ANGELA MERKEL: IL SOGNO DELLA MAGGIORANZA ASSOLUTA

Articolo pubblicato il 01 ottobre 2013
Articolo pubblicato il 01 ottobre 2013

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Alcuni ritengono che l’esito delle elezioni legislative di ieri sera sia stata una vittoria importante per Angela Merkel e per il CDU. Con il 42% dei voti, per un soffio la cancelliera si è vista sottrarre la maggioranza assoluta per i prossimi 4 anni. Tuttavia, questo trionfo nasconde una vera e propria socializzazione della Germania. Ripercorriamo le ultime tappe.

« The Special One », « La victoire absolue », « Merkel chérie »…questa mattina, le maggiori testate europee si sono sbizzarrite a commentare il terzo mandato consecutivo (e forse l’ultimo) ottenuto dalla cancelliera Angela Merkel in seguito alle elezioni legislative indette in Germania, lo scorso 22 settembre. Il CDU ha conquistato 5 milioni di voti in più rispetto al 2009, assicurandosi il 42% degli elettori. In totale 18 milioni di voti: un bel risultato. Il partito ha ottenuto 311 dei 630 seggi del Bundestag; altri 4 in più e Angela Merkel avrebbe ottenuto la maggioranza assoluta.

Considerando il risultato disastroso dell’FDP (Partito liberal-democratico, ndr) e l’uscita di scena dell’AFD (l’Alternativa per la Germania, partito euroscettico, ndr) – entrambi sotto la soglia del  5% - la storica alleanza di destra CDU/FDP perde ben 21 seggi. L’SPD (Partito social-democratico, ndr), da sempre reputato il grande perdente, ottiene 192 seggi: 119 in meno rispetto al CDU ma 46 in più rispetto alle elezioni del 2009. E se i Verdi (Grüne) sono stati delusi dal risultato portando a casa l’8% dei voti - tanto che i suoi due maggiori esponenti hanno proposto di ritirarsi dalla scena politica - la sinistra tedesca ha trovato la sua ancora di salvezza nel partito Die Linke: il partito neo-comunista si è visto attribuire il 12% dei voti confermando la sua stabilità all’interno della vita politica tedesca. Unendo i voti ottenuti da questi tre schieramenti politici appare evidente che una maggioranza a sinistra è possibile, con 319 seggi al Bundestag.

ROTTA PER L'AUSTRIA

Una cosa è certa : questo scenario non riflette in alcun modo l’opinione dei cittadini tedeschi che domenica sono stati chiamati alle urne; l’alleanza SPD/Grüne/Die Linke rimane ancora un’utopia. D’altra parte è indubbio che la Merkel dovrà allearsi con la sinistra se desidera assicurarsi la maggioranza. Contrariamente a quanto si crede, la cancelliera non potrà più agire di sua iniziativa e, senza ombra di dubbio, dovrà transigere sulle « questioni più calde » come quella del salario minimo europeo, soprattutto dal momento che dovrà confrontarsi con François Hollande. La cancelliera potrà far valere la già citata legittimità democratica per governare serenamente. Tuttavia non dimentichiamo che il federalismo è innato alla Germania e che la Merkel potrebbe inimicarsi i Länder, espressione di un forte malcontento sociale (Renania del Nord, Vestfalia, Brandeburgo, la Ruhr…).

Serata di grandi festeggiamenti alla sede del CDU, a Berlino, la sera del 22 settembre. 

Appare evidente, come spesso accade in ambito elettorale, che tutto dipende da chi si schiera dalla nostra parte. Comunque sia, l’unione dei risultati ottenuti dai 3 partiti di sinistra ci spinge a credere che abbiamo appena assistito a una socializzazione della politica tedesca. Rimane da scoprire la reale posizione dell’SPD che, nel corso degli anni, ha adottato una politica sempre più liberale e sempre più vicina, quindi, a quella del CDU. La grande vittoria dell’AFD, che ha ottenuto 2 milioni di voti in 6 mesi e che ricorda la memorabile ascesa dei partiti euroscettici europei (FNMovimento 5 stelleAlba Dorata…), potrebbe costringere la Merkel a una cauta riforma delle istituzioni europee. Il cambiamento non è mai stato un tema di propaganda ma finirà per prevalere?

Molte le domande ancora aperte, ma una su tutte sembra avere la meglio: cosa ci riserverà l’Austria la prossima settimana?