Angela Merkel, non il solito politicante

Articolo pubblicato il 12 settembre 2005
Articolo pubblicato il 12 settembre 2005

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Sembra che diventerà il primo cancelliere donna. Ha cinquantuno anni ed è leader dell’Unione cristiano democratica (Cdu). Ed è quasi un successo, per l’ambiziosa scenziata della Germania dell’est.

La storia dell’ascesa al potere di Angela Merkel, candidata dei conservatori alla Cancelleria, è tutt’altro che ordinaria. Circa trentadue anni fa, nel bel mezzo delle ostilità della Guerra Fredda, si iscrisse alla facoltà di Fisica dell’Università di Leipzig. Dopo essersi laureata, decise di restare nel mondo accademico, lavorando come ricercatrice per l’Istituto centrale di chimica e fisica. La candidata dell’Unione cristiano democratica (Cdu) e dell’Unione cristiano sociale (Csu) alla carica di cancelliere non divenne “politicamente attiva” fino al 1989, anno in cui entrò a far parte di Rinascita democratica: un nuovo partito dell’Europa dell’est, sostenitore della strada delle riforme democratiche. Soltanto due mesi prima della riunificazione della Germania, nel 1990, la Merkel entrò nelle file della Cdu. Pochi mesi dopo arriva il suo primo ruolo importante: Ministro della Parità e delle Politiche Giovanili nel gabinetto di Helmut Kohl. Poi ricoprì le cariche di Ministro dell’Ambiente (1994-98), di Segretaria generale della Cdu (1998-2000) e infine di leader della Cdu (dal 2000 in poi). E adesso potrebbe diventare la prima donna a guidare la Germania... dai tempi dell’imperatrice Teofane, nel decimo secolo.

Cristianesimo e comunismo

Figlia di un pastore luterano, Angela Merkel trascorse l’infanzia in un ambiente molto religioso. E il cristianesimo ha rivestito un ruolo importante nelle sue decisioni politiche. Se fosse stata atea, ha detto un giorno al giornalista tedesco Hugo Muller-Voggs, sarebbe stato molto più difficile per lei sopportare il peso delle responsabilità politiche. Ciononostante la Merkel ha adottato un comportamento alquanto liberale nei confronti di questioni complesse come quelle bioetiche – ad esempio in tema di ricerca sulle cellule staminali – e riguardo ai diritti dei gay. La Merkel è cresciuta non solo con gli insegnamenti protestanti di Lutero, ma anche con le teorie di un altro importante e famoso tedesco: Karl Marx. Come molti bambini cresciuti nella Repubblica Democratica Tedesca, anche lei ha avuto una bicicletta rubata ai soldati sovietici. Il fatto di aver vissuto in un regime totalitario ha condizionato la sua vita. Il giornalistaRoger Boyes ha scritto che «la Merkel è un prodotto del comunismo… il suo istinto, la sua diffidenza verso gli uomini, il suo fiuto per la cospirazione. Anche la sua carriera sembra seguire un piano quinquennale molto personale».

Anche così, politicamente parlando, la Ossi (letteralmente “ragazza dell’est”) è, a prescindere dal comunismo, molto diversa da quella che forse sarebbe potuta essere. La coalizione Cdu-Csu è sempre stata determinata contro il comunismo, il socialismo e tutte le altre ideologie “rosse”. In un manifesto di una vecchia campagna, appare lo slogan “La strada per il marxismo porta a Mosca”.

Le sue politiche

Non sorprende che la Merkel si definisca contraria a qualsiasi iniziativa del governo socialdemocratico, anche se lei e il suo partito sostengano quelle riforme antisociali per cui l’attuale presidente Schroeder è così criticato dalla sinistra. Sul fronte della politica interna, le principali priorità della leader della Cdu sono di riformare il sistema dell’assistenza sanitaria, abbassare il costo del lavoro e semplificare la burocrazia fiscale. In altre parole, la Merkel spera che la riduzione del peso dello Stato sortisca l’effetto di rilanciare la lenta economia tedesca.

L’elezione della Merkel potrebbe rappresentare una nuova era anche per le relazioni internazionali. Durante un meeting informale, la leader d’opposizione ha detto a Chirac, attuale presidente della Francia, di credere che, nonostante i forti legami tra Francia e Germania siano importanti, non possono «essere a spese di quelli con altri Paesi». E ha sottolineato l’importanza dei rapporti con la Polonia, gli Usa e la Gran Bretagna, ricordando che con questi ultimi due Paesi ci sono delle tensioni cominciate dopo la Guerra in Iraq. La visione dell’Europa della Merkel è molto simile a quella di Blair. Vuole un’Europa non concorrente, ma alleata degli Usa. Se la Merkel vincesse, contrasterebbe lo stile antidemocratico di governo di Putin. Non solo sarebbe il primo presidente capace di comunicare direttamente con Putin, ma il suo atteggiamento critico sarebbe in contrasto con l’amichevole rapporto che c’è tra Schroeder e il Presidente russo.

Maggie Merkel?

In molte occasioni la leader dell’opposizione è stata paragonata a Margaret Thatcher, Primo Ministro britannico negli anni che vanno dal 1979 al 1990. Così la stampa tedesca ha cominciato a chiamarla Lady di ferro o anche Maggie. Le somiglianze tra la Merkel e la Thatcher sono impressionanti: entrambe hanno cominciato in ambito scientifico (la Thatcher si è laureata in chimica a Oxford), sono conservatrici neoliberali e hanno fatto carriera in un mondo dominato dalla presenza maschile. Inoltre la Thatcher è stata capace di far riguadagnare il potere al suo partito dopo aver vinto due elezioni di seguito. Ora resta da vedere se la Merkel saprà fare lo stesso.