmi con la gente».

Racconti di assenze

Gli altri brani, tra cui Orfani per desiderio, che dà il nome all'album, erano in lavorazione prima di Lampedusa. Scaturiti più da immagini oniriche che da momenti narrativi, raccontano di assenze, di case che bruciano, di borse che crollano, di fantasmi, di barche che affondano così come le speranze, di amori finiti o tormentati, per cui è meglio prendere le distanze dai «pericoli dei sentimenti che si attaccano ai denti». Un registro vocale basso – più intimo di quando canta negli Omosumo, quasi cavernoso e sussurrato in alcuni pezzi, intervallato da acuti ipnotici in altri – si coniuga con l'elettronica di drum machine e synth. I suoni, in sala di registrazione, sono nati in maniera abbastanza casuale, come in una sorta di divertessement. «In generale dò ai brani una struttura di massima e poi inizio a giocare con le cose. Tutto viene da quel gioco lì,» racconta Angelo Sicurella. «In Lingua sul cemento, con Fabio Rizzo abbiamo intrapreso un procedimento di sostituzione: ricreare suoni con quello che avevamo a disposizione. Ci siamo ritrovati in mezzo a un parco giochi: il suono delle scarpe cominciava ad acquisire un senso all'interno della texture armonico-musicale. Insomma, abbiamo iniziato a divertirci». Così l'elettronica si contamina col blues, col folk, con la dub. 

Con la Urtovox, l'etichetta per cui sta uscendo questo progetto, si è poi deciso di suddividere l'album in tre volumi, come fossero le parti di una trilogia, da un lato per creare degli extended play (EP) che andassero al passo con la fruizione veloce di questi anni, dall'altro per dare la possibilità a tre artisti palermitani di collaborare al concept, realizzando tre copertine e tre video. La copertina del primo EP, Orfani per desiderio vol. 1, uscito lo scorso dicembre, porta il volto statuario di una donna con gli occhi di rondine e le labbra di un rosso acceso. Il video del singolo di lancio, scritto e diretto da Manuela Di Pisa, è ispirato al mito di Orfeo ed Euridice, storia, anche quella, di una separazione disperata. 

Il video di Orfani per desiderio

Una carriera multiforme

Il 2015 è stato un anno intenso e particolarmente prolifico per Sicurella: un disco in lavorazione con gli Omosumo, l'esordio da solista, la realizzazione della colonna sonora per Fondi rubati all'agricoltura, un documenario che ha vinto il Premio giornalistico Roberto Morrione. «Quello di scrivere musica per documentari è un percorso che avevo intrapreso grazie al sodalizio con Gaspare Pellegrino, un documentarista del trapanese. Nel caso di Fondi rubati all'agricoltura, Diego Gandolfo, il giornalista che stava lavorando al progetto, si è presentato a casa mia dicendomi: "Vorrei che le musiche le facessi tu". Così ho iniziato a lavorarci. Anche quello è stato un modo di confrontarsi con cose diverse rispetto al mondo tradizionale del musicista da palco».

Lontano dunque dall'idea di musicista tout court, Angelo Sicurella è più vicino a una tensione costante verso la contaminazione, come dimostra anche la sua collaborazione con Igor Scalisi Palminteri, che ha dato vita a un cortocircuito tra arte, musica sacra, araba ed elettronica. «L'idea che ho del mio lavoro è di un contenitore dove tutte queste cose, anche diversissime tra loro, possano finire senza essere necessariamente schedate». 

E il 2016? «Oltre al nuovo album con gli Omosumo, sto continuando a lavorare al mio progetto solista. Sono alla continua ricerca di sperimentazione, per questo motivo mi piacerebbe che con una cinquantina di artisti palermitani abitassimo nello stesso posto. Ovviamente non solo musicisti: si parlerebbe solo di pedalini. Fotografi, videomaker, pittori: una vera e propria residenza artistica». E chissà cosa ne verrebbe fuori...

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Da ascoltare Orfani per desiderio Vol.1, di Angelo Sicurella (Urtovox rec./Audioglobe, 2015) 

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Palermo.